La vittoria è parziale, ma l’entusiasmo è quello di sente di aver imboccato la strada giusta. Sono pieni di commenti di gioia e ottimismo i profili e le bacheche dei social di associazioni e cittadini catanesi: la sentenza del Tar che blocca, almeno per il momento, l’espansione del porto di Catania a Sud e a Nord, nelle aree in cui l’Autorità portuale non aveva competenza nel momento della pianificazione del nuovo piano regolatore, è accolta come una liberazione. “Questa sentenza dimostra che non siamo il partito del No – dichiara Graziano Bonaccorsi, esponente del Movimento 5 Stelle a Palazzo degli elefanti -. Siamo favorevoli allo sviluppo, ma uno sviluppo vero deve essere costruito nel rispetto delle regole e nell’interesse della collettività”. “Un importante richiamo alla corretta gestione del territorio – aggiunge la collega di gruppo, Gianina Ciancio. La Scogliera D’Armisi non è uno spazio vuoto da trasformare, ma un luogo con un valore ambientale, paesaggistico e identitario che merita tutela”.
La tutela della Scogliera d’Armisi e il riconoscimento della Regione Siciliana
Tutela che non tarda ad arrivare. A comunicarlo è Attilio Scuderi, rappresentante del Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania. “Dopo la decisione per noi positiva con cui il Tribunale Amministrativo di Catania ha dichiarato illegittima la pianificazione in aree non di competenza dell’autorità portuale, come la Scogliera d’Armisi di Catania e la foce dell’Acquicella – afferma Scuderi – abbiamo un’ottima notizia. Con una recentissima determina, infatti, il Centro Regionale Inventario, Catalogazione e Documentazione dell’Assessorato ai beni Culturali della Regione Sicilia, e in particolare la Commissione Eredità immateriali, ha inserito all’unanimità la Scogliera d’Armisi nel LIM, il registro ufficiale dei Luoghi dell’identità e della memoria siciliani. È un riconoscimento a dir poco prestigioso – prosegue – la Scogliera e il lido sono inseriti in particolare nel registro ufficiale dei luoghi del lavoro e della socialità”.
Il dossier sulla Scogliera d’Armisi e il valore storico, ambientale e culturale
Il Comitato rappresentato da Scuderi e che ha formulato la candidatura, “con l’aiuto determinante dell’Ufficio per il patrimonio immateriale del Ministero della Cultura”, ha lavorato a lungo nei mesi scorsi per preparare il dossier che ha consentito alla Scogliera d’Armisi di essere annoverata tra le aree di interesse storico e sociale. “Un ricco dossier che raccoglie la storia di questo tratto di mare e del suo inscindibile rapporto con la città – spiega l’attivista -: le sue origini geologiche millenarie; la sua tradizione classica con la presenza del tempio dedicato ad Artemide; il ruolo storico della Scogliera nella difesa dalle invasioni saracene; la funzione della Scogliera nella tradizione religiosa, con l’annuale omaggio alla Madonna di Ognina; l’abbagliante bellezza naturale di questo specchio di mare e dei fiumi di acqua dolce che ne percorrono l’ecosistema, ricco di fauna e flora marine; ma anche la presenza di una comunità balneare più che centenaria, che si è consolidata nel tempo rappresentando lo sbocco al mare per il cuore della città di Catania e dei suoi abitanti. Questo successo mostra che abbiamo sempre avuto ragione”.
Porto di Catania e Scogliera d’Armisi: il dibattito politico
Una “certificazione” che potrebbe sostenere il lavoro di chi, negli ultimi tempi, ha lottato per salvaguardare il tratto di costa e si è opposto alla programmazione urbanistica del porto di Catania. “Sversare in quest’area migliaia di metri cubi di cemento, interrare in modo assurdo, per metri e metri dentro il mare e per centinaia di metri fino alla grotte, una costa su cui migliaia di catanesi e turisti godono dell’accesso al mare, sarebbe oggi ancor più un danno alla città ed al suo diritto al mare ed alla fruizione della bellezza – sostiene ancora Scuderi -. Il Comitato farà apporre delle targhe, sul Passiatore e nell’area balneare, perché questo riconoscimento, ufficiale, venga ricordato e segni un limite non valicabile a interessi che non devono prevalere sul bene pubblico e comune”.
Consiglio comunale e futuro del waterfront di Catania
Intanto, quanto accaduto riaccende gli animi in Consiglio comunale, in particolare tra chi ha sin da subito espresso dubbi su alcuni aspetti del nuovo Prp. Oltre alle opposizioni, in particolare ai 5 Stelle Ciancio e Bonaccorsi, che plaudono alla caparbietà del Comitato, ringraziandolo per quanto fatto e assicurando che continueranno “a sostenere ogni iniziativa finalizzata alla valorizzazione della Scogliera d’Armisi e, più in generale, del patrimonio naturale e culturale della nostra città”, anche gli esponenti del Movimento per l’autonomia – Grande Catania ribadiscono la propria posizione chiedendo la sospensione della pianificazione prevista.
“Il pronunciamento dei giudici impone adesso una riflessione seria – sottolineano in una nota Bruno Brucchieri e Simona Latino -. Avevamo chiesto maggiore attenzione alla delimitazione delle aree, alla tutela della Scogliera d’Armisi e della foce del torrente Acquicella, all’impatto delle nuove volumetrie e alla necessità di integrare realmente il porto con il tessuto urbano. Chiederemo che l’Aula venga informata con tempestività sulle conseguenze del pronunciamento e sugli adempimenti che dovranno essere adottati. Occorre sospendere qualsiasi iniziativa riferibile alle previsioni dichiarate nulle e aprire un confronto trasparente con il Comune, l’Autorità portuale, le associazioni e le rappresentanze sociali ed economiche. Il Consiglio comunale non può limitarsi a prendere atto di decisioni già definite – concludono – deve partecipare alla costruzione del futuro del waterfront”.

