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Discarica di Bellolampo, gara da 13 milioni per la nuova vasca. E prosegue lo scontro sui termovalorizzatori

Discarica di Bellolampo, gara da 13 milioni per la nuova vasca. E prosegue lo scontro sui termovalorizzatori
Discarica di Bellolampo

Massima attenzione alla gestione dei rifiuti a Palermo. Due i progetti al centro del dibattito: la vasca VII bis di Bellolampo e i termovalorizzatori voluti dal Governo Schifani

Mentre l’attenzione generale è rivolta ai termovalorizzatori, con i primi attriti tra il governo regionale e gli ambientalisti sui tempi concessi ai secondi per visionare i documenti progettuali, in Sicilia una grossa gara d’appalto è stata indetta per ampliare una volta di più una discarica. Si tratta di quella di Bellolampo, a Palermo, nel sito gestito dalla partecipata comunale Rap, lo stesso in cui è prevista la costruzione di uno dei due impianti che recupereranno energia dalla combustione dei rifiuti.

Il bando è stato pubblicato lunedì e riguarda la realizzazione della vasca VII bis della discarica. L’importo a base d’asta supera i 13 milioni di euro, mentre l’intera procedura – comprensiva delle spese amministrative – sfiora i 17 milioni e mezzo.

Vasca VII bis della discarica di Bellolampo, il progetto

Per presentare le offerte, sia economiche che tecniche, ci sarà tempo fino a mezzogiorno del 13 ottobre. La base di partenza per offrire i ribassi è stata fissata in 13.065.734,83 euro.

A incidere però saranno soprattutto le migliorie al progetto proposte dai partecipanti: il disciplinare, infatti, prevede l’assegnazione di un massimo di 70 punti per la parte tecnica e 30 per quella economica. Gli aspetti tecnici che verranno presi in considerazione riguardano la gestione del cantiere – dall’esperienza dei saldatori di geomembrane delle discariche a quella del direttore – alle tecnologie per ridurre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera durante i lavori, fino all’uso di sistemi digitali e Gps per il controllo delle fasi di realizzazione del fondo della discarica e ai sistemi di captazione del percolato.

La vasca si chiamerà VII bis perché sorgerà in una zona adiacente alla VII.

“La configurazione progettuale della vasca prevede uno sviluppo in un unico lotto – si legge nel progetto – il cui abbancamento avverrà per strati successivi. È stato calcolato un volume utile di circa 1.500.000 di metri cubi. La vita utile risulta pertanto pari a circa 4,5 anni, calcolata per un conferimento medio giornaliero di circa 750 tonnellate di rifiuti al giorno, provenienti dalla Città di Palermo, dal Comune di Ustica e dall’Aeroporto Falcone e Borsellino di Punta Raisi”.

Nei mesi scorsi a salutare il rilascio delle autorizzazioni ambientali da parte della Regione era stato il sindaco di Palermo Roberto Lagalla.
“Il via libera rappresenta un riconoscimento importante della bontà del progetto elaborato dall’amministrazione comunale insieme alla Rap. Questo provvedimento strategico garantirà una capacità aggiuntiva. Un tempo prezioso che intendiamo impiegare per incrementare ulteriormente le percentuali di raccolta differenziata, rafforzando il nostro impegno per una gestione più sostenibile e moderna dei rifiuti urbani”.

La convivenza con il termovalorizzatore

La necessità di avere ulteriori spazi per smaltire i rifiuti indifferenziati, in uscita dall’impianto di trattamento meccanico-biologico, è ritenuta compatibile con il progetto del termovalorizzatore da 300mila tonnellate annuo voluto da Schifani per la Sicilia occidentale. Tuttavia, testimonia come la transizione dalle discariche al recupero energetico sarà meno netta di come molti potrebbero pensare.

Intanto, però, c’è chi davanti ai progetti dei termovalorizzatori ha sollevato numerose perplessità. Sia per quanto riguarda le dimensioni e le specifiche tecniche, ma anche per il modo con cui alla Cts della Regione si sta gestendo l’iter di valutazione dei documenti progettuali. Le associazioni ambientaliste da settimane denunciano il poco tempo a disposizione per studiare centinaia di relazioni e tavole. Un impegno talmente complesso da necessitare, è questa la posizione degli ambientalisti, l’avvio di un’inchiesta pubblica così come previsto dal Codice dell’ambiente.

Una proposta che non ha trovato l’accordo della Regione, che anzi ha avviato la conferenza di servizi. Anche in questo caso non sono mancate le accuse di eccessiva celerità. A tal proposito venerdì all’Ars si terrà una conferenza stampa. A indirla sono alcune tra le principali realtà ambientaliste.

“Dopo aver respinto la richiesta delle associazioni di prorogare i termini assegnati (appena 15 giorni, peraltro in pieno periodo di Ferragosto) per poter esaminare i ben 184 nuovi elaborati tecnici depositati dal proponente a seguito dei rilievi emersi nella prima fase di consultazione, il dipartimento Ambiente ha proceduto celermente, nell’ambito della procedura Paur, all’indizione della Conferenza dei servizi in fase istruttoria – si legge in una nota –. La conferenza stampa nasce dalla necessità di portare all’attenzione dell’opinione pubblica le anomalie, le criticità e le contraddizioni che stanno emergendo nel corso della conferenza dei servizi. In particolare – proseguono i promotori – saranno illustrate le forzature che riteniamo emergere in alcuni atti amministrativi, la cui legittimità sarà sottoposta alla valutazione degli organi competenti, nonché le gravi carenze e l’incompletezza della documentazione e degli elaborati progettuali presentati. Carenze che, a nostro avviso, rischiano di compromettere la possibilità per gli enti competenti di effettuare una valutazione piena, approfondita e consapevole dei progetti e dei loro potenziali impatti”.

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