Il centrodestra palermitano è in subbuglio. Roberto Lagalla, fino a qualche tempo fa sicuro della ricandidatura a sindaco al prossimo giro, si ritrova oggi davanti come presunta avversaria la sua vice di un tempo, ovvero Carolina Varchi. L’ex Rettore e la segretaria alla Camera di FdI si conoscono da tanto tempo. Dai tempi dell’Università. Non a caso, nel 2022, il ritiro della candidatura da parte della parlamentare palermitana aprí la strada alla vittoria dell’attuale primo cittadino. Illo tempore, Varchi preferí perseguire la strada romana, garantendo la sua presenza a Palermo nel ruolo di vicesindaco. Ma la distanza ideologica con il sindaco su alcuni temi chiave, come i diritti LGBT, hanno portato i due ad intraprendere strade diverse.
Le diverse vedute tra Lagalla e Varchi
Più il tempo passava, più le differenze aumentavano. Certe scelte non hanno convinto Varchi. A cominciare dal rapporto privilegiato che l’ex Rettore ha intrattenuto in questi anni con il capogruppo di FdI Giuseppe Milazzo. Uno di quelli che, riferiscono i ben informati meloniani, si sta creando un canale privilegiato a Roma, insidiando la leadership della zarina palermitana. Colui il quale che, a sentire l’esponente di Oso Giulia Argiroffi, si sarebbe imbufalito per le dimissioni a comando di Antonio Rini da presidente della commissione urbanistica. Fatto che ha aperto le porte a Tiziana D’Alessandro. Donna proprio della Varchi e che, secondo rumors di Palazzo, potrebbe essere candidata in coppia ad un neo acquisto della corrente più vicina alla parlamentare di FdI, ovvero Antonio Tomaselli. Esule dell’area più vicina all’assessore regionale Francesco Scarpinato e recentemente insignito dell’incarico di consigliere d’amministrazione della Reset.
Sinergia Varchi e Aricò
Un altro asse, che non sarebbe nato oggi, è quello che vede Varchi e l’assessore regionale Alessandro Aricò. Già da settimane i ben informati di Palazzo Comitini riferiscono di cene ed incontri fra i due capicorrente. Una sorta di “santa alleanza” per arginare il potere di Giuseppe Milazzo sia in vista del prossimo giro elettorale che della prossima infornata di nomine nei CdA delle società Partecipate. “Campo di battaglia” sarebbe in particolare quello relativo al futuro di Amap. Giovanni Sciortino agisce al momento in funzione di amministratore unico. Espressione della corrente facente capo a Giuseppe Milazzo, e che tecnicamente non sarebbe in scadenza. Tuttavia, all’interni del partito, c’è chi spingerebbe per allargare la platea ad un CdA. E fra questi ci sarebbero proprio Alessandro Aricò e Carolina Varchi.
Traballa la posizione di Roberto Lagalla? La situazione
Lotte interne che stanno avendo come effetto principale quello di mettere in difficoltà la posizione di Roberto Lagalla, apparsa fragile nell’ultimo periodo fiaccato da polemiche interne al centrodestra e da uscite dalla coalizione. L’addio di Natale Puma e Salvatore Di Maggio, vicini rispettivamente ad Andrea Mineo e Mauro Pantò, ha permesso a Cateno De Luca di fare entrare in Consiglio Sud Chiama Nord. Soggetto al quale ha aderito anche Totò Lentini, ex presidente di Palermo Energia, ma che ha dato soprattutto fiato alle posizioni polemiche di Noi Moderati e dell’ala della Lega più vicina al deputato regionale Vincenzo Figuccia. Aree che identificano in Carolina Varchi una donna che potrà essere protagonista della corsa a sindaco di Palermo.
Candidatura sì o candidatura no
Ci sono altri però che, alla fine della fiera, pensano che la candidatura possa andare incontro ad un arresto improvviso. Magari sotto le elezioni. Per il bene della coalizione. O per un principio molto nazionale del Roma Uber Alles. La stessa Varchi in un video pubblicato sui social per commentare il “successo e la grande partecipazione inaspettato” del progetto “Palermo Capitale” ha voluto sottolineare di non voler “parlare di candidature”. Una frase con la quale la deputata nazionale di Fratelli d’Italia dice tutto e niente, non dando di fatto una posizione precisa sulla sua volontà di partecipare o meno alla corsa a sindaco di Palermo.
A dire come finirà sarà solo il tempo. Al presente viene lasciata l’incertezza di un centrodestra compattato ultimamente solo dalle pressioni esterne sul futuro dello stadio Renzo Barbera. Ma alle elezioni manca ancora quasi un anno. E non è ancora arrivato il tempo di sciogliere i ranghi. Pena la possibilità di aprire il fianco ad incursioni di altre forze politiche.
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