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Cinque milioni di euro per 24 Ipab in Sicilia: “Via libera al contributo regionale per il 2026”

Cinque milioni di euro per 24 Ipab in Sicilia: “Via libera al contributo regionale per il 2026”
L’assessore Nuccia Albano

Firmato il decreto del dipartimento della Famiglia che dispone l’impegno, la liquidazione e il pagamento delle somme agli enti ammessi

Cinque milioni di euro per 24 Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab) della Sicilia. Lo prevede il decreto del dipartimento regionale della Famiglia e delle politiche sociali che dispone l’impegno, la liquidazione e il pagamento delle somme destinate agli enti ammessi ai contributi previsti dalla legge regionale in materia di interventi finanziari a favore delle Ipab.

A chi sono destinate le risorse

Le risorse sono destinate alle strutture che svolgono le proprie attività istituzionali e a quelle che, per situazioni oggettive esterne, hanno temporaneamente sospeso l’attività con prospettive di ripresa entro l’anno.

Il provvedimento assegna i contributi sulla base delle spese per il personale sostenute dagli enti e vincola le somme al pagamento delle integrazioni stipendiali e degli oneri previdenziali del personale dipendente. Il decreto, inoltre, dispone che i relativi mandati di pagamento siano emessi nei confronti degli enti per i quali risultano verificate le condizioni di liquidabilità ed esigibilità, anche in relazione a procedure giudiziarie esecutive in corso.

Albano: “Confermiano attenzione verso le Ipab”

L’assessore alla Famiglia, alle politiche sociali e al lavoro Nuccia Albano commenta il provvedimento: “Con questo stanziamento di cinque milioni di euro confermiamo l’attenzione del governo Schifani verso le Ipab, realtà che svolgono un ruolo importante nel sistema sociale siciliano e che garantiscono, ogni giorno, servizi e sostegno alle persone più fragili. Le risorse saranno destinate anche al pagamento delle integrazioni stipendiali e degli oneri previdenziali del personale dipendente, dando così un supporto concreto agli enti e ai lavoratori”.

E conclude: “È un intervento che punta a garantire continuità ai servizi e a rafforzare la capacità di queste istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza di rispondere ai bisogni delle comunità”.

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