“Voglio ringraziare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per aver concesso la grazia a mio marito”. Sono le prime parole di Maria Grazia Di Stefano, moglie di Guido Gianni, in esclusiva al QdS.it, dopo la firma del provvedimento di grazia parziale da parte del Capo dello Stato.
La grazia a Guido Gianni, la storia
Una vicenda giudiziaria iniziata il 18 febbraio 2008, quando tre rapinatori, con il volto coperto, entrarono nella gioielleria di Gianni a Nicolosi (in provincia di Catania). Durante la rapina venne aggredita anche la moglie del gioielliere. Gianni reagì sparando e colpì alle spalle due dei malviventi, che morirono, mentre un terzo rimase ferito.
Per quei fatti il gioielliere è stato condannato in via definitiva a 12 anni e 4 mesi di carcere. La gioielleria è chiusa dal 2021. Troppo pesante, per Gianni e per la sua famiglia, l’impegno economico e personale legato a una vicenda giudiziaria durata anni.
La famiglia ha presentato complessivamente circa venti richieste di grazia. La prima risale al 2022, quando Maria Grazia Di Stefano accompagnò la domanda con una petizione che raccolse un significativo sostegno politico e mediatico. Nel percorso sono intervenuti anche l’associazione “Nessuno tocchi Caino“, l’avvocato Massimiliano Giammusso, sindaco di Gravina, città in cui la famiglia risiede, e, negli ultimi anni, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a cui la moglie di Gianni aveva chiesto un intervento.
La decisione
La grazia concessa da Mattarella è parziale. La pena residua scende a meno di quattro anni e questo consente a Gianni di accedere a misure alternative alla detenzione in carcere. Tra gli elementi considerati nella decisione ci sarebbero il buon comportamento tenuto durante la detenzione e le condizioni di salute del gioielliere, che presenta fattori di rischio per ictus e infarto.
La notizia è stata accolta positivamente dalla famiglia, che mantiene il riserbo sui dettagli del provvedimento, ma ha voluto esprimere pubblicamente la propria gratitudine al presidente della Repubblica. Soddisfazione anche tra i commercianti della zona, che ricordano Gianni come una persona gentile e disponibile.
Dopo sedici anni dalla rapina che ha segnato la sua vita e quella della sua famiglia, per il gioielliere di Nicolosi si apre ora una nuova fase, con la possibilità di scontare la parte restante della pena attraverso misure alternative al carcere.
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