Home » Cronaca » Processo Galvagno, si attende decisione su trasferimento da Palermo a Catania

Processo Galvagno, si attende decisione su trasferimento da Palermo a Catania

Processo Galvagno, si attende decisione su trasferimento da Palermo a Catania
Gaetano Galvagno

I reati contestati sono corruzione, peculato, truffa e falso. La difesa ha chiesto che il procedimento si tenga nella città di residenza del presidente dell’Ars

Riparte a Palermo il processo al presidente dall’Ars Gaetano Galvagno e al suo autista Roberto Marino. I reati contestati sono corruzione, peculato, truffa e falso. Oggi potrebbe essere una giornata importante per il procedimento: nell’udienza il tribunale dovrebbe sciogliere la riserva e decidere se il processo ai due imputati resterà nel capoluogo siciliano o sarà trasferito a Catania, come chiesto dalla difesa.

Gli avvocati Ninni Reina e Antonia Lo Presti per il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, mentre Salvatore Sansone assiste Marino, ritengono che il reato più grave sia il peculato relativo all’uso improprio dell’auto di servizio e sarebbe stato commesso a Catania, città di residenza dell’esponente di Fratelli d’Italia.

Di diverso avviso la procura che nell’ultima udienza ha replicato davanti alla terza sezione del tribunale, ribadendo che il processo deve restare a Palermo. Decisione rinviata a oggi.

Rinviata a giudizio l’ex portavoce del presidente dell’Ars

A inizio luglio l’ex portavoce del presidente dell’Ars Gaetano GalvagnoSabrina De Capitani, è stata rinviata a giudizio con l’accusa di corruzione. Lo ha deciso la giudice per l’udienza preliminare Giuseppina Zampino. Insieme a De Capitani, sono stati rinviati a processo l’imprenditrice Marcella Cannariato, che nei mesi scorsi era già stata condannata a due anni e mezzo nell’ambito di un’altra tranche del processo, per corruzione.

Oltre a due manager della comunicazione, Marianna Amato e Alessandro Alessi. La prima udienza si terrà il prossimo 2 novembre davanti alla terza sezione penale del tribunale.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram