Home » Scambio politico-mafioso, domiciliari per il sindaco di Paternò Nino Naso e altri “nomi eccellenti”

Scambio politico-mafioso, domiciliari per il sindaco di Paternò Nino Naso e altri “nomi eccellenti”

Scambio politico-mafioso, domiciliari per il sindaco di Paternò Nino Naso e altri “nomi eccellenti”
Nino Naso, ex sindaco di Paternò

Nuova svolta nell’ambito dell’operazione Athena. Ancora possibile il ricorso in Cassazione.

Il tribunale del Riesame ha accolto l’appello della Procura di Catania nell’ambito dell’inchiesta Athena e ha disposto gli arresti domiciliari per alcuni nomi eccellenti figuranti tra gli indagati, compreso il sindaco di Paternò Nino Naso e gli ex assessori Salvatore Comis e Pietro Cirino.

I tre politici sono indagati per scambio politico mafioso in concorso. La decisione del Tribunale del Riesame, però, non è ancora esecutiva: è infatti ancora possibile ricorrere in Cassazione.

Operazione Athena, ai domiciliari il sindaco di Paternò Nino Naso

Lo scorso 25 settembre, la Procura di Catania aveva richiesto il rinvio a giudizio per 49 indagati nell’ambito dell’operazione Athena, che ha fatto emergere episodi di voti di scambio e di presunte infiltrazioni mafiose nel business delle aste di terreni e immobili con protagonisti esponenti del clan Morabito. Tra i 49 indagati in questione c’erano il sindaco di Paternò Nino Naso, l’ex assessore Pietro Cirino e l’ex assessore Salvatore Comis.

Sono stati disposti gli arresti domiciliari per questi tre “nomi eccellenti” coinvolti nell’inchiesta, ma al momento non sono ancora esecutivi. Per gli indagati e chi li assiste c’è infatti la possibilità di fare ricorso in Cassazione. Oltre ai tre politici, ci sono altri due indagati coinvolti nella sentenza depositata nelle scorse ore: si tratta di due presunti esponenti del clan Morabito-Benvegna, Vincenzo Morabito e Natale Benvenga.

Le accuse

Gli indagati dell’operazione Athena sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico e spaccio di droga, turbata libertà degli incanti aggravata dal metodo mafioso e corruzione. Il sindaco di Paternò e gli ex assessori Comis e Cirino sono accusati di aver stretto degli accordi per scambiare voti con “favori” a membri vicini al clan Morabito.

Iscriviti gratis al canale WhatsApp di QdS.it, news e aggiornamenti CLICCA QUI