Roma, 13 ago. (askanews) – La sospensione di Schengen dopo la crisi di Ceuta “non è stata una misura rivolta contro la Spagna o contro un altro partner” ma dettata dalla necessità di “evitare pericoli per la sicurezza nazionale”. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha motivato così, in audizione parlamentare davanti al Comitato Schengen, la decisione del governo.
“I primi report testimoniano come l’impatto della misura sui cittadini europei sia pari a zero”, ha sottolineato, aggiungendo che l’eventuale revoca del provvedimento (previsto inizialmente per la durata di un mese) non ci sarà “prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia”. Rischi, ha detto, anche di “potenziali infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori”.
Un’ipotesi, questa, subito smentita dalla Spagna. Il ministro degli Interni spagnolo Fernando Grande-Marlaska, in visita a Ceuta, ha garantito che non c’è “nessun allarme terrorismo”. Madrid invierà nell’exclave 20 agenti dell’immigrazione per accelerare l’espulsione dei migranti, che si aggiungono agli oltre 900 effettivi della Policia Nacional e ai 770 della Guardia Civil. Marlaska si è poi rivolto a coloro che tentano di entrare illegalmente a Ceuta e Melilla: “Nessuno resterà, nessuno potrà raggiungere la terraferma, a nessuno verrà concesso un permesso di soggiorno: chiunque commetta un reato verrà rimpatriato immediatamente”. Secondo il ministro a Ceuta si trovano ancora 5.000 migranti; 1.898 minori sono già stati identificati e sono state esaminate oltre 500 domande di asilo, la stragrande maggioranza delle quali è stata respinta.
Intanto nel giorno dell’audizione di Piantedosi, Giorgia Meloni torna a ribadire la linea dura del governo. “Continuano le operazioni di espulsione per gli immigrati irregolari sul suolo italiano. Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada”, scrive su Facebook la premier, pubblicando le immagini di alcuni migranti che salgono in aereo scortati dalle forze di polizia. Dal ripristino dei controlli, secondo quanto riferito da Piantedosi, sono stati effettuati 3 arresti e sono stati respinti in quanto illegali, 21 cittadini di Paesi terzi, di cui 6 marocchini.
Sulle parole della premier ironizza e attacca Elly Schlein. “Mentre Meloni gioca a copiare Trump e a rincorrere Vannacci – afferma la segretaria Pd – degli italiani chi se ne occupa? La Presidente del Consiglio ha visto i prezzi dei carburanti? In quattro anni non ha fatto nulla per migliorare le condizioni di vita delle persone, gli stipendi restano tra i più bassi e le bollette tra le più care d’Europa. Con la sua propaganda contro i migranti nessuno ci paga l’affitto”.

