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Il venditore di tappeti, l’opposizione in Parlamento e la legalità: c’è un filo conduttore che unisce tutto

Il venditore di tappeti, l’opposizione in Parlamento e la legalità: c’è un filo conduttore che unisce tutto
Parlamento italiano, riforme e leggi – foto da Imagoeconomica

Tre esempi distanti tra loro, ma che trovano un punto comune nella condivisione collettiva

Il venditore di tappeti, l’opposizione in Parlamento, la legalità. Che cosa lega quanto sopra? Alla fine di questo articolo tenterò di indicare il filo conduttore che unisce quanto citato.

Non ho mai venduto tappeti, qualcuno ha tentato, senza successo, di farmeli acquistare. Il venditore di tappeti, con capacità ed esperienza, inizia il rapporto con il potenziale cliente esaltando l’ambiente in cui inserirlo. Il venditore esalta la bellezza, la luminosità, i colori dell’ambiente e, dopo, ne propone l’acquisto. Se non seguisse questa consolidata tecnica commerciale e di comunicazione non riuscirebbe a vendere alcunché ad alcuno.

L’opposizione in Parlamento e il ruolo nella democrazia

L’opposizione in Parlamento c’è sempre stata. Come è giusto che ci sia in quanto costituisce uno dei fondamenti della democrazia. La qualità dell’opposizione costituisce uno degli elementi per la valutazione dell’azione politica del Governo e dell’opposizione. Per la conferma di quanto sopra è sufficiente fare riferimento alla stagione 1970/1980, con i leader dell’opposizione come Berlinguer, Pannella, Almirante che, malgrado la presenza del terrorismo rosso e nero (la sinistra definiva i terroristi rossi cugini che sbagliano) portò all’approvazione di sei riforme, ancora attuali ed epocali.

Ė possibile raffrontare gli anni Settanta/Ottanta con quelli attuali, limitando la valutazione sulla qualità dell’opposizione. Nessuno può mettere in dubbio la funzione necessaria dell’opposizione al Governo in carica, oggi al Governo Meloni, bensì la qualità e quantità della stessa.

Nella mia personale valutazione l’errore consiste nell’opporsi a tutto l’operato del Governo. Anche a quello oggetto di certificazione con indici riconosciuto in tutto il mondo. Ciò in quanto, al contrario, l’opposizione limitata su scelte del Governo errate o comunque discutibili, ne favorirebbe la condivisione massificata.

Al contrario, con atteggiamenti illogici, opporsi su tutto produce effetti folkloristici da cabaret. Ė possibile concludere che il tutto, a volte, produce il nulla.

La legalità e il rispetto delle regole

La legalità, certamente, è un fondamento dello stato del diritto, in quanto prevede che tutti i cittadini, da quelli che rivestono cariche istituzionali, a tutti gli altri, devono uniformarsi alle regole dell’Ordinamento vigente. Il richiamo alla legalità è sempre stato attuale, come è giusto che sia, ma al pari dell’opposizione è opportuno che sia selettivo e graduato per essere accettato e condiviso. Ciò presuppone la cultura della gerarchia delle regole.

Alcune regole (Costituzione o leggi dello Stato) vanno rispettate senza se e senza ma, altre vanno valutate caso per caso. Il venditore ambulante di frutta e verdura, certamente viola regolamenti comunali, e in una certa misura somiglia al lavoratore in cassa integrazione che percepisce una parte della retribuzione senza lavorare.

Chi viola il Codice della strada nel parcheggiare senza arrecare danni alla circolazione, viola delle regole ma può trovare tolleranza quando tale violazione è conseguenziale all’inadeguatezza delle aree di parcheggio.

Il filo conduttore delle tre questioni, distanti anni luce l’una dall’altra, è il seguente: la condivisione sociale.

La condivisione sociale come filo conduttore

Creare la condizione della condivisione collettiva è essenziale sia per vendere tappeti, che per il consenso sociale massificato dell’opposizione al Governo e il rispetto delle regole. Il consenso sociale è necessario per la condivisione delle necessarie scelte. Il tutto è nulla, nella misura in cui nulla è assoluto e tutto è relativo.