La Sicilia continua a fare i conti con un significativo ritardo sul fronte dell’accesso domestico a Internet. Nel 2025 il 18% delle famiglie siciliane, sulla base dei dati raccolti dall’Istat, dichiara di non disporre di una connessione Internet in casa, una quota che colloca l’Isola tra le regioni italiane più penalizzate dal digital divide. Peggio fanno soltanto Calabria (19,9%) e Basilicata (18,2%), mentre la Sicilia occupa il terzo posto nella graduatoria nazionale delle regioni con la maggiore incidenza di famiglie escluse dalla rete. L’analisi dei motivi che spingono le famiglie siciliane a rinunciare alla connessione evidenzia come il principale ostacolo sia rappresentato dalla mancanza di competenze digitali. Tra le famiglie che non hanno Internet in casa, il 57,3% indica infatti il fatto che nessun componente sappia utilizzare la rete. Si tratta di una motivazione che conferma come il problema non sia soltanto infrastrutturale o economico, ma anche culturale e formativo.
Accanto a questo fattore emerge il peso dei costi. Il 15,8% delle famiglie senza connessione cita il costo dell’abbonamento come causa principale della rinuncia, mentre l’11,9% ritiene Internet poco utile o poco interessante. Più contenuto, invece, il peso del costo degli strumenti necessari per collegarsi (3,2%), delle preoccupazioni legate alla privacy e alla sicurezza (1,7%) e dell’assenza di banda larga nella zona di residenza (0,5%). Un altro elemento significativo è rappresentato dall’8,7% delle famiglie che dichiarano di accedere a Internet da altri luoghi, rinunciando quindi a una connessione domestica stabile. Un dato che suggerisce come una parte della popolazione continui a fare affidamento su reti esterne, connessioni mobili o servizi pubblici per navigare online.
Il confronto con il 2024: cresce leggermente l’esclusione digitale
Rispetto al 2024 la situazione siciliana mostra segnali contrastanti. La quota di famiglie prive di Internet passa dal 17,7% al 18%, con un incremento di 0,3 punti. Un dato che interrompe il percorso di riduzione del divario digitale e segnala una sostanziale stagnazione. Cambiano però le ragioni della mancata connessione. Diminuisce drasticamente la quota di chi considera Internet non utile o non interessante, passata dal 24,4% all’11,9%. Si riduce anche il peso della mancanza di competenze digitali, seppure in misura limitata, dal 58,1% al 57,3%. Al contrario cresce in modo marcato l’incidenza dei costi di collegamento, che passa dal 9,2% al 15,8%, indicando come l’aumento delle spese possa rappresentare un ostacolo sempre più rilevante per alcune famiglie. Aumenta inoltre la quota di chi utilizza Internet da altri luoghi (dal 5,3% all’8,7%).
In calo risultano invece i problemi legati alla disponibilità della banda larga (dall’1,8% allo 0,5%) e le preoccupazioni sulla privacy (dal 2,1% all’1,7%), segno di un miglioramento delle infrastrutture e di una maggiore familiarità con gli strumenti digitali.
Il confronto con il resto d’Italia
Il quadro nazionale evidenzia una situazione più favorevole rispetto a quella siciliana. Nel 2025 la quota media di famiglie italiane senza accesso a Internet è pari al 12,7%, ben 5,3 punti percentuali in meno rispetto alla Sicilia. Anche osservando le motivazioni emergono differenze significative. In Italia il 55,3% delle famiglie senza connessione indica la mancanza di competenze digitali, contro il 57,3% della Sicilia. La distanza è ancora più evidente sul fronte dei costi di collegamento: nell’Isola il problema interessa il 15,8% delle famiglie senza Internet, mentre la media nazionale si ferma al 10,3%. La Sicilia presenta invece una quota molto più bassa di famiglie che ritengono Internet inutile (11,9% contro il 21,2% nazionale), a testimonianza di una crescente consapevolezza dell’importanza della rete. Ciò significa che il divario digitale siciliano non dipende tanto da una scarsa percezione dell’utilità di Internet quanto da fattori economici e, soprattutto, dalla carenza di competenze digitali.
Nel confronto territoriale, inoltre, la Sicilia registra valori superiori sia alla media italiana sia alla media delle Isole (16,2%) e del Mezzogiorno (Sud: 16,3%). L’Isola si conferma quindi una delle aree del Paese dove il digital divide resta più marcato.
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