Home » Scrivere l’energia » A tavola si impara a essere cittadini: la mensa scolastica come laboratorio civico

A tavola si impara a essere cittadini: la mensa scolastica come laboratorio civico

A tavola si impara a essere cittadini: la mensa scolastica come laboratorio civico
mensa scolastica

Sedersi a tavola a scuola smette di essere una semplice pausa fisiologica nel corso della giornata didattica per trasformarsi in un vero e proprio laboratorio civico

Condivisione, socialità e rispetto delle regole passano attraverso il cibo. In che modo vi chiederete… la risposta è: nelle mense scolastiche! Un servizio collaudato già negli istituti di molti comuni della nostra Italia, prassi che diventa una scommessa vincente anche nella Capitale. A Roma il nuovo modello di mensa prevede ventiquattro milioni di pasti ogni anno, distribuiti in oltre ottocento scuole e servizi educativi cittadini, già in gran parte dotati di cucine interne. Così la città eterna stessa si cimenta nell’impresa istituzionale, garantendo i pasti per i piccoli (e i meno piccoli), puntando ad una priorità categorica: la salubrità dei luoghi di preparazione di concerto alla bontà degli ingredienti adoperati.

Difatti, l’eliminazione di cibi ultra-processati e l’introduzione di prodotti freschi di origine certificata e di filiera corta a forte impronta stagionale, sono i temi cardine della gastronomica rivoluzione in atto. Una più sana alimentazione è alla base della crescita fisica e mentale dei piccoli commensali; ed è anche invito caloroso a future scelte di consumo più consapevole, traendone paradigma anche per l’ambito domestico.

L’educazione alimentare, del resto, non si esaurisce tra le mura dei refettori, ma travalica i confini scolastici per entrare direttamente nelle case delle famiglie, innescando un circolo virtuoso che rimodella la spesa quotidiana e premia le produzioni locali (a chilometro zero).

Sedersi a tavola a scuola, dunque, smette di essere una semplice pausa fisiologica nel corso della giornata didattica per trasformarsi in un vero e proprio laboratorio civico. In molti istituti scolastici gli alunni partecipano attivamente alla distribuzione dei pasti, alternandosi nel servizio ai tavoli. Un contesto che peraltro agevola lo scambio di valori fondamentali quali l’attenzione umana, l’empatia e la cura dell’altro, aiutando le nuove generazioni a sviluppare un’indole tesa alla reciprocità e all’ascolto, nella viva prospettiva di costruire una sempre più ideale società. Imparare a rispettare i tempi del pasto, attendere il proprio turno, condividere lo stesso piatto e ringraziare chi cucina sono piccoli gesti quotidiani che formano i cittadini di domani.

A questo valore pedagogico si affianca una profonda sensibilità ecologica e nutrizionale. Garantire pasti equilibrati significa contrastare da un lato l’obesità infantile e dall’altro l’esclusione sociale, offrendo a ciascun alunno, indipendentemente dal contesto di provenienza, un apporto nutrizionale bilanciato e sicuro. La scelta di privilegiare ingredienti a chilometro zero riduce drasticamente l’impatto ambientale legato ai trasporti, mentre la lotta allo spreco alimentare insegna ai giovani il valore del cibo come risorsa preziosa e non infinita.

Quando un bambino impara a riconoscere e ad apprezzare i sapori autentici delle verdure di stagione, compie il primo fondamentale passo verso uno stile di vita consapevole e rispettoso dell’ambiente che lo circonda. La mensa scolastica dimostra così di essere molto più di un servizio pubblico: è un investimento strategico sul futuro della comunità.

Classe 3° AVE (Tecnico agrario)
I.I.S. “Fermi-Eredia” Catania