CATANIA – Nuovo scontro sul futuro del Waterfront di Catania, almeno per quel che riguarda la Scogliera dell’Armisi, la stessa da poco dichiarata “Luogo dell’identità e della memoria siciliana” dal Centro regionale inventario catalogazione e documentazione dell’assessorato ai beni culturali della Regione.
Con una delibera, la n. 10 del 23 settembre 2026, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, al momento commissariata dall’ex presidente Francesco Di Sarcina, ha riapprovato il Piano nelle aree interessate dalle precedenti pronunce del Tar, dopo l’ampliamento della circoscrizione portuale disposto con il D.P.R. n. 155 del 19 giugno 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 agosto ed entrato in vigore il 15 settembre, che modifica i limiti territoriali della circoscrizione dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia Orientale, includendo la parte di scogliera che si estende sotto la Stazione centrale. Le stesse aree che il Tar aveva estromesso dalla programmazione – accogliendo il ricorso di alcune associazioni cittadine e movimento politici – e che oggi sono tornate nella disponibilità dell’Autorità portuale.
Piano portuale Catania, la Scogliera d’Armisi torna a rischio
Insomma, la porzione di scogliera tanto cara a generazioni di catanesi è di nuovo a rischio cemento: lì, infatti, sono previsti oltre all’approdo turistico per grandi imbarcazioni, anche edifici. “Tamquam non esset, dicevano i latini. Cioè, come se non fosse successo nulla, come se il Tribunale Amministrativo non si fosse pronunciato, la legge non valesse per tutti e non avesse regole chiare; come se non ci fosse una petizione di oltre 5000 cittadini e la Scogliera d’Armisi non fosse stata dichiarata dall’Assessorato Regionale Luogo dell’identità e della memoria di Catania”, tuonano i rappresentanti del Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania e delle 15 associazioni coinvolte nella difesa della scogliera. Che annunciano la volontà di impugnare l’atto del commissario e denunciare “in ogni sede questo provvedimento abnorme, dannoso e sbagliato tanto quanto tristemente prevedibile”, affermano, chiedendo al sindaco, all’amministrazione tutta e el Consiglio Comunale di Catania “ uno scatto d’orgoglio”. “Che si convochi tempestivamente un consiglio comunale straordinario per riesaminare il piano regolatore portuale e si applichino tutti gli strumenti di autonoma e legittima gestione del territorio che la città di Catania si aspetta e merita”, sottolineano, annunciando una conferenza stampa per stamani, alle 10, proprio al Passiatore.
Autorità portuale, la replica sulla Scogliera d’Armisi
“Occorre precisare che la delibera è un atto consequenziale alla sentenza del Tar, dunque dovuto e necessario – precisa al nostro quotidiano il commissario dell’Adsp Francesco Di Sarcina -. Esprimiamo viva soddisfazione che cittadini e associazioni si rechino sui luoghi, così potranno personalmente constatare che la Scogliera d’Armisi non riguarda la pianificazione portuale, ma si sviluppa in aree diverse e limitrofe. Basta un po’ di buona volontà e leggere i documenti – conclude – per trovare tutte le risposte alle domande o curiosità”.

