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Medici e dirigenti scappano dagli ospedali siciliani, Anaao Assomed scrive alla Regione: le richieste d’intervento

Medici e dirigenti scappano dagli ospedali siciliani, Anaao Assomed scrive alla Regione: le richieste d’intervento
Sanità, immagine di repertorio da Imagoeconomica

L’intervista del QdS.it alla dottoressa Elisabetta Lombardo, segretario regionale del sindacato: ecco cosa chiede a Schifani

La sanità pubblica in Sicilia continua a rappresentare  uno dei problemi più ingenti presenti tutt’oggi sull’Isola. Ciò è quanto emerge dall’analisi condotta dal Centro Studi Anaao Assomed sul personale medico ospedaliero del Servizio Sanitario Nazionale dal 2015 al 2025. I dati relativi alla Sicilia, raccolti dalle fonti ONAOSI, Conto Annuale del Tesoro e MEF, parlano chiaro: il numero di medici in servizio è calato da 9.394 dirigenti nel 2015 a 9.171 nel 2024.

L’età media si è ridotta, soprattutto per le donne: -4,4 anni (da 53,1 a 48,7 anni) contro -3,2 anni per gli uomini (da 56,2 a 53 anni). Le assunzioni a tempo indeterminato, partite da un dato bassissimo nel 2015 (13), hanno raggiunto il picco nel 2023 (951), sono scese a 617 nel 2024 e risalite a 751 nel 2025; quelle a tempo determinato, dalle 1.151 del 2015 e dal picco di 1.700 nel 2017, sono calate a 770 nel 2024. I pensionamenti sono passati dal 2,9% del 2015 (273) al picco del 7% nel 2020 (628), attestandosi al 5,9% nel 2024 (537) e scendendo a 323 nel 2025.

Le dimissioni volontarie, dallo 0,7% del 2015 (63), hanno toccato un primo picco del 2,2% nel 2018 (203), sono scese all’1,3% nel 2024 (117) per poi quadruplicare nel 2025 (479). Nel complesso si ha un trend regionale che nel decennio ha registrato +0,6 punti percentuali. Da tale analisi si evince come gli organici siano leggermente inferiori a dieci anni prima e il saldo stabile del 2025 sia purtroppo negativo.

Elisabetta Lombardo (Segretario Regionale Anaao Assomed): “Dati drammatici, denunciamo la realtà da tempo

Per cercare di comprendere meglio questo quadro desolante relativo alla crisi del personale dirigenziale-medico in Trinacria abbiamo intercettato ai nostri microfoni la Dottoressa Elisabetta Lombardo,  segretaria Anaao Assomed Sicilia, che impegnata in trincea nelle corsie d’ospedale ha risposto alle nostre domande con gentilezza e disponibilità. 

“Stiamo tristemente assistendo ad una realtà da tempo  conosciuta dai cittadini siciliani che Anaao Assomed Sicilia ha sempre denunciato – spiega al QdS.it la Dottoressa Elisabetta Lombardo, segretario regionale del sindacato -. Ossia la progressiva perdita del prezioso capitale umano del nostro S.S.R., medici e dirigenti sanitari, professionisti  maturi e formati , che fuggono via e abbandonano le corsie dei nostri ospedali. Troviamo inquietante che nella nostra Regione nel 2025 le dimissioni volontarie si siano quadruplicate rispetto al 2015 e che siano di gran lunga superiori ai pensionamenti.

L’altra faccia della medaglia, cercando di trovare un aspetto positivo, e’ che il Decreto Calabria, misura fortemente voluta da Anaao Assomed, ha permesso il reclutamento di giovani medici, che altrimenti non avrebbero potuto accedere ai concorsi ospedalieri, arginando la carenza di specialisti negli ospedali. I medici siciliani sono più giovani, con un’età media che si è abbassata soprattutto per le donne medico di 4,4 anni”.

”Ecco cosa fare per contrastare il crollo della demografia sanitaria in Sicilia”

“Per Anaao Assomed è fondamentale – prosegue – al fine di porre un argine sul crollo della demografia medico-dirigenziale rendere strutturale il Decreto Calabria, trasformando l’attuale percorso di formazione specialistica in un vero e proprio contratto di formazione-lavoro. A ciò si affianca la necessità di superare definitivamente il tetto di spesa per il personale, che continua a frenare le assunzioni nelle aziende sanitarie: bisogna eguagliare gli stipendi percepiti dai professionisti nel settore negli altri paesi d’Europa”.

”Urge lavorare sulla sicurezza nei luoghi di cura e su tanto altro ancora”

Ma gli interventi richiesti non finiscono qui: in Sicilia c’è tanto da lavorare anche su altre tematiche, in primis la sicurezza negli ospedali e i luoghi di cura:  “Urge sicurezza nei luoghi di cura: – conclude la Dottoressa Lombardo – servono ospedali sicuri, dotati di presidi fissi nei pronto soccorso, un’applicazione rigorosa delle norme contro le aggressioni e una profonda riorganizzazione degli spazi.

Al contempo, occorre prestare grande attenzione al tempo di vita e al welfare, tutelando i riposi, la genitorialità. Infine, è necessaria una perequazione basata su incentivi economici e di carriera per le sedi disagiate e per tutto il Mezzogiorno e una riforma complessiva della professione, che sappia coniugare flessibilità e riconoscimento per modernizzare il lavoro dei dirigenti e adeguarlo alle rapide trasformazioni economiche, tecnologiche e di mercato.

La lettera aperta di ANAAO Assomed Sicilia alla Regione: “Chiediamo interventi urgenti in 12 punti: ecco ciò che serve per risollevare la nostra sanità”

Anaao Assomed, nelle scorse ore, ha inviato una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani chiedendo provvedimenti urgenti per risollevare la sanità siciliana ed il gravissimo problema della carenza di organico a livello di medici in corsia e dirigenti ospedalieri. Noi del QdS.it ve la riportiamo integralmente.

“Caro presidente, i dati sulla demografia medica del Servizio Sanitario Regionale impongono di passare dalle analisi alle decisioni. Il Centro Studi ANAAO ASSOMED sul periodo 2015-2025 fotografa una situazione che in Sicilia non può essere affrontata con interventi ordinari. Nella nostra regione i dirigenti medici in servizio sono passati da 9.394 nel 2015 a 9.171 nel 2024 con una riduzione del 2,4%.

Nello stesso periodo, le dimissioni volontarie sono cresciute in modo esponenziale, passando da 63 nel 2015 a 479 nel 2025. Ma è soprattutto il dato del 2025 a rendere evidente la dimensione del problema: 323 pensionamenti e 479 dimissioni volontarie hanno determinato 802 uscite dal Servizio Sanitario Regionale, a fronte di 751 assunzioni a tempo indeterminato. Il flusso 2025 tra dimissioni, assunzioni a TI dà un saldo di – 51 medici. Non siamo di fronte soltanto a una difficoltà di reclutamento. Siamo di fronte a una difficoltà crescente nel trattenere nel Servizio Sanitario Regionale professionisti già formati, soprattutto nei settori e nei territori nei quali la loro presenza è indispensabile.

Il problema è particolarmente evidente nei Pronto Soccorso, nell’emergenza-urgenza e negli ospedali delle aree interne, periferiche e insulari, dove concorsi deserti, turni gravosi, aggressioni, carichi di lavoro e difficoltà di conciliazione tra vita professionale e vita personale rendono sempre più difficile attrarre e trattenere medici. A questo quadro si aggiungono le persistenti criticità infrastrutturali e la necessità di completare definitivamente la programmazione della Rete ospedaliera regionale. Una rete non può essere valutata soltanto in termini di posti letto e strutture: deve essere accompagnata dalla reale disponibilità di professionisti, soprattutto nei territori più fragili, affinché la distanza dai grandi centri non determini una riduzione del diritto alla salute”.

Le richieste

ANAAO ASSOMED Sicilia chiede l’apertura immediata di un tavolo straordinario con il Governo regionale e l’adozione di un Piano regionale per l’attrattività e la permanenza dei dirigenti medici nel SSR, con particolare priorità per le aree disagiate e per l’emergenza-urgenza.

Propone:

1. Governo del reclutamento e limitazione dell’eccessiva esternalizzazione. Occorre privilegiare assunzioni stabili, programmazione degli organici e percorsi strutturati di fidelizzazione dei professionisti. Il ricorso a rapporti libero-professionali, per prestazioni a gettone, deve mantenere carattere straordinario e temporaneo, senza trasformarsi in una modalità ordinaria di copertura delle carenze di organico. Un utilizzo eccessivo e non programmato di tali strumenti rischia infatti di determinare: una crescita quantitativa di personale privo di integrazione organizzativa, modelli assistenziali disomogenei tra Aziende con possibili ricadute sulla continuità e sulla qualità delle cure. Particolare attenzione deve essere riservata ai servizi di emergenza urgenza e ai Pronto Soccorso, dove l’impiego di professionisti non adeguatamente inseriti nei percorsi formativi e organizzativi dell’Unità Operativa può compromettere l’efficacia della risposta assistenziale. Inoltre, il ricorso sistematico a turni affidati mediante convenzioni e quindi prestazioni a gettone rischia di favorire una progressiva privatizzazione di attività svolte all’interno delle strutture pubbliche, generando squilibri economici, disparità di trattamento tra operatori e una riduzione dell’attrattività del rapporto di lavoro dipendente nel Servizio Sanitario Regionale.

2. Indennità straordinaria per le sedi disagiate. Introdurre una specifica indennità regionale aggiuntiva per chi opera stabilmente in presidi periferici, aree interne e isole minori, graduata secondo criteri oggettivi: difficoltà di reclutamento, concorsi deserti, distanza dai DEA, insularità, collegamenti e scoperture di organico.

3. Misure rafforzate per Pronto Soccorso, 118 ed emergenza-urgenza. Utilizzare pienamente gli spazi normativi e finanziari disponibili per incrementare le indennità per turni notturni e festivi, guardie e pronta disponibilità, riconoscendo economicamente anche la chiamata in servizio.

4. Lavoro disagiato, recupero psicofisico e tutela previdenziale. Sostenere la proposta ANAAO di riconoscere la particolare usura dell’attività di emergenza-urgenza, prevedendo misure compensative, adeguati strumenti di recupero psicofisico e forme di tutela previdenziale coerenti con la particolare usura dell’attività svolta.

5. Nessun lavoro aggiuntivo gratuito. Le prestazioni eccedenti l’orario dovuto devono essere ricondotte, secondo la disciplina vigente, agli istituti contrattuali previsti e devono essere adeguatamente remunerate o recuperate. Il rispetto dei riposi giornalieri e settimanali non può essere considerato una variabile organizzativa: è una condizione essenziale per la tutela della salute del professionista e per la sicurezza delle cure.

6. Incentivi di carriera e welfare. Il servizio prestato nelle sedi disagiate deve essere valorizzato nei percorsi professionali e negli incarichi, nei limiti della normativa e della contrattazione. Vanno inoltre previsti alloggi agevolati, sostegni alla mobilità, servizi per la genitorialità e misure di welfare.

7. Reclutamento rapido e concorsi regionali aggregati. Per le discipline maggiormente carenti, e in particolare per l’emergenza-urgenza, servono procedure rapide, concorsi aggregati e graduatorie immediatamente utilizzabili. Occorre inoltre consolidare, nel rispetto della normativa nazionale, i percorsi di accesso al SSN dei medici in formazione specialistica già introdotti dal cosiddetto Decreto Calabria e dalle successive disposizioni.

8. Valorizzazione della professione nel SSN. Occorre sostenere il superamento dei vincoli che frenano le assunzioni e rafforzare indennità di esclusività, specificità professionale, tutoraggio l degli specializzandi e strumenti contrattuali capaci di rendere nuovamente attrattivo il rapporto con il Servizio Sanitario Pubblico.

9. Rimodulazione dei Protocolli di Intesa Regione-Università. Il disequilibrio tra le Strutture Complesse a direzione universitaria e quelle a direzione aziendale ed a cascata delle UOSD e UOS sta causando un aumento di fuga del personale dai Policlinici universitari. Occorre rivedere i Protocolli d’intesa e garantire a tutto il personale dell’Azienda una naturale progressione di carriera sulla scorta delle competenze personali di chi va ad occupare la posizione e non solo per una mera appartenenza universitaria.

10. Sicurezza negli ospedali. Nei Pronto Soccorso e nelle strutture a maggiore rischio sono necessari presidi di sicurezza adeguati, protocolli con le Forze dell’Ordine, sistemi di allarme e piena applicazione delle norme contro le aggressioni.

11. Territorio e Rete ospedaliera. Il rafforzamento dell’assistenza territoriale, secondo i modelli e gli standard previsti dal DM 77, deve contribuire a ridurre la pressione impropria sui Pronto Soccorso. Allo stesso tempo, ogni revisione della Rete ospedaliera deve essere accompagnata da una preventiva verifica della disponibilità effettiva di personale medico e sanitario. Non è possibile programmare strutture, posti letto e servizi senza verificare prima se esistono i professionisti necessari per garantirne il funzionamento. Questa verifica deve essere particolarmente rigorosa nelle aree interne, periferiche e insulari.

12. Monitoraggio trasparente. Istituire un Osservatorio regionale permanente, con la partecipazione delle Organizzazioni sindacali rappresentative, su dimissioni, pensionamenti, assunzioni, concorsi deserti, mobilità, prestazioni aggiuntive e scoperture, con dati distinti per Azienda, disciplina e presidio”.

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