Un confronto su questioni strutturali e non contingenti: ospite di questo Forum con il QdS, alla presenza della direttrice del QdS.it, Raffaella Tregua, la presidente di Aiop Sicilia, Barbara Cittadini.
Presidente, partiamo dai servizi sanitari garantiti dalle vostre strutture associate, per poi arrivare ai numeri in Sicilia…
“Le strutture associate ad Aiop Sicilia costituiscono una parte significativa della componente di diritto privato del Servizio sanitario regionale e concorrono a soddisfare i bisogni di salute della popolazione. L’offerta assistenziale si articola nell’assistenza ospedaliera per acuti, nella diagnostica, nella riabilitazione, nelle prestazioni di alta complessità e nei servizi residenziali e sociosanitari. Parliamo di 43 strutture, per complessivi 3.717 posti letto: un patrimonio da valorizzare nell’ambito della programmazione regionale”.
Quali sono i numeri delle prestazioni erogate nel 2025?
“Nel 2025 le nostre strutture hanno erogato circa 185 mila prestazioni ospedaliere, oltre un milione di prestazioni ambulatoriali e 19.237 prestazioni di alta complessità, intercettando 3.792 Drg in fuga e assicurando circa 4.000 prestazioni in mobilità attiva. Sono dati che restituiscono la consistenza e l’articolazione del nostro contributo. Ma il valore dell’assistenza non si esaurisce nei numeri: si esprime, soprattutto, nella capacità di garantire cure appropriate, tempestive e rispondenti alle reali necessità delle persone”.
La domanda di salute è profondamente cambiata negli ultimi anni. Come avete risposto a questa evoluzione e quali difficoltà affrontate?
“L’invecchiamento della popolazione e la crescente incidenza delle patologie croniche richiedono una costante rimodulazione dell’offerta sanitaria, in grado di rispondere all’evoluzione dei bisogni assistenziali e di garantire la continuità delle cure. Le strutture associate hanno risposto a questa evoluzione attraverso investimenti nell’innovazione tecnologica, nella qualificazione professionale e nel perfezionamento dei modelli organizzativi. Restano, tuttavia, alcune criticità, a cominciare dall’emergenza-urgenza: in Sicilia non è prevista l’attivazione di Pronto soccorso nelle strutture ospedaliere della componente di diritto privato del Servizio sanitario regionale. Ritengo che questa possibilità meriti una valutazione, tenendo conto delle professionalità e delle dotazioni presenti in numerose realtà, nel rispetto della normativa. Già oggi le strutture di diritto privato accolgono pazienti provenienti dai Pronto soccorso pubblici, contribuendo ad alleggerirne la pressione. La pandemia ha confermato il valore e l’importanza della sinergia, in tal senso, tra le componenti di diritto pubblico e di diritto privato del Servizio sanitario regionale”.
Perché le strutture private sembrano riuscire ad adeguare più rapidamente la propria offerta sanitaria?
“La capacità di adattamento organizzativo costituisce uno dei principali punti di forza delle strutture di diritto privato, consentendo di rimodulare tempestivamente l’offerta sanitaria e di assicurare continuità assistenziale. Le componenti di diritto pubblico e di diritto privato concorrono al medesimo obiettivo di tutela della salute e la loro piena integrazione rappresenta un elemento essenziale per garantire un sistema sanitario più efficiente, accessibile e rispondente ai bisogni dei cittadini. In Sicilia esistono potenzialità e capacità produttive non ancora pienamente valorizzate, il cui impiego potrebbe contribuire significativamente alla riduzione delle liste d’attesa, al contenimento della mobilità sanitaria verso altre regioni e, soprattutto, al contrasto del preoccupante fenomeno della rinuncia alle cure. È necessario, dunque, promuovere scelte strutturali coerenti con i bisogni effettivi della popolazione”.
In che modo ritiene si possa intervenire concretamente?
“È indispensabile una programmazione sanitaria organica e coerente, fondata sull’analisi dei bisogni assistenziali e sulla piena valorizzazione delle risorse professionali, tecnologiche e strutturali disponibili. La definizione di obiettivi condivisi deve tradursi in un’adeguata distribuzione dell’offerta sanitaria sul territorio, prevedendo una puntuale verifica dei risultati in termini di accessibilità, appropriatezza e continuità assistenziale. L’obiettivo è garantire a ogni cittadino la possibilità di curarsi nella propria regione, facilitando l’accesso alle prestazioni, contrastando le disuguaglianze e riducendo la mobilità sanitaria e il drammatico fenomeno della rinuncia alle cure”.
Disponibilità a contribuire al taglio delle liste d’attesa
Come giudica l’attuale situazione della sanità siciliana e quali interventi considera prioritari?
“La sanità siciliana può contare su professionalità di elevato profilo, competenze consolidate e strutture capaci di esprimere standard assistenziali di assoluta qualità. Le nostre potenzialità sono sovrapponibili a quelle di altre realtà regionali: la loro piena valorizzazione richiede un assetto organizzativo più efficiente e un impiego delle risorse proporzionato ai bisogni assistenziali della popolazione. Il ruolo centrale attribuito alle Regioni dalla riforma del Titolo V della Costituzione impone una programmazione sanitaria puntuale, coerente con i bisogni della popolazione e accompagnata da un’attenta valutazione dei risultati. In questo quadro, la componente di diritto privato può offrire un contributo significativo, all’interno di un sistema sanitario unitario”.
Qual è la situazione dei finanziamenti destinati alle strutture di diritto privato accreditate?
“Per il biennio 2026-2027 la Regione ha confermato una dotazione di 26 milioni di euro destinata alle prestazioni di alta complessità. Nel 2025 le medesime risorse erano state ripartite tra alta complessità e interventi finalizzati al recupero della mobilità sanitaria passiva. Si tratta di un intervento importante per favorire la possibilità di curarsi in Sicilia. Merita particolare attenzione il tema delle liste d’attesa. Nel 2024 erano state assegnate alle strutture ospedaliere di diritto privato accreditate risorse specifiche per il loro abbattimento. Nel 2025, invece, i finanziamenti destinati a questa finalità sono stati attribuiti esclusivamente alle strutture di diritto pubblico; per il 2026 e il 2027 non risultano analoghe assegnazioni alla componente privata, nonostante Aiop abbia costantemente manifestato la propria disponibilità a collaborare. Il pieno coinvolgimento delle strutture di diritto privato accreditate consentirebbe di ampliare la capacità di risposta del sistema sanitario regionale, contribuendo concretamente alla riduzione dei tempi di attesa. Attese prolungate inducono talvolta i cittadini a rinviare le prestazioni, a rivolgersi ad altre regioni o persino a rinunciare alle cure. Servono criteri trasparenti, programmazione stabile e verifica dei risultati. Il tema non è soltanto la disponibilità di maggiori finanziamenti, ma la capacità di impiegare efficacemente le risorse esistenti, nell’interesse delle persone e della sostenibilità del sistema”.
Possibilità di integrare o fornire servizi che il sistema pubblico non garantisce
Quali sono i suoi obiettivi a medio e a lungo termine?
“La priorità non è necessariamente costruire nuove strutture, ma valorizzare e qualificare quelle esistenti, investendo nell’innovazione e in un’organizzazione dell’offerta sanitaria più efficiente e funzionale ai bisogni assistenziali. La Sicilia possiede professionisti e realtà sanitarie comparabili alle migliori esperienze nazionali. La prospettiva deve essere quella di una politica sanitaria capace di coniugare qualità dell’assistenza, innovazione ed equità nell’accesso alle cure, attraverso una programmazione che valorizzi le eccellenze, promuova l’integrazione delle risorse disponibili e sappia interpretare l’evoluzione dei bisogni di salute. Il confronto con le migliori esperienze nazionali deve rappresentare uno strumento di crescita e di continuo miglioramento, nella consapevolezza che l’efficienza del sistema non costituisce un fine in sé, ma è condizione essenziale per garantire concretamente il diritto alla salute. Il nostro obiettivo è contribuire a una sanità nella quale ogni cittadino possa trovare, nella propria terra, risposte assistenziali di elevata qualità, senza che il luogo di residenza o le condizioni personali ed economiche rappresentino un limite alla possibilità di curarsi”.
Come si articola la struttura organizzativa della vostra Associazione?
“Aiop Sicilia rappresenta le strutture associate nel dialogo con le istituzioni. L’Assemblea regionale elegge il presidente e i vicepresidenti, mentre il Consiglio direttivo, composto da venti soci, definisce gli indirizzi associativi. L’organizzazione comprende le sezioni ospedaliera, sociosanitaria e Aiop Giovani Sicilia, oltre alle rappresentanze provinciali. Tre rappresentanti siciliani partecipano al Consiglio generale nazionale. È un assetto che assicura partecipazione, coordinamento e un’interlocuzione costante con le istituzioni”.

