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Catania, svolta per San Berillo: ecco come sarà l’ex quartiere a luci rosse

Catania, svolta per San Berillo: ecco come sarà l’ex quartiere a luci rosse
Veduta dall’alto del quartiere San Berillo a Catania

La giunta Trantino punta su un’ampia rigenerazione dell’area con varchi telematici e spazi aggregativi, residenti e opposizioni sollevano dubbi

CATANIA – Un pezzo di città risparmiato dalle ruspe animate della fame di cemento degli anni Sessanta. Un cuore pulsante di vita, anche mala, riqualificato più volte pur rimanendo ai margini, mentre involucro e interno vengono inesorabilmente demoliti per fare posto al nuovo. Si parla ancora di San Berillo, a Catania. L’ormai ex quartiere a luci rosse più a sud d’Europa: di bassi occupati dai lettini nascosti dalle tende spesso stracciate ne sono rimasti pochi, cedendo il passo ai bed & Breakfast, case vacanze, alloggi mordi e fuggi come l’amore che ha caratterizzato quelle viuzze per decenni.

Area pedonale e riqualificazione urbana a San Berillo

La Giunta Comunale di Catania, presieduta dal sindaco Enrico Trantino, ha infatti adottato la delibera di indirizzo per l’istituzione di un’area pedonale permanente a San Berillo che rappresenta, si legge nel comunicato, “un passaggio significativo nel percorso di riqualificazione urbana del reticolo di strade del quartiere, trasformandolo in uno spazio restituito alla comunità, alla sicurezza e alla sostenibilità ambientale”.

Strade coinvolte e accessi regolamentati

Il perimetro individuato è quello dello storico rione e comprende le vie De Pasquale, Martinez, Gianbattista Caramba, Di Bartolo, Nicolosi, De Marco, Ciancio, Pistone, Rocchetti, Giuseppe Maraffino, Delle Finanze, Carro, Buda, Zara, Reggio, Stramondo e Opificio: anche qui, come già avvenuto nell’area di via Pacini, l’accesso sarà regolamentato mediante varchi telematici gestiti dall’Azienda Metropolitana Trasporti e Sosta, “consentendo il transito esclusivamente ai residenti autorizzati, ai mezzi di emergenza, alle persone con disabilità e alle operazioni di carico e scarico nelle fasce orarie previste”, riporta ancora la nota stampa. L’idea, secondo quanto comunicato da Palazzo degli Elefanti, “si inserisce in un più ampio Piano di rigenerazione urbana promosso dall’amministrazione Trantino, che punta a migliorare in modo strutturale la vivibilità del quartiere”, ma sono in tanti a vedere l’operazione in modo diverso.

Critiche alla riqualificazione: focus sulla comunità

“Luci nuove, ma sulle persone resta il buio”, scrive su Facebook Francesca Romana di Giorgio. “La ‘pericolosità’ di San Berillo non dipende dalla mancanza di panchine o di lampioni a led. Il problema è che in tutti questi progetti di riqualificazione, non sento mai parlare delle persone. Rifare le strade e pitturare le facciate significa riqualificare l’architettura (bellissimo sicuramente), non la comunità. Un quartiere è fatto di chi lo vive ogni giorno”.

Progetti sociali e inclusione nel quartiere

Nessun progetto mirato all’inclusione sociale, lamenta la cittadina. Per quanto, sempre l’amministrazione, lì realizzerà uno spazio aggregativo, che “sorgerà – si legge sempre nel comunicato – in via Rocchetti ed è già in fase avanzata di esecuzione”. Accoglierà “un Centro sociale per i giovani e il volontariato e l’Urban Center”.

Dubbi politici sulla rigenerazione di San Berillo

“Si tratta di un intervento che rafforza la presenza delle istituzioni in un tessuto urbano che, dopo lo sventramento degli anni Cinquanta e i decenni successivi, ha conosciuto fenomeni di degrado e marginalità”, riporta la nota del Comune. Ma c’è chi continua a nutrire dubbi. Come l’esponente dell’opposizione e del Movimento 5 Stelle, Graziano Bonaccorsi. “Giusto recuperare e riqualificare ma vorremmo capire se quanto detto sarà realizzato e portato a termine – dice Bonaccorsi – . Non è la prima volta che gli interventi, qui a San Berillo, si fermano alla facciata”.