Tredici bungalow di proprietà del Comune utilizzati come case vacanze e una strada pubblica chiusa con una catena. È quanto emerso a Triscina, frazione di Castelvetrano, in provincia di Trapani, nell’ambito di un accertamento condotto dalla Guardia di finanza lo scorso agosto.
La vicenda ha portato il Comune a intervenire con un’ordinanza dirigenziale con cui è stato disposto lo sgombero immediato degli immobili e il ripristino della libera fruizione della strada. Il caso è approdato anche in Consiglio comunale, con un’interrogazione presentata da sei consiglieri per richiamare l’attenzione sulla gestione dei beni pubblici.
Bungalow comunali occupati a Triscina, cosa è emerso
Gli immobili interessati erano entrati a far parte del patrimonio comunale a partire dal 2012 e negli anni successivi, in seguito a violazioni edilizie non sanabili.
Durante i controlli della guardia di finanza, le persone trovate all’interno dei bungalow avrebbero riferito di occupare gli alloggi dietro pagamento, sulla base di accordi verbali con un uomo descritto come il gestore di fatto del complesso abitativo.
Un quadro che ha spinto l’amministrazione a verificare la legittimità dell’utilizzo privato degli immobili pubblici. Nell’ordinanza di sgombero viene evidenziato che “dalle risultanze istruttorie disponibili non risulta l’esistenza di un valido titolo concessorio, locativo o autorizzativo che legittima l’occupazione o l’utilizzo privato dei beni comunali in questione“.
L’ordinanza del Comune e la strada chiusa
Il provvedimento adottato a settembre riguarda sia gli immobili sia la viabilità dell’area. Secondo quanto riportato nell’ordinanza dirigenziale, infatti, “l’intero ambito immobiliare e viario risulta essere in uso e occupazione abusiva“.
Da qui la decisione di disporre la liberazione dei bungalow di proprietà pubblica e la rimozione della catena che impediva il passaggio lungo una strada comunale. L’obiettivo è ripristinare la disponibilità dei beni e garantire nuovamente la fruibilità della viabilità pubblica.
L’interrogazione di sei consiglieri comunali
La vicenda è stata sottoposta all’attenzione del Consiglio comunale attraverso un‘interrogazione. L’iniziativa porta il caso all’interno del dibattito amministrativo sulla gestione del patrimonio immobiliare comunale e sulle condizioni che hanno consentito l’utilizzo degli immobili come strutture ricettive private.
Al centro della questione ci sono la destinazione dei beni acquisiti dal Comune in seguito ad abusi edilizi, la presunta occupazione senza un titolo legittimo e la necessità di ripristinare l’accesso alla strada pubblica. La vicenda è emersa dopo i controlli della Guardia di finanza e ha già prodotto il provvedimento comunale di sgombero e ripristino.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

