Si torna a parlare di aggressioni negli ospedali siciliani. Al pronto soccorso dell’ospedale Cervello di Palermo un infermiere è stato preso di mira dal familiare di un paziente, che avrebbe perso il controllo dopo aver chiesto di ricevere immediatamente informazioni da un medico.
L’episodio si è consumato nell’area del triage, davanti agli altri utenti in attesa. Dopo l’intervento dei carabinieri, il presunto responsabile è stato identificato e denunciato.
La ricostruzione dell’aggressione
Secondo quanto emerso, il personale sanitario aveva informato il familiare che i medici sarebbero usciti a breve per aggiornare i parenti sulle condizioni del paziente. Una spiegazione che, però, non sarebbe bastata a placare l’uomo.
Quest’ultimo avrebbe oltrepassato il banco dell’accettazione, rivolgendosi con toni aggressivi contro l’infermiere in servizio e afferrando anche il monitor del computer presente alla postazione.
Dopo la scena, il presunto aggressore si è allontanato dall’ospedale.
L’intervento dei carabinieri
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno raccolto le testimonianze delle persone presenti al momento dei fatti e rintracciato successivamente l’uomo. Al termine degli accertamenti è scattata la denuncia.
Per l’infermiere, oltre allo shock, si sono registrate anche conseguenze sul piano fisico: i sanitari gli hanno riscontrato un picco ipertensivo e disposto un periodo di riposo.
Non è la prima volta, i precedenti episodi
L’accaduto riporta l’attenzione sul tema della sicurezza del personale sanitario nei pronto soccorso. Non è la prima volta che si verificano tali episodi di violenza al Cervello di Palermo e in generale negli ospedali.
L’ennesima aggressione si era già verificata a giugno scorso, quando un gruppo di ragazzi era entrato nei locali forzando la porta d’ingresso. Secondo alcuni testimoni, i ragazzi, in apparenza ubriachi, portavano in braccio uno di loro e urlavano di mettergli una flebo. Entrati in triage hanno accerchiato la postazione degli infermieri bloccando le attività in corso in quel momento, per poi fuggire non appena hanno capito che era stata avvisata la polizia. Tanta paura per il personale ma anche per i pazienti che si trovavano in quel momento nei locali.
Ancora, a maggio 2026 nello stesso ospedale Cervello un’altra infermiera era stata aggredita durante il turno di lavoro e colpita alla testa con un’asta porta flebo.
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