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Attenti alle bugie che sembrano verità

Attenti alle bugie che sembrano verità

Una bugia ripetuta molte volte alla fine può sembrare vera

La tecnica comunicazionale basata su una bugia ripetuta molte volte, così da farla sembrare una verità, si chiama argumentum ad nauseam ed è nota in psicologia come “effetto illusione di verità” ed in politica come “tecnica della grande menzogna”.Il meccanismo funziona molto semplicemente attraverso la ripetizione continua e senza alcuna prova della stessa falsa notizia. In un simile contesto il cervello umano tende a credere a ciò che sente più spesso, scambiando la comune riconoscibilità per verità. Dopo un po’ che accade un simile fenomeno, chi ascolta smette di fare domande o di cercare le prove contrarie.Ricapitolando, i termini principali con i quali identificare e descrivere un tale infausto metodo comunicazionale sono i seguenti: l’argumentum ad nauseam, un termine latino che significa insistere su un argomento fino a dare la nausea per convincere i vari interlocutori.

Effetto illusione di verità, come funziona

L’effetto illusione di verità: che è il nome scientifico usato in psicologia per rappresentare il fenomeno in questione, che dimostra che le affermazioni ripetute appaiono più vere rispetto a quelle ascoltate una sola volta. Come già detto, in politica, un simile sistema viene definito della “grande menzogna”: vale a dire della propaganda, che viene ideata originariamente per descrivere una bugia così grande che nessuno penserebbe mai che qualcuno possa essersela inventata. La definizione inglese della tecnica comunicazionale e psicologica in cui si ripete una menzogna per farla apparire vera è “illusory truth effect”, che costituisce un bias cognitivo, cioè un errore automatico del cervello il quale, indipendentemente dalla veridicità della notizia, porta le persone a considerare un’affermazione più credibile semplicemente perché l’hanno già sentita o letta in passato.

Perché il cervello crede alle bugie ripetute

Ma perché la nostra mente ci casca? I motivi sono diversi, i più significativi sono la “familiarità”, in quanto ciò che suona familiare viene scambiato per vero e la fluidità cognitiva, poiché le frasi già ascoltate si elaborano più rapidamente. In tal senso il cervello interpreta questa semplicità come un indizio di correttezza e tende a crederci. Insomma, proviamo a stare attenti a certa comunicazione, che prima vara i piani di propaganda e poi ci crede. Questo accade perché il nostro cervello cerca sempre di risparmiare energia e per farlo utilizza una sorta di scorciatoia che si chiama fluidità cognitiva: se un informazione è facile da elaborare la si accetta come vera, quando si sente una bugia per la prima volta la si rifiuta, quando la senti per diverse volte ti suona familiare e l’accetti, in quanto il cervello scambia la frequenza con una sorta di prova di verità.

Troppe notizie e propaganda, il rischio della disinformazione

E poi c’è il tema della quantità di notizie, che ci porta a considerare vere quelle che rimbalzano più facilmente dai giornali alle emittenti radiotelevisive o ai social, fino a diventare di dominio pubblico. La situazione è complessa, tuttavia ci si può difendere, ma come? Per esempio non fermandosi alla notizia e a chi l’ha diffusa, anzi, cercando di andare alla fonte, meglio se si risale a più fonti, così da poterle confrontare e valutare. Insomma è bene dubitare, soprattutto se le notizie appaiono perfette e perfettamente ripetute. Poi è consigliabile controllare le varie informazioni e le varie affermazioni, magari consultando direttamente le fonti reali o avvalendosi di siti di controllo che siano indipendenti.

Comunicazione, propaganda e responsabilità nell’informazione

L’uso delle comunicazione, la sua distorsione, il suo impiego finalizzato non alla semplice e leale informazione, ma alla propaganda, non è certo un fenomeno di questi tempi, anzi, è sempre esistito ed ha sempre utilizzato i metodi che il tempo e la tecnologia mettevano a disposizione. Il fatto è che oggi i mezzi sono aumentati di numero, di velocità e di diffusione, mentre non è aumentata la correttezza, l’etica, la deontologia e gli effetti sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti. Così com’è evidente l’aumento dei cosiddetti “analfabeti funzionali” a cui, soprattutto se parli alla loro pancia, puoi dare a bere qualsiasi cosa, dal terrapiattismo alla inutilità dei vaccini, in quanto non sono in grado di comprendere ciò che leggono e fanno da gratuita cassa di risonanza per qualsiasi stupidaggine.