Dopo i tanti episodi di ieri, con oltre 50 scosse in una giornata, un nuovo terremoto si è verificato nella notte di oggi nel Tirreno Meridionale, la stessa zona coinvolta nelle scosse di ieri. In questo caso, secondo i dati dell’Ingv, il terremoto si è registrato con una profondità di appena 10 km e un magnitudo di 3.4.
Terremoto tra Palermo e Messina, oltre 50 scosse e allerta tsunami. L’esperta: “Zona nota, i precedenti sono importanti”
Dalle prime ore del venerdì 24 ottobre, in Sicilia – e in particolare su Messina, Palermo e dintorni – sono state registrate 53 scosse di terremoto, tutte di vario livello ma in alcuni casi anche molto intense. Pensiamo al sisma delle 12.19, la scossa più potente fin qui avvertita oggi con un magnitudo che, inizialmente di 5.0, è poi stato alzato a 5.5. Valori alti, simili a quelli delle 15.55 e un’altra, l’ultima molto forte in ordine di tempo: 4.1 alle 17.32.
Tutte queste scosse di terremoto, hanno un fattore in comune: l’epicentro. Questo, secondo i dati dell’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia, è sempre lo stesso ed è al largo dell’Isola, nel Tirreno Meridionale. In particolare, la zona sensibile è molto vicina alle Isole Eolie e nella direzione di Ustica, con i terremoti che sono stati percepiti nel Palermitano e nel Messinese, ma che hanno anche scosso l’Agrigentino e il Catanese. Una situazione certamente da osservare, che il QdS.it ha discusso con Chiara Cappadonia, docente di Scienze della Terra dell’Università di Palermo e referente Associazione Italiana Geologia Applicata.
I precedenti del 1980 e 2002 e l’epicentro nella “zona molto nota” del Tirreno meridionale
Come ci spiega Chiara Cappadonia, docente Scienze della Terra dell’Università di Palermo e referente Associazione Italiana Geologia Applicata, la zona dell’epicentro è molto nota per le sue potenzialità sismiche, con precedenti importanti come i terremoti del 1980 e del 2002 a Palermo. “Stiamo parlando di un’area molto conosciuta e piuttosto attiva, in passato già coinvolta in diversi episodi sismici di grande rilevanza per Palermo e dintorni. In quella zona – prosegue la docente – esistono delle circostanze che possono innescare dei movimenti potenzialmente simili lungo le faide. Nel caso dei terremoti di oggi, parliamo di un evento che è in realtà in corso da giorni, ma la profondità è sempre stata importante. Adesso – continua Chiara Cappadonia – proprio la profondità si è ridotta di molto, arrivando anche a 8-12 km, e questo comporta che tutte queste scosse siano avvertite”. Per l’articolo completo CLICCA QUI e accedi al servizio sul nostro sito.
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