Sensibilizzare la comunità universitaria — e non solo — sul valore sociale del trasporto pubblico. È questo l’obiettivo di “Balla sostenibile”, l’evento nel corso del quale studentesse e studenti dell’ateneo hanno riscoperto il piacere del viaggio quotidiano attraverso la musica e la partecipazione collettiva: un DJ set a bordo del Metro Shuttle e negli spazi della Stazione Milo della metropolitana ha trasformato il tragitto verso la Cittadella universitaria in un momento di aggregazione e svago condiviso.
Un’esperienza capace di ribaltare la prospettiva dello spostamento quotidiano, troppo spesso vissuto in solitudine, al volante, con lo sguardo fisso sulla strada. «Il trasporto pubblico — spiega la prof.ssa Michela Le Pira, docente di Trasporti e delegata alla Mobilità — oltre a essere una scelta più sostenibile ed economica, rappresenta anche uno spazio di incontro, condivisione e socialità».
“Balla sostenibile” è uno dei numerosi eventi organizzati nei giorni scorsi dai dipartimenti e dalle aree dell’Università di Catania in occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026, promosso dall’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) e dalla RUS (Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile). Si tratta della più grande iniziativa italiana di sensibilizzazione su temi di sostenibilità economica, sociale e ambientale, volta a diffondere una cultura della sostenibilità che permetta all’Italia di attuare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e raggiungere i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). Il Festival si è svolto in tutta Italia dal 6 al 22 maggio, ma il programma di Unict è ancora vivo: nuovi appuntamenti sono in programma fino al prossimo 27 maggio.
Un altro evento di successo si è svolto sabato 23 maggio: l’ateneo ha aperto le porte dell’Azienda Agraria Sperimentale, in località Passo Martino, per un itinerario esperienziale tra natura, sostenibilità e biodiversità. Docenti e dipendenti di Unict sono stati invitati a vivere un’esperienza immersiva, a piedi o in bicicletta, lungo un percorso che attraversa otto ettari dedicati all’agrobiodiversità e alla tutela del patrimonio vegetale mediterraneo. Un luogo unico che custodisce oltre tremila esemplari appartenenti a circa cinquecento varietà di specie arboree e colture tradizionali, tra cui melograno, vite, olivo, agrumi, carrubo e mandorlo. «Al termine delle attività – racconta Carlo Prato, direttore dell’Azienda -, è stata organizzata un’apprezzata degustazione dei prodotti “a chilometro zero” provenienti dalle prove sperimentali condotte in loco: pomodorini coltivati in serra e fuori suolo, pasta di grani antichi e vini di rari vitigni etnei».
«Il nostro Ateneo ha risposto all’appello del Festival con un programma di ampio respiro, frutto di una sinergia virtuosa che unisce l’intera comunità universitaria – ha dichiarato la prof.ssa Margherita Ferrante, delegata del rettore alla Terza Missione -. Sotto la guida dell’Area Terza Missione, abbiamo integrato le eccellenze scientifiche dei nostri dipartimenti — dall’economia all’ingegneria, dalle scienze umane alla farmacia e alla medicina — per offrire alla cittadinanza seminari, workshop e interventi concreti sul territorio, attivando un percorso collettivo in grado di costruire insieme un futuro più equo, inclusivo e resiliente».
«L’obiettivo strategico – prosegue la docente – è guidare un’evoluzione culturale e istituzionale, che ponga al centro la sostenibilità nella sua triplice accezione: economica, sociale e ambientale. Iniziative come il “Nutri Game”, i laboratori sulla biodiversità, gli appuntamenti su prevenzione e salute, i tavoli di confronto su diritti e inclusione testimoniano il ruolo centrale dell’Università nel dialogo con la società, dimostrando la nostra capacità di tradurre la ricerca scientifica in valore sociale tangibile».
Tra gli eventi più rilevanti figurano realizzati nei giorni scorsi: una proiezione di corti e documentari sugli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU, ospitata al Polo Bioscientifico di Agraria; un workshop del dipartimento di Economia e Impresa sugli strumenti di comunicazione della sostenibilità aziendale; un incontro congiunto dei dipartimenti di Scienze della Formazione, Scienze umanistiche e Scienze politiche e sociali sul contributo trasformativo delle università; un seminario sul valore della sostenibilità nella terza missione, alla Scuola Superiore di Catania.
Spazio anche alla salute e all’alimentazione: la tradizionale giornata di “Farmacia in piazza”, realizzata in collaborazione con Federfarma Catania, l’Associazione Farmacisti Volontari e l’ASP di Catania; un’iniziativa per una sana alimentazione promossa insieme al CUS in occasione del Palio d’Ateneo; e un workshop su innovazione e sostenibilità del sistema alimentare, con presentazione della Guida 2026 degli oli extravergini, in collaborazione con Slow Food.
Sul fronte della ricerca applicata, il dipartimento di Ingegneria civile e Architettura ha esposto un tetto idroponico modulare, mentre seminari, mostre, visite guidate e masterclass hanno animato altri dipartimenti dell’Ateneo. A chiudere il programma, sabato scorso, un’azione concreta di tutela ambientale alla Riserva Naturale di Taormina Isola Bella.

