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La replica della Regione siciliana: “Finanziati 165 progetti, non 104”

La replica della Regione siciliana: “Finanziati 165 progetti, non 104”
Immagine di repertorio da Imagoeconomica

I tempi di attuazione di un’opera condizionati, tra l’altro, dalla durata del progetto, dalla gara, dagli espropri e dall’esecuzione dei lavori

La relazione della Corte dei Conti sull’andamento della spesa per mitigare i rischi idrogeologici ha prodotto anche una piccola polemica a distanza con la struttura commissariale che opera in Sicilia. A essere contestato da quest’ultima è stato il passaggio del documento in cui si dice che nell’isola nel 2024 “sono stati finanziati 104 progetti, di cui uno concluso, 12 in esecuzione, 32 in fase di progettazione e 59 da avviare o con dati non comunicati circa lo stato di attuazione delle opere”.

La struttura commissariale siciliana corregge i dati della Corte dei Conti

La replica non è tardata ad arrivare, sottolineando un errore nei conteggi della Corte. “La struttura commissariale per il contrasto del dissesto idrogeologico nella Regione Siciliana – si legge in una nota – precisa che il numero dei progetti finanziati nel corso del 2024, attraverso le varie linee di finanziamento, non è di 104 bensì di 165, dei quali 40 in corso di esecuzione“.

Gare d’appalto, espropri e collaudi: le ragioni delle tempistiche nelle opere pubbliche

La correzione ha offerto lo spunto per approfondire la questione delle tempistiche con cui gli iter procedono. “Il dato indicato dal referto non è sintomo di inefficacia o inefficienza della struttura commissariale in quanto – prosegue la nota – i tempi di attuazione di un’opera pubblica (dalla data del finanziamento alla conclusione dei lavori) risultano condizionati dalla durata del progetto, dalla gara d’appalto per l’affidamento dei lavori (con eventuali contenziosi con una tempistica media di circa tre-quattro mesi), dalle verifiche in capo all’operatore economico aggiudicatario e dalla relativa contrattualizzazione (tempo medio, un mese circa), dall’attuazione delle procedure espropriative e dall’esecuzione dei lavori che dipendono dal valore del contratto e che generalmente interessano più annualità“.

“Inoltre – conclude la nota – bisogna considerare l’eventuale elaborazione di perizie di variante e le operazioni di collaudo statico e tecnico-amministrativo“.

Dalla Giunta via libera alla nuova cartografia delle frane

Prevenire il dissesto idrogeologico e mappare in anticipo le aree a rischio frana in Sicilia. La Regione, su proposta dell’Autorità di Bacino, ha approvato in giunta la “Cartografia della suscettibilità da frana”, uno strumento avanzato e innovativo, realizzato nell’ambito del progetto Sufra Sicilia, che consente di individuare i fenomeni franosi prima che si manifestino.

“La prevenzione – afferma il presidente della Regione, Renato Schifani – è sempre la strategia più efficace per ridurre il rischio idrogeologico e garantire la sicurezza di cittadini, infrastrutture e ambiente. Con questo provvedimento la Sicilia compie un salto di qualità nella tutela del proprio territorio, che ci permetterà di supportare al meglio le amministrazioni locali nella pianificazione e progettazione delle scelte urbanistiche”.

Il progetto Sufra è stato sviluppato dall’Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia in collaborazione con il dipartimento di Scienze della terra e del mare (DiSTeM) dell’Università di Palermo, nell’ambito del Piano di azione e coesione (Pac) 2007-2013. Rappresenta un’evoluzione netta rispetto al passato.

Fino ad oggi, infatti, il Piano per l’assetto idrogeologico (Pai) fotografava esclusivamente i dissesti già esistenti. La nuova cartografia invece, recependo le direttive della normativa nazionale, passa da una logica di censimento storico a una di propensione del territorio al rischio.