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Si chiude in Commissione la partita per il Regolamento Ars, deciderà Sala d’Ercole

Si chiude in Commissione la partita per il Regolamento Ars, deciderà Sala d’Ercole
Ars. Foto di Mauro Seminara

Gaetano Galvagno chiude il testo senza proposte di modifica da parte delle opposizioni e l’Aula dovrà quindi votare sull’abolizione del voto segreto potendo chiedere il voto segreto. Unica proposta che ha emendato il testo di ddl proposto dal presidente dell’Ars è quella di Cristina Ciminnisi del M5S sul cambio casacca sanzionato

Con la commissione di oggi si chiude l’iter del disegno di legge che dovrebbe riformare il Regolamento interno dell’Assemblea regionale siciliana. La sfida lanciata da Gaetano Galvagno non è stata accolta dalle opposizioni che l’hanno relegata a semplice provocazione. Il presidente dell’Ars aveva annunciato di essere disposto al ritiro di tutte le proposte di modifica ad eccezione di quella sul voto segreto. Perché le opposizioni – ed anche qualcuno della maggioranza in verità – ottenessero tale riduzione delle proposte avrebbero dovuto presentare una proposta significativa di modifica del Regolamento e l’impegno a non chiedere né appoggiare eventuali richieste di voto segreto quando Sala d’Ercole verrà chiamata a votare proprio la norma sull’abolizione del voto segreto.

Galvagno: “Ho sperato in un’idea diversa”

“Nessuna proposta di modifica del regolamento dell’Ars sul voto segreto è stata presentata dalle opposizioni, così come avevo auspicato più volte”, dice il presidente dell’Ars al termine dei lavori di Commissione da lui presieduti. “Sinceramente spiace – prosegue Galvagno – perché fino all’ultimo ho sperato e creduto che potesse giungere in Commissione almeno un’idea diversa da quella che al momento resta in campo. Solo alcune settimane fa, infatti, avevo annunciato pubblicamente il ritiro di tutte le mie proposte di modifica a patto che ne arrivasse almeno una dalle forze politiche di minoranza. Oggi, invece, né sull’abolizione del voto segreto né sulla sua eventuale limitazione è stato avanzato alcunché”.

Poi il presidente dell’Ars rivolge un pensiero ad una platea più ampia, pur senza citare nessuno: “Eppure, fuori dal perimetro di Sala d’Ercole e della Commissione, proprio contro il voto segreto, spesso assistiamo ad appelli roboanti: peccato poi che la protesta non si trasformi in proposta”. Cosa accadrà adesso lo spiega lo stesso Galvagno: “Al momento, quindi, resta valida solo la mia iniziativa, di fatto l’unica, che se approvata entrerà in vigore, al pari di eventuali altre modifiche, a partire dalla prossima legislatura”. Quindi Sala d’Ercole verrà chiamata, quando le attività legislative in materia finanziaria riconsegneranno l’Aula ad altri disegni di legge, a votare gli articoli del testo proposto da Gaetano Galvagno con un aggiunzione, approvata in Commissione per il Regolamento e depositata quale emendamento al testo da Cristina Ciminnisi.

Ciminnisi (M5S): “Chi cambia partito decade dagli incarichi negli uffici di presidenza dell’Ars”

La deputata del Movimento 5 Stelle, all’apertura del tavolo per riformare il regolamento interno su spinta del presidente della Regione Renato Schifani stanco di voto segreto e franchi tiratori che in troppe occasioni hanno mandato sotto la maggioranza, aveva rispolverato la proposta che al tempo insieme alla collega di partito Martina Ardizzone – prima della decadenza da deputata regionale di quest’ultima – avevano messo a punto contro il cambio di casacca in corsa. “Mi corre l’obbligo precisare – spiega proprio il presidente Galvagno – che tutte le altre proposte di modifica da me avanzate verranno votate dall’Aula assieme a quella formulata dall’on. Ciminnisi, che ho avuto modo di apprezzare e condividere, sulla decadenza dalle cariche per cambio di gruppo parlamentare”.

Come funziona la proposta sanzionatoria di Ciminnisi: “Chi cambia partito decade dagli incarichi negli uffici di presidenza dell’Ars e in quelli delle commissioni parlamentari”. Semplice, in logica di equilibrio tra incarichi e gruppi parlamentari. Se eletto in un partito e quindi in quel partito si rimane anche come gruppo parlamentare, lasciando il proprio gruppo si deve anche lasciare la presidenza di Commissione o altri incarichi a quota di partito abbandonato.

Queste sanzioni – dice Ciminnisi – sono operative al Senato dal luglio del 2022 e sono diventate norme di legge pure nelle Marche su proposta del M5S. Contiamo che anche qui queste modifiche vadano in porto. È giunto il momento di cercare di restituire etica alla politica, la cui credibilità tra l’altro è continuamente minata dagli scandali che la travolgono con inaccettabile frequenza”.

Le intenzioni dell’emendamento di Cristina Ciminnisi, che sono ora parte del testo che verrà vagliato da Sala d’Ercole, hanno ricevuto l’approvazione della maggioranza della Commissione per il Regolamento ed anche il personale apprezzamento del presidente Galvagno. “Quello dei voltagabbana è un malcostume inaccettabile – afferma la deputata regionale del M5S – e ormai diffusissimo che vede tanti politici cambiare partito con impressionante facilità, passando magari a formazioni politiche con idee e programmi totalmente opposti a quelli graditi agli elettori che li avevano votati per rappresentarli in Parlamento. Tra l’altro questi passaggi alterano la rappresentatività dei partiti, che deve essere assicurata a tutti all’interno degli uffici di presidenza. E questo è inaccettabile”.

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