A Scicli un workshop di tre giorni sulle prospettive future del sito Chiafura - QdS

A Scicli un workshop di tre giorni sulle prospettive future del sito Chiafura

Stefania Zaccaria

A Scicli un workshop di tre giorni sulle prospettive future del sito Chiafura

venerdì 24 Maggio 2019 - 00:05
A Scicli un workshop di tre giorni sulle prospettive future del sito Chiafura

Diversi professionisti del panorama dell’architettura hanno delineato alcune proposte. Intanto, l’amministrazione comunale lunedì 27 maggio incontrerà cittadini e associazioni

SCICLI (RG) – Una tre giorni dedicata al futuro del sito turistico di Chiafura si è conclusa proprio in questi giorni a Scicli. Quale sarà il futuro di questo progetto non è ancora ben chiaro ma Amministrazione comunale e diversi professionisti del panorama dell’architettura e del design hanno provato durante il workshop a delineare nuove prospettive per una delle zone più caratteristiche della città di Scicli.

L’idea più plausibile è quella di trasformare le antiche grotte in disuso in veri e propri alloggi turistici, percorso avallato anche dall’Amministrazione comunale che però non convince tutti.

“Non possiamo cancellare tutto, – ha sottolineato fra tutti il deputato regionale Orazio Ragusa – non possiamo dare Chiafura in mano ai privati perché organizzino l’interno delle grotte sino a farle diventare delle camere d’albergo. Ricordo a tutti, compreso a me stesso, che il sito di Chiafura era abitato da gente sciclitana che, a un certo punto, si è trasferita al quartiere Jungi per potere contare su una condizione di vita migliore. Stiamo parlando di un sito che racconta la storia di un popolo, che riporta alla memoria il passato di generazioni di sciclitani. E che oggi la Giunta municipale vuole porre al servizio di un investimento privato, snaturando i percorsi effettuati, anzi cancellandoli completamente”.

“Tutto ciò, a dire il vero, potrebbe pure risultare comprensibile – ha aggiunto il deputato – se l’Amministrazione avesse compiuto la ricerca di quei bandi tesi ad assicurare la realizzazione di un recupero funzionale del sito, rigorosamente pubblico. Poteva risultare giustificabile se questa ricerca avesse dato esito negativo. Ci risulta, però, che tutto ciò non è stato fatto tant’è che l’unico progetto presentato dal Comune è arrivato in ritardo e quindi non ammesso a finanziamento”.

Nessuna decisione è comunque stata già presa: dopo questo workshop internazionale, infatti, si è pensato a dei momenti pubblici sull’argomento. Da oggi al primo giugno le tre ipotesi progettuali elaborate dai gruppi di tecnici che hanno lavorato con Oriol De Capdevila, Joao Gomes da Silva e Maragareta Berg, saranno esposte all’ex Convento del Carmine, in occasione di ‘Open Studi Aperti’, organizzato dall’Ordine degli Architetti di Ragusa e dalla Fondazione Arch.

Lunedì 27 maggio, alle ore 18, all’ex Convento del Carmine l’Amministrazione comunale incontrerà la città per “avviare il prosieguo del dibattito e del confronto pubblico, per fare sintesi delle proposte del workshop al fine di recuperare il sistema Colle San Matteo e renderlo fruibile. Tutti i portatori di interesse, i cittadini, le associazioni, le forze politiche e i rappresentanti istituzionali – hanno sottolineato dalla Giunta municipale – sono invitati a dare il loro contributo a questo momento di condivisione per arrivare alla apertura, alla fruibilità e al mantenimento del sito, anche prendendo spunto da esperienze analoghe”.

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