Con l’arrivo di Mattia Perin dalla Juventus, la notizia deve soltanto essere ufficializzata dal club di viale del Fante, il Palermo blinda la porta e può definitivamente pensare alla stagione e alla rincorsa alla Serie A. Un portiere di lusso per la categoria. Così come lo è stato Gianluca Berti, ora direttore sportivo del Prato, che in maglia rosanero ha giocato in due stagioni distanti tra loro, la prima nel 1995-1996, la seconda – e qui il parallelismo con Perin – nel 2003-2004 che portò i siciliani in massima Serie dopo una assenza di 32 anni.
“Perin è un portiere importante – sottolinea l’ex estremo difensore che nella sua lunga carriera ha difeso i pali di Genoa, Pisa, Ancona, Empoli, Roma e molte altre – che ha giocato nella Juventus e che ha tantissima esperienza di Serie A. Già questo dice tutto. La sua presenza fa capire le ambizioni della società e che il Palermo punta dritto alla promozione”.
Poi un pensiero per Joronen: “Mi spiace tantissimo per lui che è altrettanto importante. Purtroppo gli infortuni capitano, fanno parte del gioco. Quando tornerà darà una mano alla squadra”.
“Piazza importante e mi è rimasta nel cuore, merita la Serie A”
L’ex numero uno rosanero prosegue: “Spero che riesca a tornare in Serie A, è una piazza troppo importante che merita questo obiettivo. Ho giocato ovunque, ma Palermo mi è rimasta nel cuore. Il pubblico è splendido e dà sempre una spinta decisiva. Mi sento a casa ogni volta che vengo”.
“Il Palermo della promozione in A? Ha vinto in un campionato stellare”
Quando nel 2003-2004 tornò a Palermo dopo otto anni, Gianluca Berti aveva disputato un ottimo campionato con l’Empoli, chiuso al dodicesimo posto in massima serie. Come Perin è stato proiettato in una squadra costruita per vincere. “Il calcio italiano in questi anni è cambiato parecchio. Il Palermo ha vinto un campionato stellare di Serie B con due giocatori che poi avrebbero vinto il Mondiale (Luca Toni e Fabio Grosso, ndr). Vi faccio un paio di esempi: il Cagliari aveva Suazo e (in Serie A si sarebbe aggiunto Zola), il Livorno Protti e Lucarelli. E c’erano tante altre formazioni competitive. Purtroppo adesso il calcio italiano ha fatto molti passi indietro”.
“Il Palermo deve temere soltanto se stesso”
Berti, che nelle due stagioni lontane tra loro in maglia rosanero ha lasciato un ricordo indelebile anche per un episodio in particolare legato all’esordio all’allora Favorita nel campionato di Serie B 1995-1996. All’ultimo minuto della sfida casalinga col Cesena, nella seconda giornata, il portiere si gettò in avanti poco prima del fischio finale risultando poi decisivo nell’azione che portò al gol del pareggio Giancarlo Ferrara.
E alla domanda su quali siano le avversarie del Palermo per la Serie A, risponde così: “Deve temere soltanto se stesso. Se la squadra sarà in alta classifica per le altre sarà sempre più difficile perché al Barbera il pubblico spinge tantissimo”.
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