ROMA – In uno dei più recenti interventi sul tema liste d’attesa la premier Giorgia Meloni ha sottolineato come il Governo fosse “sulla strada giusta” seppur con molto ancora da fare per migliorare la situazione generale a livello nazionale. Ieri, all’interno del documento intitolato “L’attuazione delle misure finalizzate a ridurre le liste di attesa” della Corte dei Conti è stato certificato come il percorso per migliorare la situazione sia ancora effettivamente lungo, ma sul fronte delle misure adottate occorre aggiustare la mira.
Liste d’attesa, la Corte dei Conti analizza l’utilizzo dei fondi
La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Magistratura contabile ha infatti approvato, con Delibera n. 54/2026/G, la relazione citata, esaminando lo stato di avanzamento degli interventi volti ad abbreviare i tempi di accesso alle prestazioni sanitarie, nonché l’utilizzo delle risorse finanziarie destinate allo scopo. Secondo quanto riportato all’interno del documento, le liste di attesa continuano a rappresentare una criticità strutturale del sistema sanitario, legata non solo agli effetti della pandemia, ma anche a fattori organizzativi, gestionali e programmatori. Detta in parole povere, stanziare risorse a pioggia non è sufficiente: occorre rivedere strutturalmente il nostro sistema sanitario.
“Le risultanze istruttorie – hanno scritto i giudici contabili – evidenziano come il fenomeno delle liste d’attesa continui a rappresentare una problematica strutturale del sistema sanitario italiano, caratterizzata da fattori molteplici e interdipendenti che non possono essere ricondotti esclusivamente alla fase emergenziale determinata dalla pandemia da Covid-19”.
In pratica, sebbene l’emergenza sanitaria che ha coinvolto il nostro Paese abbia certamente aggravato una situazione già esistente, provocando un accumularsi delle prestazioni non erogate e l’allungamento dei tempi di accesso alle cure per i pazienti, le criticità “trovano origine in problematiche organizzative, gestionali e programmatorie che da tempo interessano il Servizio sanitario nazionale”.
Sanità, 3,7 miliardi di euro per ridurre le liste d’attesa
“Dall’analisi effettuata – hanno aggiunto dalla Corte dei Conti – emerge come lo Stato abbia destinato al perseguimento dell’obiettivo di riduzione delle liste di attesa un ammontare significativo di risorse finanziarie, quantificabile complessivamente in 3,7 miliardi di euro nel periodo 2022-2028, accompagnando gli interventi finanziari con una progressiva evoluzione del quadro normativo e programmatorio”.
Concentrandoci nello specifico agli anni più recenti e all’operato dell’Esecutivo attualmente in carica, “l’effettivo utilizzo delle risorse, in particolar modo nel periodo 2022-2025 con fondi stanziati pari a 1,8 miliardi e risorse spese pari 1,5 miliardi, non risulti ancora pienamente soddisfacente atteso che in diversi casi le disponibilità finanziarie non si sono tradotte con la necessaria rapidità in un incremento strutturale dell’offerta sanitaria”.
Risorse più che sostanziose, quindi, che non sono servite a risolvere il problema. Ecco perché, secondo i magistrati contabili, “il problema delle liste di attesa non possa essere affrontato esclusivamente mediante l’incremento delle risorse finanziarie disponibili. Le evidenze raccolte dimostrano infatti che le criticità sono spesso riconducibili a fattori organizzativi, gestionali e programmatori che limitano la capacità del sistema di trasformare le risorse assegnate in effettive prestazioni erogabili ai cittadini.
Liste d’attesa, ritardi nell’attuazione delle misure
Lo sforzo economico fatto negli ultimi anni a livello centrale non viene completamente bocciato, ma serve entrare ancor di più nel merito della questione. E soprattutto occorre che gli investimenti fatti velocizzino i processi, ritenuti ancora troppo lenti. “Deve essere valutata positivamente – hanno scritto dalla Corte dei Conti l’impostazione complessiva del nuovo impianto normativo, che appare orientato a superare alcune delle principali criticità già evidenziate nelle precedenti attività di controllo, in particolare quelle relative alla frammentazione dei sistemi informativi, alla limitata disponibilità di dati comparabili tra territori e alle difficoltà incontrate dal Ministero della Salute nell’esercizio delle proprie funzioni di coordinamento. Tuttavia, le risultanze istruttorie mostrano come gran parte delle innovazioni previste si trovi ancora in una fase di implementazione e molti degli strumenti introdotti non hanno ancora raggiunto una piena operatività e, conseguentemente, non è ancora possibile valutarne gli effetti concreti sulla riduzione dei tempi di attesa”.
Sanità, il ruolo delle Regioni nella riduzione delle attese
La palla, però, passa anche nelle mani delle Regioni, che devono attuare i provvedimenti necessari per far sì che quanto previsto a livello statale possa trovare effettivamente compimento: “Particolarmente significativa appare la circostanza che il successo della riforma risulti fortemente dipendente dalla collaborazione tra Stato e Regioni. Le difficoltà emerse in sede di Conferenza Stato-Regioni su alcuni provvedimenti attuativi evidenziano come il raggiungimento degli obiettivi richieda un elevato livello di cooperazione istituzionale, senza il quale il rischio è quello di rallentare ulteriormente il processo di attuazione delle misure previste”.
Liste d’attesa, i problemi del monitoraggio nazionale
E proprio nell’ottica di una collaborazione più efficace, il primo punto su cui intervenire, secondo la Corte dei Conti, è quello dei controlli: “Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, il sistema di monitoraggio continua a presentare elementi di frammentarietà e disomogeneità derivanti dalla pluralità dei soggetti coinvolti, dalla diversa maturità digitale delle amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie, nonché dalla presenza di sistemi informativi non sempre interoperabili. Permangono, inoltre, differenze significative nelle modalità di raccolta e trasmissione dei dati che rendono complessa la costruzione di un quadro informativo nazionale uniforme e tempestivo. Tali criticità assumono particolare rilievo considerando che il monitoraggio costituisce il presupposto indispensabile per qualsiasi efficace politica di governo delle liste di attesa”.
Carenza di medici e personale sanitario, un ostacolo alle cure
Altro tema critico è quello delle professionalità. L’indagine della Corte dei Conti ha infatti confermato come una delle principali cause che impedisce lo snellimento delle liste d’attesa è la carenza di personale sanitario, insieme alle crescenti difficoltà nel trovare figure professionali specialistiche. “Le informazioni acquisite – hanno scritto i giudici contabili – evidenziano infatti che allo stato, in numerosi contesti territoriali, le capacità produttive del sistema risultano limitate non tanto dall’assenza di risorse finanziarie quanto dalla difficoltà di reperire personale adeguato a garantire l’erogazione delle prestazioni richieste. Tale circostanza rischia di ridurre l’efficacia di molte delle misure adottate, soprattutto laddove l’incremento dell’offerta assistenziale presuppone un corrispondente aumento delle risorse umane disponibili”.
Corte dei Conti, cosa serve per ridurre i tempi di attesa
“Alla luce degli elementi acquisiti – hanno concluso dalla Corte dei Conti – sebbene il percorso intrapreso dal legislatore con il Decreto legge n. 73/2024 possa considerarsi condivisibile e potenzialmente idoneo a determinare un miglioramento strutturale del sistema, occorre ribadire che il conseguimento degli obiettivi prefissati dipenderà in misura decisiva dalla rapidità e dalla completezza dell’attuazione delle misure previste, dalla capacità di rendere pienamente operativi gli strumenti di monitoraggio nazionale e dalla concreta disponibilità di personale sanitario necessario ad aumentare l’offerta di prestazioni”.
Le undici “raccomandazioni” della Magistratura contabile
Non soltanto rilievi, ma anche raccomandazioni utili a trovare una soluzione per quello che ormai è diventato uno dei problemi atavici del nostro Paese. Per la Corte dei Conti l’obiettivo è chiaro: “Solo attraverso un sistema fondato su trasparenza, monitoraggio continuo, responsabilizzazione degli attori istituzionali e utilizzo efficace delle risorse disponibili, puntualmente rendicontate, sarà possibile conseguire una riduzione stabile e duratura delle liste di attesa e garantire ai cittadini un accesso tempestivo ed equo alle prestazioni sanitarie”.
Per arrivare a questo traguardo i giudici contabili hanno individuato undici punti da attuare nel più breve tempo possibile, a cominciare da un’accelerazione per il completamento del percorso di attuazione del Decreto legge n. 73/2024, per assicurare la tempestiva operatività di tutti gli strumenti previsti dalla normativa.
Altro punto essenziale, per la Corte dei Conti, il rafforzamento del “sistema nazionale di monitoraggio, superando definitivamente la dipendenza da flussi informativi frammentati o da dati comunicati con modalità non uniformi”. Per raggiungere questo obiettivo “appare opportuno completare e potenziare i già avviati sistemi di verifica automatizzati e gli strumenti di analisi in grado di consentire un monitoraggio continuo dell’andamento dei tempi di attesa, dell’utilizzo delle risorse finanziarie e del raggiungimento degli obiettivi programmati”.
Nel rapporto si invita inoltre il Ministero della Salute a porre particolare attenzione alla “disomogeneità, su base regionale, dell’utilizzo della classe di priorità P (programmata); la significativa discrepanza tra le date proposte dai Cup e quelle effettivamente accettate dai cittadini; il tempo intercorrente tra l’emissione della prescrizione e il primo contatto del cittadino con il Cup; il divario esistente tra il volume delle prescrizioni emesse e il numero delle prenotazioni effettivamente registrate dal Servizio sanitario”.
Altro tema, la verifica dell’effettivo utilizzo delle risorse finanziarie stanziate per la riduzione delle liste di attesa; poi il rafforzamento delle attività di programmazione basate sui fabbisogni assistenziali effettivi della popolazione, valorizzando le potenzialità offerte dal Modello nazionale di classificazione e stratificazione della popolazione.
“Si ritiene altresì necessario – ulteriore punto messo in evidenza dalla Corte dei Conti – proseguire con determinazione nelle politiche di rafforzamento del capitale umano del Servizio sanitario nazionale, affrontando in maniera strutturale, mediante assunzioni stabili, le criticità legate alla carenza di personale sanitario e alle difficoltà di reclutamento”.
E ancora viene auspicata una “leale collaborazione fra Stato e Regioni”, con verifiche sul pieno funzionamento delle Unità centrali di gestione dell’assistenza sanitaria e dei tempi e delle liste di attesa. Si raccomanda inoltre “di completare l’integrazione delle agende pubbliche, private accreditate e dell’attività libero-professionale intramuraria nei sistemi Cup regionali, garantendo la massima trasparenza dell’offerta disponibile”.
Inoltre, “in relazione alla riforma dell’assistenza territoriale, appare necessario monitorare con particolare attenzione il completamento e l’effettiva operatività degli interventi previsti dal Pnrr e verificarne l’effettiva capacità di contribuire alla riduzione della domanda impropria di prestazioni ospedaliere e specialistiche”.
I giudici contabili hanno anche invitato “il Ministero della Salute a predisporre iniziative di sensibilizzazione destinate ai medici prescrittori” che puntino alla “riduzione del fenomeno della inappropriatezza prescrittiva”.
“Infine – hanno concluso dalla Corte dei Conti – si raccomanda di proseguire nel rafforzamento degli strumenti di controllo e verifica previsti dalla normativa vigente, assicurando l’effettiva applicazione dei meccanismi di responsabilizzazione dei soggetti coinvolti, anche garantendo che eventuali situazioni di inadempienza siano tempestivamente individuate, vengano effettivamente applicate le misure sanzionatorie previste e siano esercitati, ove rilevino i presupposti, i poteri sostitutivi come introdotti dalla recente normativa”.

