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Carburante green per gli aerei, il paradosso della Sicilia: l’eccellenza di Gela e l’allarme di Ryanair

Carburante green per gli aerei, il paradosso della Sicilia: l’eccellenza di Gela e l’allarme di Ryanair

Per comprendere al meglio il regolamento europeo, l’utilizzo del SAF nell’Isola da parte delle compagnie aree di riferimento e il ruolo della bioraffineria Enilive di Gela, il QdS.it ha contattato alcune tra le parti coinvolte, tracciando un quadro della situazione

Con l’obiettivo comune di un trasporto aereo più sostenibile, da diversi anni in Europa è stato regolamentato l’utilizzo del SAF (Sustainable Aviation Fuel), biocarburante che può essere miscelato fino al 50% con il carburante tradizionale per l’aviazione. Questa miscela – che punta chiaramente a contribuire alla decarbonizzazione del trasporto aereo – al momento in Italia viene prodotta da una sola bioraffineria, la storica sede di Enilive a Gela.

Proprio in Sicilia infatti, nell’impianto nato nel 1963 e che oggi ha una capacità produttiva di 400mila tonnellate l’anno, viene composto un carburante considerato oggi fondamentale per il futuro dell’aviazione globale, con un processo che è costantemente tenuto sotto stretta osservazione dall’Europa e che nasce al 100% da materie prime rinnovabili, come scarti o residui alimentari, vegetali ma anche industriali. Naturalmente, anche nel caso di SAF non è evitabile l’emissione dannosa ma, rispetto al carburante tradizionale, questa miscela non rilascia lo zolfo e particolati che peggiorano la qualità dell’aria a terra. Nel dettaglio, si tratta di un carburante con impronta di carbonio totale l’intero ciclo di vita (dalla produzione alla fase di combustione) di almeno del 65% più bassa rispetto alle miscele classiche. 

Per comprendere al meglio il regolamento europeo, l’utilizzo del SAF in Sicilia (ancora in salita) da parte delle compagnie aree di riferimento e il ruolo della bioraffineria Enilive di Gela, il QdS.it ha contattato alcune tra le parti coinvolte, tracciando un quadro della situazione in questo momento.

Il regolamento ReFuelEu Aviation: il piano dell’UE per la sostenibilità dei carburanti

Prima di ogni considerazione da parte delle compagnie aeree che abbiamo contattato – parliamo di EasyJet e Ryanair, restiamo in attesa di ITA Airways – una premessa è d’obbligo. Sull’utilizzo del SAF (Sustainable Aviation Fuel), il biocarburante “sostenibile” grazie alla tecnologia HEFA (un processo di idrogenazione degli esteri e degli acidi grassi), a partire dallo scorso 2025 l’Europa ha deciso di renderlo obbligatorio, programmando un piano a lungo termine (fino al 2050, per il momento).

Stiamo parlando della UE ReFuelEu Aviation che, in sintesi, ha stabilito che i voli in partenza dall’Europa dovranno necessariamente includere almeno una quota di SAF, oggi pari a minimo il 2% del totale del carburante utilizzato. Nel regolamento però, i fornitori devono garantire delle quote crescenti di miscela bio, il SAF, nel jet fuel messo a disposizione degli operatori di ogni aeroporto d’Europa.

Insomma, una quota in crescendo nel corso degli anni, che – come da traiettoria stimata dall’Unione Europea – vedrà il 6% di miscela sostenibile entro il 2030 e che possiamo suddividere in questo modo:

  • 2% quota minima di SAF dal 1° gennaio 2025;
  • 6% quota minima dal 2030;
  • 20% quota minima dal 2035; 
  • 34% quota minima dal 2040;
  • 42% quota minima dal 2045; 
  • 70% quota minima dal 2050.

Le problematiche in Sicilia e l’utilizzo di SAF delle principali compagnie in circolazione

Visto il regolamento che, in maniera molto ambiziosa e all’insegna della sostenibilità ambientale, punta al 70% (minimo) di biocarburante SAF entro il 2050, abbiamo fatto il punto della situazione con alcune tra le principali compagnie aeree che volano da e per la Sicilia, partendo da Ryanair.

Nel caso della compagnia irlandese, tra i leader del mercato locale e nazionale, a parlare del tema SAF in esclusiva per QdS.it è Jason McGuinness, Chief Commercial Officer di Ryanair.

“Il problema è che l’UE non sta facendo abbastanza per l’utilizzo del SAF, noi paghiamo un canone considerevole rispetto alle tasse legate al carbone, ma questi soldi non vanno nella strategia di un corretto utilizzo del biocarburante SAF” – evidenzia McGuinness. “Addirittura – prosegue – chi fa viaggi di lunga durata non va a pagare questo tipo di importo, mentre quando la distanza dei voli è ‘short’, si va ad aggiungere al costo. Per la Sicilia questo non può andare bene e c’è un grande problema, ovvero la non disponibilità di incentivi per utilizzare SAF, misure che invece sono disponibili in altre isole. Ed è qui che vogliamo agisca l’Unione Europea”.

Per quanto riguarda easyJet invece, ci viene spiegato come la compagnia inglese (con sede a Londra/Luton) sia al lavoro con i propri fornitori per rispettare il famoso requisito del 2% di SAF all’interno del complessivo del carburante. Questo, ci viene evidenziato, è stato fatto durante l’ultimo esercizio finanziario e la compagnia britannica continua a lavorare direttamente con i fornitori di carburante per la garanzia dell’utilizzo del prodotto richiesto e non con le singole raffinerie, come può essere il caso di Enilive a Gela.

Il ruolo della bioraffineria di Gela, un polo di eccellenza per tutta Italia

A proposito di Enilive a Gela, qual è il ruolo della bioraffineira situata in Sicilia? Come abbiamo spiegato, l’impianto siciliano è oggi l’unico produttore in Italia di SAF, il biocarburante del presente e del futuro nel mondo dell’aviazione. Attivo dal 1963, con la capacità produttiva di 400mila tonnellate l’anno e con 1.074 persone all’interno dello stabilimento (di cui il 94% residenti nell’Isola, la maggior parte proprio nel comune di Gela), Eni ha scelto di investire sulla bioraffineria di Gela in quanto rappresenta l’eccellenza italiana nel settore.

La scelta è arrivata alla fine del 2024, al termine della realizzazione di opportune modifiche all’impiantistica della bioraffineria, in modo particolare sulle unità isomerizzazione, del parco serbatoio e delle strutture logistiche. Da sempre impegnata nel produrre dell’HVO diesel, bionafta e biogpl, da poco più di due anni la bioraffineria di Gela si è dunque specializzata nella produzione di SAF, diventando uno dei pochi poli produttivi in Europa (unico caso in Italia). In Sicilia, nella struttura che attualmente è in una fase di manutenzione, si arriva a produrre quasi un terzo della domanda europea del SAF, elemento che fa comprendere ulteriormente l’importanza del polo di Enilive situato nell’Isola.

Come appreso inoltre, presto il lavoro già svolto su Gela verrà replicato anche nello stabilimento Enilive di Venezia, con l’avvio della produzione del SAF, il biocarburante voluto dall’Unione Europea, che dovrebbe avvenire già a partire dall’inizio del 2027.

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