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Tennis and Friends e il valore della prevenzione accessibile

Tennis and Friends e il valore della prevenzione accessibile
Adriana Riccio modera il panel “Sguardi in gioco” a Tennis and Friends. Sul palco gli specialisti e gli ospiti sportivi; sullo schermo il logo del QdS

Al Foro Italico il racconto di Giorgio Meneschincheri sui quindici anni del progetto. Il QdS presente con Adriana Riccio alla moderazione di due incontri su vista, sport e salute cardiovascolare.

ROMA – Una tenda di quattro metri per tre e tre postazioni per i controlli alla tiroide. Giorgio Meneschincheri parte da qui per raccontare la nascita di Tennis and Friends, la manifestazione che dal 2 al 4 ottobre ha riunito al Foro Italico medici, sportivi e cittadini attorno alla prevenzione gratuita. Quindici anni dopo, il fondatore e presidente ricorda quella prima esperienza come la misura di un bisogno: rendere più semplice l’incontro tra le persone e la cura della propria salute.

Nel suo intervento sul palco, Meneschincheri lega l’idea alla propria esperienza sportiva e all’attenzione per i giovani. Lo sport come abitudine da coltivare fin da ragazzi, come occasione per contrastare la sedentarietà e dare una direzione diversa al tempo libero. Da questa convinzione è nato un progetto che ha cercato di avvicinare i controlli sanitari alla vita quotidiana, in un ambiente capace di coinvolgere anche chi tende a rimandarli.

Il ricordo delle origini restituisce il senso della crescita. Dopo un servizio del Tg1, racconta il medico, si formarono file di centinaia di persone. Nel tempo si sono aggiunte altre federazioni sportive e strutture sanitarie pubbliche e private. «La prevenzione è multispecialistica», osserva Meneschincheri, spiegando perché l’iniziativa abbia progressivamente allargato il proprio campo oltre la tiroide.

Durante l’incontro, il presidente riferisce di oltre 440mila screening gratuiti effettuati nel percorso della manifestazione, comprendendo la recente tappa di Torino e senza conteggiare l’edizione romana ancora in corso al momento dell’intervento. Dietro il dato richiama le persone che, attraverso un controllo, hanno scoperto problemi di salute di cui non erano consapevoli e hanno potuto iniziare un percorso di cura. È questo il risultato al quale attribuisce il valore maggiore, accanto alla dimensione economica della prevenzione.

Il bilancio conclusivo riportato da Repubblica il 5 ottobre parla di oltre 200mila visitatori e più di 70mila screening, visite e consulenze gratuite. Sono i numeri dell’appuntamento appena terminato, che ha introdotto anche la Notte Bianca della Prevenzione. Il programma ha esteso l’accesso ai controlli alle ore serali, cercando di intercettare un pubblico più ampio.

Anche il Quotidiano di Sicilia ha preso parte alla manifestazione. Adriana Riccio, responsabile dei rapporti esterni e istituzionali del QdS, ha moderato due panel, accompagnati sullo schermo del palco dal logo della testata. Due occasioni per mettere in relazione le competenze degli specialisti con domande che riguardano da vicino le famiglie e chi pratica attività fisica.

Sabato 3 ottobre, “Sguardi in gioco: il ruolo della funzione visiva e della prevenzione nello sport per piccoli e grandi atleti” ha riunito il dottor Danilo Renato Mazzacane, oculista e vicepresidente della Commissione Difesa Vista, il dottor Stefano Lorè, ottico optometrista e docente a contratto, il maestro Lucio Pedana e la campionessa di kickboxing Alessia Muroni. Un confronto sul rapporto tra visione e gesto sportivo, affiancato dalla possibilità di effettuare controlli gratuiti della vista nel Villaggio della Salute.

Domenica 4 ottobre, “Cuore e gusto: la ricetta della prevenzione” ha portato sul palco il professor Antonio Giuseppe Rebuzzi, responsabile del Cardio Center di Mater Dei General Hospital, e lo chef Alessandro Circiello. Al centro, il legame tra alimentazione, attività fisica e prevenzione cardiovascolare: un tema che permette alla medicina di dialogare con le scelte di ogni giorno.

Per un quotidiano radicato in Sicilia, partecipare a questo confronto nazionale significa portare ai propri lettori esperienze e interlocutori utili a comprendere come rendere la prevenzione più vicina ai cittadini. Il contributo dell’informazione passa anche dalla capacità di fare domande chiare, dare spazio alle competenze e spiegare le opportunità di controllo. La presenza ai due incontri si inserisce in questa funzione di servizio della testata.

Il racconto di Meneschincheri si chiude sui bambini. Con Tennis and Friends in corsia, maestri e campioni hanno portato racchette, palline e piccole reti nei reparti pediatrici oncologici, coinvolgendo i piccoli pazienti e le loro famiglie. Il medico parla di «un momento di normalità»: una partita possibile anche durante il ricovero. Un’immagine che restituisce il senso più immediato del progetto, nato intorno allo sport e cresciuto nell’incontro con i bisogni delle persone.