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A Palazzo Madama i gioielli della Daunia, tra memoria e artigianato contemporaneo

A Palazzo Madama i gioielli della Daunia, tra memoria e artigianato contemporaneo

Fallucchi(Fdi): dalla tradizione orafa italiana nuove opportunità per i giovani

Roma, 5 ott. (askanews) – “Imparare un mestiere può consentire ai giovani di costruire il loro futuro”. Parte dalla tradizione orafa della Daunia il messaggio della senatrice di Fratelli d’Italia Anna Maria Fallucchi, che ha promosso a Palazzo Madama la conferenza stampa “Gioielli della Daunia – Intrecci di storia”. Al centro dell’incontro, il ruolo del patrimonio culturale come risorsa per la formazione, il lavoro e la crescita economica dei territori.

“Credo nella possibilità di trasformare la tradizione in un’opportunità”, ha affermato Fallucchi. Valorizzare gli antichi monili, secondo la senatrice, significa dare una prospettiva ai saperi che ne hanno consentito la realizzazione: “Dietro una bottega e un artigiano ci sono competenze, formazione, lavoro. Il patrimonio culturale deve aumentare il valore economico di un territorio”.

Nella Sala Caduti di Nassirya, gli artigiani hanno presentato creazioni che recuperano forme e simboli degli ornamenti tradizionali, anche attraverso materiali meno preziosi. Rame, ferro e lavorazioni all’uncinetto diventano strumenti per reinterpretare un’eredità che comprende gioielli di famiglia, segni della devozione e testimonianze degli scambi lungo le vie della transumanza, tra Daunia, Molise e Abruzzo.

“La tradizione può diventare contemporaneità”, ha sottolineato Fallucchi. “Parliamo di ‘intrecci’ perché intrecciamo il passato con il futuro, con la contemporaneità”. Un principio che, ha spiegato, può applicarsi anche ai tessuti, alle sartorie e alle ceramiche, facendo dialogare cultura, artigianato ed economia.

La senatrice ha richiamato lo spirito della legge 59/2025, che ha istituito la Giornata nazionale degli abiti storici: riconoscere il valore delle tradizioni e sostenerne la trasmissione. Quando un territorio riconosce la propria identità, ha osservato, quel patrimonio può tradursi in cultura, lavoro e opportunità economiche. Una prospettiva che Fallucchi ha collegato all’impegno del governo per il Made in Italy, inteso come valorizzazione di competenze e capacità produttive.

Il percorso presentato in Senato, “dalla spirale del Sannio agli ori del Gargano, lungo le vie della transumanza fino all’oreficeria contemporanea”, ha messo in luce anche il significato sociale degli ornamenti. “Il vero valore di un gioiello non è soltanto nell’oro con cui è realizzato, ma nella storia che riesce a custodire e soprattutto nella storia che riesce a raccontare”, ha detto Silvana Di Lella, architetto e designer orafo.

Nel costume della pacchiana, ha spiegato Di Lella, i monili costituivano un linguaggio: raccontavano una famiglia, una condizione sociale, una festa o un matrimonio. Parte della dote, venivano custoditi e tramandati, affidando soprattutto alle donne la trasmissione della memoria familiare. Riprodurne le forme con materiali più accessibili permette di mantenerne vivo l’uso e il riconoscimento.

Da qui la proposta di coinvolgere scuole, musei, archivi e nuove generazioni nella conoscenza di questo patrimonio. “La tradizione non ci impedisce di guardare avanti: ci permette di sapere da dove veniamo mentre costruiamo il nostro futuro”, ha affermato Di Lella.

Sul potenziale imprenditoriale dell’artigianato si è soffermata anche Anna Annunziata Torelli, che ha indicato nel digitale uno strumento per portare le creazioni sui mercati internazionali e offrire nuove possibilità a chi vuole costruire il proprio percorso professionale nel territorio d’origine.