Roma, 4 mag. (askanews) – L’acquacoltura italiana si prende la scena nel dibattito sul futuro del sistema agroalimentare. In un contesto in cui oltre l’80% del pesce consumato in Italia è di importazione, il tema della produzione nazionale torna al centro con un evento che riunisce a Firenze imprese, ricerca e istituzioni.
È questo il perimetro dell’iniziativa “La produzione ittica quale componente strategica del sistema agroalimentare nazionale”, promossa dall’Associazione Piscicoltori Italiani (API) e ospitata presso l’Accademia dei Georgofili, storica istituzione fondata nel 1753 e punto di riferimento del pensiero agronomico italiano ed europeo, da sempre impegnata nella promozione del progresso agricolo e della prosperità pubblica.
L’appuntamento, previsto giovedì 7 maggio nell’ambito del Programma Nazionale Triennale della pesca e dell’acquacoltura 2025-2027, si propone di offrire una lettura integrata del comparto, mettendo a sistema le principali leve di sviluppo: produzione, sostenibilità, innovazione, sicurezza alimentare e quadro normativo.
“L’acquacoltura non può restare marginale. È una componente strutturale del sistema agroalimentare italiano e deve essere riconosciuta come tale – sottolinea il presidente di API, Matteo Leonardi -. Rafforzare la produzione nazionale significa ridurre la dipendenza dall’estero, garantire maggiore trasparenza al consumatore e costruire una filiera più solida e competitiva”.
Al centro del dibattito il ruolo della maricoltura, uno dei segmenti più dinamici e con maggiori margini di crescita, ma ancora frenato da criticità strutturali, a partire dalla difficoltà di accesso alle aree produttive e dalla complessità degli iter autorizzativi. Il confronto vedrà il contributo qualificato del mondo accademico e della ricerca, con interventi delle Università di Firenze, Pisa e Siena e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, a testimonianza di un approccio integrato tra ricerca scientifica, sanità pubblica e sviluppo produttivo.
I contributi spazieranno dall’innovazione tecnologica al monitoraggio ambientale, dalla biosicurezza ai modelli produttivi sostenibili.
Accanto alle opportunità, l’evento affronterà anche i nodi ancora da sciogliere, tra cui la valorizzazione del prodotto nazionale, in particolare nel canale della ristorazione, e la necessità di strumenti più efficaci per sostenere lo sviluppo del comparto.
L’obiettivo è consolidare una visione dell’acquacoltura come agricoltura a tutti gli effetti, capace di generare valore economico, occupazione e presidio del territorio, contribuendo alla sostenibilità e alla competitività del sistema agroalimentare italiano.

