A ogni morte di Papa - QdS

A ogni morte di Papa

Pino Grimaldi

A ogni morte di Papa

venerdì 06 Gennaio 2023 - 08:28

Quanto previsto è accaduto.
Ed a 96 anni Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, 265° Pontefice della Chiesa Cattolica Universale, 7° Sovrano della Città dello Stato Vaticano alle 9,37 del mattino del 31 Dicembre scorso, ribadendo a fior di labbra “Signore ti amo”, come aveva detto al Cristo Pietro pescatore di Galilea e primo dei Pontefici romani, è spirato ricongiungendosi al Padre nella sua casa dalla quale era venuto il 16 Aprile del 1927.

Cordoglio unanime, più di 200 mila persone hanno sfilato dinanzi alla sua salma ricomposta in Vaticano per l’ultimo saluto con code di oltre 5 ore, e ieri messa solenne presieduta da Papa Francesco alla presenza di tutto il gotha del mondo, 600 giornalisti ed oltre centomila fedeli dentro e fuori il colonnato vaticano a dire addio al primo Papa Emerito nella storia della Chiesa Cattolica dopo dieci anni circa – dall’11 Febbraio 2013 data della “rinuncia” – di “clausura” volontaria nel Monastero della Mater Ecclesia ove è spirato.

E’ morto un “dottore della Chiesa” grande teologo pari ai Santi Agostino, Tommaso, Bonaventura, rocce sulle quali si è fondata la Chiesa a partire dal 352 ad oggi con la sua teologia sempre in continuo aggiornamento esegetico e culturale, come hanno commentato quanti hanno seguito l’interpretazione teologica di Ratzinger: “una voce dicente” rara ai tempi nostri, pur a volte osteggiata in ambienti curiali.

Ha voluto nel suo lungo cammino la Chiesa “una Santa Cattolica ed Apostolica” come recita il Credo e si è definito nel suo discorso dopo l’elezione “un umile operaio nella vigna del Signore”: e tale è stato. E avrebbe detto il Manzoni, nei dieci anni di Monastero “tacque” dicendo” il Papa è uno solo Francesco”.
Che ha ringraziato Dio per avere dato alla Chiesa Benedetto XVI, ma ha aggiunto che vorrebbe una norma che desse ad un Pontefice che “rinuncia” il titolo di “Vescovo Emerito di Roma” senza talare bianca, risiedendo fuori le mura Leonine. Di fatto in duemila anni nessun Papa era stato dichiarato “emerito” dopo la “rinuncia”. Pur avendone avuti ben sei (da Clemente I (97d.C) a Ponziano, Silvestro, Benedetto IX, Celestino V, e il più recente Gregorio XII-(1415) che hanno o sono stati costretti a rinunciare.

E sarà la seconda volta che un Papa regnante presieda la messa funebre del suo predecessore. Accadde il 17 Febbraio 1802 allorquando Papa Pio VII presiedette la messa funebre in Vaticano del suo predecessore Pio VI, morto a Valence in Francia (1799) dopo essere stato prigioniero di Napoleone. Riuscì a far tornare la salma a Roma dopo tre anni con grande tripudio di popolo.

Ora spetta ad altri spazzare quella che Benedetto XVI chiamò “la sporcizia della Chiesa”. Tempora mutant ed nos mutamus in illis. Ma i tempi non sono propizi: Don Joseph Ratzinger li vedrà dall’Alto.
E chi segue provveda.
Ma non a ogni morte di Papa (Emerito).

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