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Catania, sessant’anni di attesa per corso Martiri: ora il progetto della possibile rinascita

Catania, sessant’anni di attesa per corso Martiri: ora il progetto della possibile rinascita
Corso dei Martiri, Catania

Oggi in una sessione straordinaria del Consiglio comunale verrà svelato il nuovo progetto dell’architetto Casamonti per risanare l’antica ferita. Prevista una concert hal da tremila posti

La volta buona dopo oltre sessant’anni, potrebbe essere la terza. Stamani, a Palazzo degli Elefanti tornerà il nuovo progetto di completamento di corso Martiri della Libertà, a San Berillo vecchio, quartiere sventrato sul finire degli anni Cinquanta del secolo scorso e da allora in attesa di diventare qualcosa. Un nuovo progetto che potrebbe far dimenticare a generazioni di catanesi la ferita inflitta al centro storico della città e mai sanata.

Corso Martiri della Libertà, i precedenti tentativi di riqualificazione

La volta buona, si diceva. Perché di tentativi di trasformare le “fosse” in qualcosa ce ne sono già stati, con tanto di presentazioni pubbliche e manifestazioni di intenti, senza però che si sia andati oltre la realizzazione di due micro aree pedonali attrezzate – in seguito alla convenzione firmata nel 2012 e rinnovata nel 2022. È lo stesso sindaco Enrico Trantino a comunicare sui suoi canali social che “La più lacerante ferita della città torna in Consiglio comunale”, ricostruendo il difficile percorso di recupero e proponendo alla comunità di tornare a immaginare un lieto fine per le “fosse”.

San Berillo vecchio, la nuova proposta del Comune di Catania

Corso Martiri della Libertà è il segno di una città che non crede più in se stessa – scrive il primo cittadino. Quelle voragini, circondate da degrado, sono il risultato dello sventramento compiuto nel 1957. Da allora, le proprietà – tutte private – che si sono succedute, si sono prodigati in interminabili contenziosi, che hanno poi condotto alla firma di una convenzione nel 2012, rinnovata nel 2022. Un nuovo acquirente ha rilevato gran parte del comparto e, fin dall’inizio, ha scelto la via del dialogo – continua Trantino, evidenziando le richieste dell’amministrazione in ordine a “ridimensionare la cubatura commerciale e a realizzare una concert hall fino a 3000 spettatori che sia fruibile – in connessione con le nostre Ciminiere – per eventi convegnistici, e alberghi di alto standard, al fine di rendere Catania l’unica città del sud sotto Roma a offrire spazi adeguati per il turismo congressuale” – precisa ancora.

Marco Casamonti presenta la terza versione del progetto

L’architetto in questo caso è Marco Casamonti: sarà lui a presentare al Consiglio Comunale “una terza versione – dopo quelle di Fuksas e Cucinella – che cambia filosofia” – scrive ancota Trantino. La proposta non insegue il gesto progettuale ed architettonico. Sceglie piuttosto quello che Renzo Piano ha reso una parola chiave dell’urbanistica italiana, il rammendo, l’arte paziente di ricucire i lembi di una città sfrangiata da trasformazioni mai portate a termine. Il vuoto non viene riempito, viene rammendato. La forma che questa idea assume è quella di un grande sistema di verde pubblico intarsiato dalle nuove costruzioni, dove lo spazio aperto non è il residuo di ciò che resta fra gli edifici ma è il connettivo che li tiene insieme”.

Rigenerazione urbana di corso Martiri, ora la prudenza

Mai vendere la pelle dell’orso prima di averlo catturato, però, avvisa Trantino. “Vi sono ancora numerosi passaggi da compiere – afferma. Ma ho ritenuto importante che questo nuovo e nodale progetto di rigenerazione fosse reso noto al Consiglio Comunale, ai sindacati, alle associazioni e a tutta la città che desidererà partecipare alla seduta, nella convinta speranza – conclude – che si giunga presto a una rinascita”.