Milano, 15 ott. (askanews) – Il mercato automobilistico europeo cresce, ma l’industria del continente perde terreno a vantaggio delle importazioni, soprattutto dalla Cina. Nel primo semestre 2026 le immatricolazioni nell’Unione europea sono aumentate del 5,7% a 5,9 milioni di vetture, mentre la produzione è diminuita dello 0,4% a circa 6 milioni di unità. È il quadro che emerge dall’Economic and Market Report dell’Acea, che evidenzia anche un forte deterioramento della bilancia commerciale dell’auto.
La quota delle vetture prodotte nella Ue e vendute sul mercato comunitario è scesa al minimo degli ultimi anni, attestandosi al 68%, dal 70% del primo semestre 2025. Nello stesso periodo la quota delle auto fabbricate in Cina è salita dal 6% al 9%, triplicando rispetto al 2022.
La crescita delle importazioni ha assorbito l’aumento della domanda interna, mentre il rallentamento delle esportazioni ha penalizzato ulteriormente la produzione europea. La Germania resta il principale Paese produttore della Ue con 2,05 milioni di vetture (-2,3%), seguita dalla Spagna (-2,7%). In controtendenza la Repubblica Ceca (+5,1%) e l’Italia (+24,5%).
Le difficoltà industriali si riflettono negli scambi commerciali. Nel primo semestre il surplus automobilistico della Ue si è ridotto del 34,2% a 28,7 miliardi di euro, con una perdita di quasi 15 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2025. Le importazioni sono aumentate del 15,6% in valore a 40,7 miliardi, mentre le esportazioni sono diminuite del 12% a 69,4 miliardi.
La Cina si conferma il principale fornitore extra-Ue, con importazioni in crescita del 70,5% a 10,5 miliardi di euro e del 52,8% in volume a quasi 709mila vetture, oltre un terzo del totale importato. Sul fronte opposto, le esportazioni europee verso la Cina sono diminuite del 37,2% a 3,2 miliardi, mentre quelle verso gli Stati Uniti sono scese del 14,4% a 14,9 miliardi, risentendo dei dazi.
Il deterioramento della posizione commerciale europea si inserisce in un contesto di contrazione del mercato automobilistico mondiale. Nel primo semestre le immatricolazioni globali sono diminuite del 4,9% a 35,7 milioni di vetture, soprattutto per il crollo della domanda interna cinese (-23,2% a 8,46 milioni).
Anche la produzione mondiale è diminuita dell’1% a 37,6 milioni di auto, con la Cina in calo del 5,8% a 12,3 milioni di unità. I costruttori cinesi stanno quindi orientando sempre più la propria attività verso i mercati esteri.
Nella Ue, intanto, prosegue la transizione verso le motorizzazioni elettrificate. Nel primo semestre le auto elettriche hanno raggiunto una quota del 20,7%, dal 15,6% di un anno prima, mentre le ibride si sono attestate al 37,3%. Benzina e diesel insieme sono scesi al 29,7%, dal 37,8%.
Il rapporto fotografa così un mercato europeo in ripresa, ma con una crescente quota della domanda soddisfatta dalla produzione estera e una maggiore pressione competitiva sui costruttori comunitari.

