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A Bolzano un autunno tra cultura, sentieri e riti contadini

A Bolzano un autunno tra cultura, sentieri e riti contadini

Da “Transart” al “Toerggelen”, eventi e percorsi tra città e altipiani

Milano, 6 set. (askanews) – A Bolzano l’autunno intreccia la stagione culturale della città con i paesaggi agricoli e montani che la circondano. Festival, mostre, musica e iniziative dedicate all’accessibilità si affiancano ai percorsi sul Renon e verso la Val Sarentino, mentre la conclusione della vendemmia riporta in primo piano il “Toerggelen”, consuetudine legata al mondo contadino altoatesino.

Dal 10 al 20 settembre torna “Transart”, festival dedicato alla ricerca artistica contemporanea, con musica, performance e arti visive in diversi spazi cittadini. Dal 25 settembre al 4 ottobre seguiranno le “Bolzano Art Weeks”, che nel 2026 ruotano attorno al tema “Regard(en)! Regreen! Regrow!”, con mostre, installazioni e progetti partecipativi dedicati anche al rapporto tra arte, natura e comunità. Il 28 settembre il centro storico ospiterà una visita guidata rivolta alle persone sorde, proposta in Lingua dei segni italiana (Lis) e in Lingua dei segni austriaca (Ogs). Organizzata dall’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano insieme con l’Ente Nazionale Sordi, l’iniziativa prevede un itinerario dedicato alla storia, all’arte e ai luoghi del centro storico.

A ottobre prenderà avvio la stagione 2026/27 della Fondazione Haydn tra Bolzano e Trento. Il programma annunciato comprende trenta concerti sinfonici, quattro produzioni operistiche, il “Concerto di Capodanno” e altri appuntamenti sul territorio, con un repertorio che spazia da Haydn, Mozart, Brahms e Beethoven agli autori del Novecento e della contemporaneità. Tra gli appuntamenti è previsto anche il “Concerto per la Pace”, con l’esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven in occasione del bicentenario della morte del compositore, che ricorrerà nel 2027. Dal 17 ottobre 2026 al 14 marzo 2027 il Museion ospiterà “Time:line”, terzo e conclusivo capitolo della prima retrospettiva europea dedicata a Rammellzee, artista, musicista e teorico legato alla scena newyorkese degli anni Ottanta. Realizzato in collaborazione con il Palais de Tokyo di Parigi e il Capc Musee d’art contemporain de Bordeaux, il progetto avrà a Bolzano la sua unica tappa italiana e approfondirà anche il rapporto dell’artista con l’Italia attraverso opere, documenti e materiali d’archivio.

Il calendario si estende a Laives, dove il 27 settembre, per la “Giornata Europea del Patrimonio”, la chiesa del Beato Enrico di Bolzano, a La Costa, sarà aperta con visite guidate, una mostra didattica sulla storia dell’edificio, momenti musicali ed esibizioni di gruppi folcloristici. Nella stessa area sono previste anche degustazioni dedicate alla mela altoatesina e ai suoi trasformati presso il negozio agricolo Emma. Sul Renon, la “Freud-Promenade” collega Soprabolzano e Collalbo attraverso prati, boschi e piccoli nuclei rurali. Il sentiero fu dedicato a Sigmund Freud nel 2006, nel 150esimo anniversario della nascita, in ricordo dei soggiorni estivi dello psicoanalista sull’altopiano. Tredici panchine lungo il tracciato riportano altrettanti aforismi tratti dai suoi scritti. Da Collalbo il trenino del Renon consente di raggiungere la stazione della funivia e quindi Bolzano, completando il percorso con il trasporto pubblico.

Tra San Genesio e la Val Sarentino, il ponte sospeso del Marterloch attraversa la gola del rio Marter per 272 metri, a circa 130 metri d’altezza. Inaugurato nel 2024, è collegato a una condotta destinata al trasporto dell’acqua per l’agricoltura dell’altopiano di San Genesio. Il sentiero tematico segue inoltre l’antica mulattiera che per secoli mise in comunicazione Bolzano con la Val Sarentino: ventuno stazioni informative illustrano la geologia dell’area, le trasformazioni del territorio e il rapporto tra acqua, agricoltura e presenza umana. Anche questo percorso è raggiungibile con i mezzi pubblici.

Alla conclusione della vendemmia è legato il “Toerggelen”. Il nome viene ricondotto al latino torculum, il torchio utilizzato per la spremitura dell’uva, e richiama il periodo in cui il vino nuovo veniva assaggiato al termine dei lavori nei vigneti. Nei dintorni di Bolzano la consuetudine coincide tradizionalmente con l’attività dei “Buschenschaenke” e degli “Hofschaenke”, osterie contadine nelle quali gli agricoltori servono vini di propria produzione e piatti stagionali. La cucina del “Toerggelen” conserva il carattere sostanzioso della tradizione rurale: zuppe d’orzo o di zucca, canederli, “Schlutzkrapfen”, preparazioni di maiale con crauti e patate, quindi “Krapfen” e castagne arrostite. Mosto e vino novello accompagnano un rito conviviale che conserva il suo legame con la fine della vendemmia e con il calendario agricolo altoatesino.

Foto di Thomas Rotting