Dalle prime ore di questa mattina, in Sicilia – e in particolare su Messina, Palermo e dintorni – sono state registrate 53 scosse di terremoto, tutte di vario livello ma in alcuni casi anche molto intense. Pensiamo al sisma delle 12.19, la scossa più potente fin qui avvertita oggi con un magnitudo che, inizialmente di 5.0, è poi stato alzato a 5.5. Valori alti, simili a quelli delle 15.55 e un’altra, l’ultima molto forte in ordine di tempo: 4.1 alle 17.32.
Tutte queste scosse di terremoto, hanno un fattore in comune: l’epicentro. Questo, secondo i dati dell’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia, è sempre lo stesso ed è al largo dell’Isola, nel Tirreno Meridionale. In particolare, la zona sensibile è molto vicina alle Isole Eolie e nella direzione di Ustica, con i terremoti che sono stati percepiti nel Palermitano e nel Messinese, ma che hanno anche scosso l’Agrigentino e il Catanese. Una situazione certamente da osservare, che il QdS.it ha discusso con Chiara Cappadonia, docente di Scienze della Terra dell’Università di Palermo e referente Associazione Italiana Geologia Applicata.
I precedenti del 1980 e 2002 e l’epicentro nella “zona molto nota” del Tirreno meridionale
Come ci spiega Chiara Cappadonia, docente Scienze della Terra dell’Università di Palermo e referente Associazione Italiana Geologia Applicata, la zona dell’epicentro è molto nota per le sue potenzialità sismiche, con precedenti importanti come i terremoti del 1980 e del 2002 a Palermo. “Stiamo parlando di un’area molto conosciuta e piuttosto attiva, in passato già coinvolta in diversi episodi sismici di grande rilevanza per Palermo e dintorni. In quella zona – prosegue la docente – esistono delle circostanze che possono innescare dei movimenti potenzialmente simili lungo le faide. Nel caso dei terremoti di oggi, parliamo di un evento che è in realtà in corso da giorni, ma la profondità è sempre stata importante. Adesso – continua Chiara Cappadonia – proprio la profondità si è ridotta di molto, arrivando anche a 8-12 km, e questo comporta che tutte queste scosse siano avvertite”.
Naturalmente è impossibile fare delle previsioni su cosa accadrà nelle prossime ore, ma Chiara Cappadonia – docente in Scienze della Terra all’Università di Palermo – evidenzia: “Il nostro Dipartimento e l’intero comportato del settore è attivo costantemente per la prevenzione e lo studio di questo tratto marino, non solo per gli eventi sismici in atto ma anche per conoscerne ogni aspetto dei suoi fondali, della sua struttura, del suo sistema di funzionamento. Non possiamo dire cosa accadrà nelle prossime ore, ma possiamo assicurare che tutto ciò che avviene è sotto la stretta visione degli esperti, è fondamentale tenere alta l’attenzione e farsi un’idea di quanto potrebbe essere potenzialmente rischiosa una determinata area.
Alcune scosse percepite anche ad Agrigento e Catania: “Possibili fattori terzi, ma l’epicentro rimane ben localizzato”
Come segnalato al QdS.it in queste ore, nonostante la distanza – i terremoti più forti tra Palermo, Messina e province – qualche scossa è stata percepita anche nell’Agrigentino, in alcuni casi anche a Catania. Ma com’è possibile collegare tutto ciò? Un sisma può letteralmente far tremare quasi tutta l’Isola? “L’argomento è molto spigoloso, complesso da chiarire” – afferma la docente. “Quello di cui si può avere certezza è il punto in cui viene registrata la scossa”, ovvero l’epicentro. “Fenomeni avvertiti in altre zone della Sicilia possono anche essere legati ad altri fattori, elementi terzi come l’innescarsi di frane o cedimenti vari. Dal punto di vista della genesi però, oggi parliamo di un epicentro ben localizzato” e che fa riferimento al Tirreno Meridionale, perfettamente corrispondente con le forti scosse tra Palermo e Messina.
L’allerta tsunami e la sua revoca: “L’area è predisposta ad avvisi simili”
In giornata inoltre, un elemento ha preoccupato sensibilmente i siciliani. Parliamo dell’allerta maremoto, un pericolo tsnunami che ha minacciato l’Isola. Su questo avviso, poi revocato dopo appena un’ora dalla sua iniziale emissione, la docente precisa: “Ovviamente esistono enti predisposti che si occupano di questo e sanno come muoversi, si tratta di emergenze che scattano quando si registrano dei valori specifici e in questo senso anomali, che ne caratterizzano l’allerta stessa oltre che il suo livello (che è stato arancione, medio)”.
Poi, Cappadonia punta con forza ancora sulla potenzialità della zona del Tirreno meridionale: “Un’area predisposta anche a eventi simili, ma la revoca rappresenta senza dubbio un dietrofront sulle condizioni che si erano presentate inizialmente che sono in qualche modo rientrate ai livelli di regolarità. Si tratta però sempre di una zona molto particolare e con delle possibilità note dal punto di vista sismico”.
A Palermo chiudono le scuole di ogni ordine e grado: lo stop fino al 25 ottobre
Intanto, a Palermo si è scelto di chiudere ogni scuola di ordine e grado fino al 25 ottobre, salvo ulteriori avvisi da parte delle autorità di competenza. “In relazione alla sequenza sismica tuttora in corso, il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha firmato un’ordinanza con la quale, in via precauzionale, dispone la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e delle sedi universitarie, oltre all’attivazione delle strutture comunali di Protezione Civile e al rafforzamento dei presidi sul territorio. Le misure sono in vigore fino alle ore 8:00 del 25 ottobre 2026, salvo ulteriori disposizioni” – evidenzia la nota del Comune.
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