La situazione dell’aeroporto di Catania, fermo per l’attività eruttiva dell’Etna, interessa da vicino anche il Governo nazionale. Sulla questione dello scalo Fontanarossa e in generale sugli scali siciliani è intervenuto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso intervistato al Bar Italia di Fratelli d’Italia a Taormina.
Urso: “Servono infrastrutture aeroportuali alla Sicilia”
Per la Sicilia “servono sicuramente infrastrutture aeroportuali – ha detto -. Quello che è accaduto in questi giorni ci deve far capire che occorre investire con visione di lungo periodo. Per questo, sin dall’inizio mi sono battuto perché fosse accelerata la fase di privatizzazione dei quattro aeroporti siciliani” che “spero si concluda presto”.
Spostare l’aeroporto di Catania? “Non sono un tecnico, questa è una valutazione che devono fare i tecnici, vanno calcolate tante cose”, risponde Urso.
Musumeci: “Il problema non può essere l’Etna”
Sul possibile spostamento dello scalo Fontanarossa era intervenuto nelle scorse ore il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci: Si tratta di “un aeroporto internazionale, ormai fra i primi cinque in Italia, un vero e proprio hub del sud ai piedi di un vulcano attivo, il più grande vulcano attivo d’Europa. E inesorabilmente qualche problema sorge. Lì, chi è fuori posto non è il vulcano, ma è l’aeroporto e ogni altro insediamento umano. È chiaro che bisogna conviverci, ma se la persistente crisi determina disagi, è chiaro che una soluzione bisogna trovarla, perché il traffico aereo è sempre più crescente, è un tasso che cresce con un ritmo superiore a quello della media europea. E la Sicilia, essendo un’isola, ricorre molto più degli altri territori alla mobilità aerea”.
La delocalizzazione, dunque, può essere una soluzione. “Se non ci sono soluzioni tecnologicamente avanzate che possano impedire che la cenere interferisca nell’aviazione – spiega – nella circolazione degli aerei, io credo che si ponga quella soluzione”.
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