Per la quarta tappa del road show del ministro Alessandra Locatelli la location è stata il Marina Convention Center di Palermo, con una sala gremita e le prime file destinate alle persone con disabilità che erano le uniche vere protagoniste. “Prima le persone” è infatti il titolo della serie di incontri e confronti itineranti del Ministero per le Disabilità. In sala, con moderatrice d’eccezione la direttrice di QdS.it Raffaella Tregua, presenti e chiamati a testimoniare il lavoro svolto e l’impegno profuso, anche il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e l’assessore regionale alla Famiglia e Politiche sociali Nuccia Albano.
Tanti testimoni e tanti racconti sul palco di Prima le persone
La direttrice Tregua ha gestito la serie di interventi istituzionali fino al momento in cui il testimone è passato ad Alessandra Locatelli, che ha tenuto palco nel duplice ruolo di interlocutore e ministro ascoltando e confrontandosi con tutti i testimoni di un mondo per troppo tempo lasciato indietro. Responsabili di associazioni, genitori di disabili e disabili hanno parlato con il ministro narrando difficoltà ma anche successi, aspirazioni, progetti.
Il Fondo unico disabilità per non negare un progetto di vita
Il tema è infatti proprio il progetto di vita, da cui le persone con disabilità sono state in qualche modo escluse. Alessandra Locatelli ha esposto così le necessità che stanno alla base della riforma sulla disabilità, dei 2,4 miliardi di euro stanziati per il Fondo unico disabilità, il coinvolgimento ineludibile di istituzioni, Enti del Terzo Settore ed enti locali. Per non lasciare indietro nessuno serve che tutti prendano atto delle risorse e delle opportunità concrete adoperandosi per rimuovere ostacoli e consentire di partecipare alla vita sociale anche ai disabili.
Dagli Ets alle istituzioni, qualcosa si è mosso
La riforma sulla disabilità, secondo il Ministero senza portafogli costituito in seno alla Presidenza del Consiglio dei ministri, è nata sulla spinta degli Ets, gli Enti del Terzo Settore, ed ha come luce in fondo al tunnel il superamento della logica meramente assistenzialista in favore di valorizzazione e autonomia della persona. Su questo impulso è nata una riforma che interviene sul piano culturale – anche con la rimozione di nomenclatura discriminante, talvolta offensiva – e semplifica le procedure eliminando anche le “visite di rivedibilità” per l’accertamento dell’invalidità civile laddove di fatto non sono possibili variazioni di stato della disabilità.
Tutti hanno diritto di essere felici, parola di Alessandra Locatelli
“Le istituzioni si muovono al servizio delle persone, perché tutti hanno diritto di essere felici”, ricorda sempre Alessandra Locatelli. Da questa filosofia applicata alle persone con disabilità, il ministro ha lavorato in questi tre anni abbondanti di governo per garantire una presa in carico completa ed integrata della persona, ha istituito il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità ed ha previsto l’introduzione di una figura qualificata nell’ambito delle pubbliche amministrazioni per programmare un percorso volto alla completa accessibilità delle amministrazioni pubbliche da parte delle persone con disabilità.
Una riforma da porre al sicuro in tempi celeri
Alessandra Locatelli ha preso l’impegno, ieri a Palermo, di condurre la riforma in un porto sicuro prima delle prossime elezioni affinché il lavoro svolto non rischi di essere invalidato da un eventuale diverso governo. Perché la riforma c’é, è vigente ma non è ancora efficace e per portarla a regime di funzionamento ha bisogno di mettere a punto parecchie cose in un percorso di sperimentazione con formazione delle figure professionali preposte. Il processo di rinnovamento del welfare per le persone con disabilità non sarà istantaneo come per altro genere di riforme legislative, per questo è stato avviato un processo di riforma nei fatti, nelle procedure, di collaudo già dal primo gennaio del 2025.
Locatelli: “Investire sulle persone con disabilità e sui loro talenti”
“Questo è un tema sicuramente molto attuale – spiega poi ai giornalisti Alessandra Locatelli – ed io sono convinta che proprio cambiando lo sguardo, vedendo in ogni persona capacità, talenti e competenze si possa spingere anche economicamente per un investimento migliore del nostro Paese. Questo significa investire sulle persone con disabilità e sui loro talenti, sia dal punto di vista pubblico che del mondo privato e non solo del Terzo settore. Noi abbiamo messo a disposizione oltre 50 milioni di euro per le assunzioni dei giovani con disabilità, a tempo indeterminato. È la seconda volta che istituiamo questo fondo – prosegue il ministro – e siamo molto contenti di vedere che aderiscono tantissimi Enti del Terzo Settore”.
“Vita & Opportunità”, per tutti
Oltre alle “tante nuove buone assunzioni” che la riforma ha prodotto secondo Alessandra Locatelli, c’è l’aspetto legato in maniera più completa e profonda al ‘Progetto di vita’ cui anche le persone con disabilità devono poter accedere. “Con ‘Vita & Opportunità’ – spiega il ministro Locatelli – 390 milioni di euro per tenere insieme la dimensione abitativa, lavorativa e anche ricreativa, quindi il progetto di vita di ogni persona”. Al bando “Vita & Opportunità”, ed ai 390 milioni di euro di risorse allocate, si affiancano i 20 milioni di euro dedicati agli Enti del Terzo Settore per supportare l’inclusione, valorizzando le persone con disabilità nei loro rispettivi e specifici contesti di vita.
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