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Palermo, Rap rinnova il parco mezzi per la raccolta dei rifiuti ma rinuncia a parte degli elettrici

Palermo, Rap rinnova il parco mezzi per la raccolta dei rifiuti ma rinuncia a parte degli elettrici
La sede della Rap di Palermo – foto di Imagoeconomica

“Si ravvisa la necessità di integrare la flotta aziendale, stante la vetustà di quelli attualmente in dotazione, finalizzata all’estensione dei progetti raccolta differenziata con modalità porta a porta nella città di Palermo”, è la motivazione a monte della procedura aperta.

Anziché 39, appena dieci. È lo sconto che a Palermo ha deciso di farsi la Rap, la società partecipata del Comune che si occupa di rifiuti e gestisce la discarica di Bellolampo, per quanto riguarda l’acquisto di mezzi elettrici per la raccolta della spazzatura. 

Il dettaglio è contenuto nella relazione allegata alla gara d’appalto da oltre 14 milioni di euro, pubblicata lunedì scorso, per l’acquisizione di una fornitura quadriennale di autocarri a vasca e annesso servizio di manutenzione. “Si ravvisa la necessità di integrare la flotta aziendale, stante la vetustà di quelli attualmente in dotazione, finalizzata all’estensione dei progetti raccolta differenziata con modalità porta a porta nella città di Palermo”, è la motivazione a monte della procedura aperta. I termini per presentare le offerte scadranno a mezzogiorno del 18 giugno, ma è probabile che molto prima qualcuno solleverà qualche polemica sui motivi che hanno portato la società a derogare parzialmente ai cosiddetti criteri ambientali minimi (Cam).

Il parere per poter derogare

Con l’acronimo Cam, si intendono i requisiti ambientali che le pubbliche amministrazioni devono rispettare quando effettuano acquisti o eseguono lavori. 

Per quanto riguarda l’acquisto, il leasing, la locazione e il noleggio di veicoli, i criteri ambientali minimi sono stati approvati con decreto ministeriale a metà del 2021. Prevedono l’obbligo di acquistare mezzi puliti, ovvero a emissioni zero di anidride carbonica, per una quota parte non inferiore al 38,5 per cento. 

A Palermo, la Rap ha bisogno di un centinaio di mezzi con una capacità di 35 quintali e attrezzati con gli allestimenti utili a gestire le flotte anche dal punto di vista della geolocalizzazione.
Stando alle richieste ministeriali, la gara avrebbe dovuto prevedere poco meno di una quarantina di mezzi elettrici, ma così non sarà.
I due lotti in cui la commessa è stata divisa prevedono il primo comprendente 90 mezzi, con diversa dotazione dal punto di vista della strumentazione per il caricamento dei rifiuti – alcuni saranno con copertura della vasca tramite tendina scorrevole, altri con costipatori e infine altri ancora con vasche a cielo libero –, ma tutti con alimentazione endotermica ibrida. In altre parole diesel, ma dotati di batteria che si ricarica in fase di frenata. 

Il secondo lotto comprende dieci mezzi full electric.

Alla base della scelta di derogare alle richieste del ministero ci sono considerazioni riguardanti la presunta incompatibilità dei tempi che caratterizzano il servizio di raccolta dei rifiuti con quelli necessari per ricaricare i mezzi esclusivamente elettrici, ma anche la consapevolezza che se si comprassero più autocarri a emissioni zero servirebbe eseguire lavori di adattamento nelle piazzole dove gli stessi sostano. 

“Tenuto conto delle condizioni operative, logistiche, infrastrutturali ed economiche della società, è stata espletata una completa e preliminare istruttoria tecnico-amministrativa, nell’ambito della quale è stato ritenuto opportuno acquisire un parere legale pro veritate dalla società specializzata Nomos Appalti, al fine di verificare la possibilità di procedere a una deroga, parziale e motivata, all’applicazione dei Cam”, si legge nella relazione della Rap.

Le motivazioni

Valutata la situazione specifica, Nomos Appalti ha dichiarato che è possibile accantonare in parte le richieste del ministero ma a condizione di “fornire adeguata motivazione che giustifichi l’omessa applicazione degli stessi, sotto profilo tecnico, economico o per altre ragioni di convenienza o opportunità”.

Il consiglio d’amministrazione di Rap ha chiesto al responsabile del progetto di redigere una relazione contenente le spiegazioni necessarie. In quest’ultimo documento si legge che “l’applicazione integrale dei Cam comporterebbe l’acquisizione di 39 veicoli full-electric su un totale di cento mezzi, con conseguenti rilevanti criticità sotto il profilo logistico, infrastrutturale ed economico”. 

Tra le difficoltà citate c’è quella per cui si renderebbero necessari “significativi interventi di adeguamento degli autoparchi aziendali, consistenti nell’estensione delle reti elettriche interne, nel potenziamento o realizzazione di cabine di trasformazione е nell’incremento della potenza impegnata, con conseguente aumento strutturale degli oneri connessi ai contratti di fornitura di energia elettrica”.

Impegni che la Rap ritiene di non essere nelle condizioni di affrontare. “Allo stato attuale, non risulta sostenibile né efficiente per la società procedere ad una implementazione significativa delle infrastrutture elettriche degli autoparchi esistenti, atteso che tali interventi avrebbero carattere anticipato rispetto alla futura configurazione logistica aziendale e risulterebbero non ottimizzati, anche in considerazione della programmata acquisizione di un nuovo autoparco aziendale non ancora nella disponibilità patrimoniale della società. Ne deriverebbe, pertanto – si legge – un impiego di risorse non coerente con i principi di economicità e razionalità gestionale, nonché con criteri di sana gestione aziendale”.

In conclusione, per il Rup a scelta di comprare soltanto dieci mezzi elettrici è comunque sufficiente a migliorare gli impatti causati dalle operazioni di raccolta dei rifiuti. “L’impostazione adottata consente di contemperare le esigenze di sostenibilità ambientale con quelle di continuità ed efficienza del servizio pubblico, garantendo al contempo un percorso di transizione graduale verso modelli a zero emissioni”.

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