Roma, 22 apr. (askanews) – Un confronto istituzionale dedicato alle strategie agricole e al cooperativismo tra Stati, basato sul racconto dell’esperienza di Libano e Siria. Il dibattito dal titolo ‘Coltivare cooperazione: strategie agricole e cooperativismo per la resilienza del Mediterraneo’ si è tenuto ieri nella Harvest Arena nella prima giornata Macfrut in Fiera a Rimini, alla presenza dei ministri dell’Agricoltura del Libano Nizar Hani e della Siria Amjad Bader, a cui si è aggiunta l’esperienza della Cooperazione italiana, attraverso l’AICS (Agenzia Italiana per la cooperazione e lo sviluppo), presente col suo direttore, Marco Riccardo Rusconi, e dei partner di progetto Fondazione Giovanni Paolo II.
Il ministro del Libano, Nizar Hani, ha spiegato che “purtroppo, il 20% della nostra agricoltura è stata danneggiata dalla guerra e un quarto della popolazione ha bisogno di supporto: serve imparare nuove tecniche e fare nuove esperienze anche per far fronte ai cambiamenti climatici. Ho fatto visita al ministero dell’Agricoltura a Roma, e abbiamo siglato un MoU (Protocollo d’intesa, nda) proprio qui a Macfrut, grazie ad una discussione partita 6-7 mesi fa. Si articola in quattro principali ambiti di cooperazione: la qualità agricola e le indicazioni geografiche; la certificazione e la salute delle piante; lo sviluppo rurale e l’agriturismo; l’acquacoltura e la pesca, con l’obiettivo di rafforzare la sostenibilità, la competitività e l’innovazione del settore agricolo libanese”.
E il ministro dell’agricoltura in Siria, Amjad Bader, ha descritto il settore agricolo siriano come colpito da un collasso totale delle infrastrutture, dopo 14 anni di guerra, con banche dati insufficienti, calo delle superfici coltivate per via dello sfollamento, perdita di competenze, mancanza di semi e grano e debolezza dei sistemi di controllo su parassiti e malattie animali e vegetali. “L’agricoltura in Siria e le infrastrutture hanno sofferto per i grandi disastri della guerra. La ricerca agricola e la scienza – ha concluso il ministro – sono la base per individuare soluzioni e alla Siria serve supporto per centrismo agricolo, strategia di sviluppo e formazione di giovani professionisti”.

