PALERMO – Nel 2025 pollini e spore fungine sono rimasti a lungo nell’aria siciliana, con differenze tra i territori. Lo rileva la relazione 2025 di Arpa Sicilia, che rende noti i dati delle centraline posizionate tra Agrigento, Palermo, Siracusa e Trapani. Palermo registra il maggiore carico pollinico: 34.097 pollini per metro cubo e 96 giornate (giorni rossi) con almeno un gruppo di pollini a concentrazione elevata. I “giorni rossi” non indicano 96 giorni di allergia per tutti: sono un indicatore ambientale delle giornate in cui almeno un tipo di polline ha raggiunto valori alti, secondo i criteri PollNet. Indicano un possibile maggiore rischio per i soggetti sensibili, ma non misurano i sintomi. Agrigento ha registrato 22.238 pollini per metro cubo e 51 giorni rossi; Siracusa 19.363 e 49; Trapani 18.452 e 56.
Palermo, Urticaceae e Cupressaceae dominano l’indice allergenico
L’indice pollinico di Palermo è oltre il doppio di quello delle altre tre stazioni. A pesare di più sono le Urticaceae, prime ad Agrigento, Palermo e Trapani. A Palermo hanno raggiunto 9.909 pollini per metro cubo, pari al 45,2% dell’indice pollinico allergenico; seguono Cupressaceae/Taxaceae con 6.435, cioè il 29,4%. Insieme rappresentano circa il 75% dell’indice allergenico palermitano. A Siracusa dominano invece le Cupressaceae/Taxaceae, con 5.176 pollini per metro cubo e oltre il 50% dell’indice allergenico. La particolarità del 2025 è la durata. A Palermo la stagione pollinica allergenica è arrivata a 359 giorni; a Trapani a 368 giorni, dal novembre 2024 al novembre 2025 (la misurazione è durata 13 mesi). Anche Agrigento e Siracusa hanno superato i 300 giorni. Non significa che ogni giorno ci siano stati livelli elevati: le stagioni delle diverse famiglie si sono spesso sovrapposte, mantenendo a lungo almeno una componente pollinica di interesse allergologico.
Urticaceae, Cupressaceae e Poaceae: la durata della stagione pollinica
Le Urticaceae hanno contribuito alla persistenza: a Palermo e Trapani la dispersione è iniziata a gennaio, proseguendo fino al 19 novembre a Trapani e fino a metà dicembre ad Agrigento; a Siracusa il massimo è stato a maggio. Le Cupressaceae/Taxaceae hanno avuto una stagione molto lunga, pari a 328 giorni a Trapani. La primavera resta il periodo più intenso. Le Poaceae hanno avuto stagioni di 3-4 mesi, con massimi a maggio; le Oleaceae circa due mesi, con picchi tra metà aprile e metà maggio. Le Asteraceae hanno avuto una stagione più lunga, fino a metà novembre in tutte le stazioni: a Palermo sono comparse già a gennaio, mentre a Siracusa il massimo è stato estivo. L’Alternaria, spora fungina rilevante nelle allergie respiratorie, ha avuto una sporulazione di 311 giorni a Palermo e 312 a Trapani, contro 201 a Siracusa e 132 ad Agrigento. I picchi sono stati in genere a maggio, tranne ad Agrigento: il massimo il 1° luglio, con 57 spore per metro cubo. A Trapani il picco giornaliero ha raggiunto 130,6 spore per metro cubo.
Pollini in Sicilia, i dati del 2025 a confronto con gli anni precedenti
Rispetto agli anni precedenti, quantità e intensità sono cambiate. A Palermo l’indice pollinico 2025, pari a 34.097, è stato inferiore ai 36.513 del 2024 ma superiore ai 32.927 del 2023. L’indice allergenico è sceso da 25.645 a 21.905, mentre i giorni rossi sono saliti a 96, contro i 77 del 2024. Ad Agrigento l’indice pollinico è risultato più che doppio rispetto al 2024 e i giorni rossi sono passati da 21 a 51. A Trapani l’indice è cresciuto da 10.714 a 18.452 e quello allergenico da 6.554 a 10.969; i 368 giorni di stagione allergenica sono il valore più alto della serie. Siracusa ha registrato 19.363 pollini per metro cubo, il valore più alto dell’ultimo quadriennio per l’indice complessivo, ma l’indice allergenico più basso della serie osservata.
Allergie in Sicilia, le differenze tra Palermo, Trapani, Agrigento e Siracusa
Le differenze dipendono anche dal territorio: Arpa indica vegetazione, conformazione, altitudine, esposizione, meteo e venti, che trasportano pollini e spore anche lontano dal luogo di produzione. Le quattro città sono costiere, ma inserite in contesti ambientali diversi. Il 2025 mostra quindi una Sicilia in cui la stagione dei pollini non coincide con un solo periodo: le fioriture si susseguono e spesso si sovrappongono, mentre in alcune stazioni pollini e spore sono presenti quasi tutto l’anno.

