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Inutile filastrocca più soldi a…

Inutile filastrocca più soldi a…
Giornali

Lottare l’ignoranza dilagante

È diventato stucchevole il vociare di tanta gente, responsabile delle istituzioni in primo luogo, che chiede a torto o a ragione più soldi: più soldi alla Scuola, più soldi alla Sanità, più soldi a dipendenti e dirigenti pubblici, più soldi all’energia, più soldi ai Comuni… Elenco infinito.

Naturalmente, l’ignoranza di chi chiede più soldi non consente a costoro di pensare che bisogna indicarne la copertura, come prescritto dall’articolo 81 della Costituzione. Ma di questo abbiamo parlato precedentemente.

Qual è dunque l’argomento odierno? La critica a questo modo di pensare, il quale presuppone che vi debbano essere altri a procurare i soldi per soddisfare tutte queste richieste, più o meno legittime. Il che è come dire una sorta di Bengodi o quell’isola immaginata da Thomas Moore, “Utopia”, volumetto che invitiamo a leggere perché vi si trovano tante analogie col blaterare odierno.

Ora, non si può pretendere che i cinquantanove milioni di italiani siano tutti a conoscenza dei meccanismi istituzionali, ma si può pretendere che coloro che occupano i vertici istituzionali sappiano bene maneggiare gli strumenti relativi e quindi sappiano quello che dicono.

Competenza e conoscenza per gestire le risorse pubbliche

Se costoro avessero letto qualche centinaio di libri, se leggessero ogni giorno i quotidiani, almeno quelli che riportano informazioni obiettive e pubblicano approfondimenti, se facessero tutto questo probabilmente non urlerebbero le cose prima elencate, ma si renderebbero conto del rapporto che c’è fra i progetti ben fatti e il raggiungimento dei loro obiettivi.

In altri termini, si tratta di spingere la gente a saperne di più perché finché esiste questa dilagante ignoranza dei fatti, degli avvenimenti, dei meccanismi che vi sono nella società, la confusione verrà alimentata senza fine, con conseguenze piuttosto gravi. Per esempio, c’è chi dalla confusione ottiene vantaggi. Infatti, chi è confuso è manipolabile e può essere indirizzato anche verso il baratro, inconsapevolmente.

Quindi va sempre preso in esame il bandolo della matassa e cioè che i cittadini debbono essere consapevoli della realtà, in modo da chiedere cose sensate e realizzabili.

Informazione corretta e ruolo dei giornalisti nella società

Perché ciò avvenga è veicolo indispensabile l’informazione, la quale dovrebbe essere data dai giornalisti e dai loro direttori attraverso tutti i mezzi di comunicazione, stampati, digitali, radio-televisivi e altri. Un’informazione corretta, obiettiva, competente, bilanciata, verificata è indispensabile perché cittadine e cittadini conoscano la realtà vera, non quella rappresentata da chi ha interesse a falsarla.

E chi ha interesse a ingannare l’Opinione pubblica? Semplice: le lobby, le corporazioni, i gruppi di potere laici e religiosi. Insomma, tutti coloro che agendo in modo egoistico, calpestano l’interesse generale per averne un tornaconto, secondo il principio: più a noi, niente a loro.

I giornalisti hanno il dovere di divulgare informazioni corrette, in osservanza e in linea col codice deontologico del primo giugno 2025, senza esagerare l’informazione, senza esaltare alcuni aspetti e nasconderne altri, ma cercando di far capire alla gente come stanno effettivamente i fatti.

Giornalismo, studio e approfondimento per comprendere i fatti

Per fare questo i giornalisti debbono ovviamente studiare molto, non solo i fatti odierni, ma anche quelli passati, in modo da capire come questa umanità si è evoluta in funzione degli eventi che, di volta in volta, si sono verificati.

Agire in tal senso richiede uno sforzo: bisogna sudare sette camicie, ci vuole olio di gomito, si deve a volte rinunziare a svaghi, divertimenti e tempo libero per studiare. Ma solo attraverso questo sacrificio, appagante, si capiscono meglio gli eventi e si evita di blaterare come si usa fare spesso.

Sono le difficoltà che insegnano a crescere e, per converso, si cresce mediante le difficoltà; il pane facile non ha mai fatto capire come sono le cose, perché è “dietro i rovi”.

Progetti di vita e obiettivi: il valore dell’impegno personale

Ogni persona dovrebbe avere un proprio progetto di vita, sapere cosa vorrà fare e quali obiettivi intenderà raggiungere e poi dedicare tutte le proprie energie alla realizzazione del proprio progetto.

Vale solo chi dimostra ciò che afferma. Gli altri sono semplicemente ciarlatani.