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Catania, arrivano le bici in sharing ma saltano 8,2 milioni per le piste ciclabili: il paradosso della mobilità

Catania, arrivano le bici in sharing ma saltano 8,2 milioni per le piste ciclabili: il paradosso della mobilità
La pista ciclabile in via Cristoforo Colombo a Catania

A poche settimane dalla rinuncia a oltre 8 milioni di euro di fondi per realizzare nuove piste, l’amministrazione pubblica un avviso rivolto agli operatori che offrono le biciclette a noleggio

Metti le bici, rinuncia alla ciclabile. Susciterà probabilmente qualche polemica la notizia della decisione del Comune di Catania di pubblicare un avviso rivolto alle società che operano nel settore della mobilità leggera, con l’obiettivo di individuare alcuni operatori interessati a investire su Catania con un servizio di bike-sharing. La manifestazione d’interesse, che resterà aperta per 15 giorni per poi passare all’esame delle proposte e all’individuazione dei soggetti con cui stipulare una convenzione della durata potenzialmente quinquennale, arriva poco dopo la scoperta della rinuncia da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Enrico Trantino di un finanziamento di oltre otto milioni di euro per potenziare la rete di piste ciclabili dedicati a chi si muove sui mezzi a due ruote, che siano biciclette tradizionali o quelle più moderne a pedalata assistita.

Piste ciclabili a Catania, revocati 8,2 milioni di euro

A prendere atto del passo indietro è stata la Regione, che a fine settembre ha revocato il finanziamento prima concesso. In precedenza era stato lo stesso primo cittadino, con una nota a propria firma, ad aggiornare gli uffici dell’assessorato regionale Infrastrutture e Trasporti del cambio di volontà. “In considerazione sia della numerosità di cantieri in atto, altamente impattanti sulla viabilità del Comune di Catania, sia degli altri interventi sul tema della mobilità dolce finanziati dal Pnrr, in fase di completamento”, ha scritto Trantino nella propria lettera. A non prenderla bene sono stati quanti spingono affinché Catania cambi radicalmente volto, soprattutto dal punto di vista dei collegamenti verso la città e al suo interno. Il numero di automobili è ancora elevatissimo e, nonostante l’apertura di alcuni parcheggi all’ingresso del capoluogo, le strade rimangono affollate. “Catania è tra le città con più auto in Italia, terza per congestione, viola sistematicamente i limiti di qualità dell’aria – ha commentato in una recente nota Legambiente – L’inquinamento causa oltre 50mila morti premature l’anno in Italia, 250 solo a Catania: 50 volte i morti per incidenti stradali. La domanda non è come far scorrere meglio le auto, ma come far muovere i cittadini in modo sicuro, economico e senza danni alla salute. Più spazio alle auto non significa meno traffico. È – ha proseguito l’associazione – il contrario. Lo dimostra Parigi: oltre mille chilometri di piste ciclabili realizzate riducendo lo spazio per le auto, senza aumento di congestione. Una parte degli spostamenti si è spostata su bici e trasporto pubblico”.

Mobilità sostenibile a Catania, le critiche alla giunta Trantino

La giunta Trantino non ha mai negato la volontà di puntare sulla mobilità sostenibile, ma la rinuncia a 8,2 milioni ha chiaramente avuto l’effetto di un boomerang. In tal senso anche la manifestazione d’interesse per il bike-sharing rischia di aumentare il senso di disorientamento dei cittadini. “Il Comune di Catania è impegnato a sviluppare politiche di contrasto all’inquinamento atmosferico, di miglioramento della qualità dell’aria, di inclusione delle aree più periferiche e per il decongestionamento del traffico e dello spazio pubblico con la finalità più generale di elevare la qualità della vita tutti i cittadini. In quest’ottica si persegue l’obiettivo di ridurre l’uso dei veicoli motorizzati privati anche con lo sviluppo di azioni volte alla promozione e potenziamento delle forme di mobilità alternativa in sharing a nullo o basso impatto ambientale, quali biciclette a pedalata assistita, aventi le caratteristiche tecniche, i requisiti di garanzia e di conformità alla normativa vigente”, si legge nell’avviso pubblicato martedì scorso da Palazzo degli Elefanti.

Bike sharing, come funzionerà il servizio a Catania

A poter farsi avanti saranno società che hanno sede in Italia o che sono iscritti alle Camere di commercio di paesi stranieri. Tutti gli operatori dovranno attenersi a fornire il tipo di servizio richiesto dal Comune. “Il sistema di gestione dei mezzi in sharing deve essere completamente automatizzato per l’utente, che deve poter visualizzare i mezzi disponibili, prenotarli, pagare, segnalare guasti, malfunzionamenti o comportamenti scorretti da parte di altri utenti, il tutto tramite una apposita applicazione per smartphone”, si legge nel documento. Così come per i monopattini elettrici si chiede che “il sistema di gestione dei mezzi in sharing deve consentire di sbloccarli a inizio utilizzo e bloccarli al termine solo se si trovano all’interno di una delle aree di sosta autorizzate”.

La volontà dell’amministrazione comunale è quello di stabilire un dialogo con i soggetti interessati. “Sarà costituito un tavolo di lavoro con gli operatori dei servizi di mobilità in sharing che risponderanno a questo avviso e che saranno ritenuti idonei dal Comune per attuare il servizio; lo scopo di questo strumento sarà il monitoraggio e l’analisi del servizio complessivo, per valutare e concordare azioni volte al miglioramento dello stesso e a far fronte a eventuali criticità”.

Biciclette in sharing a Catania, prevista una flotta fino a 500 mezzi

Per quanto riguarda il parco mezzi a cui ogni operatore può ambire si legge che “ogni operatore inizialmente potrà dispiegare sul territorio del Comune una flotta minima di 200 e massima di 400” biciclette. Nel caso in cui il servizio venisse aggiudicato soltanto a una società la flotta potrebbe arrivare fino a un massimo di 500 mezzi.