La manifestazione si chiama “Abbracciamo il mare” e si terrà al lungomare Scardamiano di Acicastello e in piazza “Bambini del mondo” ad Acitrezza a partire dalle 17 di oggi pomeriggio. La manifestazione è organizzata da associazioni e singoli cittadini esasperati per la salubrità del mare, che intendono per questo chiedere chiarezza alle autorità responsabili sullo stato dei lavori del collettore fognario della Riviera, in cantiere dal lontano 2013 ed ancora non in funzione, pur essendo costato già oltre 20 milioni di euro.
Collettore fognario Acicastello, cittadini in piazza contro gli sversamenti a mare
Gli organizzatori della manifestazione intendono far sentire la propria voce alla Regione affinché dia notizie sul completamento e la messa in funzione dell’impianto, a maggior ragione dopo i recenti episodi di inquinamento della acque marine della zona e la denuncia di Goletta Verde, che ha classificato parte delle acque comprese tra Acicastello ed Acitrezza “aree rosse”, perché fortemente inquinate. La manifestazione parte da una iniziativa spontanea, alla luce anche della recente infestazione di alga tossica che ha inviso la costa. Secondo il docente di Biologia Marina dell’Università di Catania, Francesco Tiralongo, questo organismo prolifera in acque calde, senza correnti e soprattutto inquinate da ossigeno e azoto trasportati a mare da rivoli fognori e fiumi inquinati.
Il sindaco Scandurra presente alla manifestazione
Il problema del collettore fognario non è però di facile soluzione e come scriviamo sul QdS da alcuni anni e il nodo è talmente aggrovigliato che non si capisce come riuscire a scioglierlo. Ciononostante il sindaco Carmelo Scandurra continua a sollecitare gli enti per trovare una soluzione che allo stato sembra lontana, perché l’opera con ben otto stazioni di sollevamento non avrebbe ancora un sistema di condotte secondarie adeguato per trasferire i liquami nella condotta principale che poi dovrebbe innestarsi in piazza Mancini Battaglia nel vecchio allacciante di Catania sino a a raggiungere il depuratore di Pantano D’Arci.
Il sindaco castellese, comunque, in un post pubblicato su Facebook si è detto favorevole alla manifestazione alla quale intende partecipare: “Alle ore 17 – scrive -, sarò presente alla catena umana organizzata dai cittadini. Parteciperò con convinzione, non solo come sindaco del Comune di Aci Castello, ma prima di tutto come cittadino castellese, come una persona che ama il proprio mare, il proprio territorio e che desidera, insieme a tutti voi, una sola cosa: la soluzione di questo problema”.
“Chi mi conosce – continua il primo cittadino – sa bene che questa non è una battaglia dell’ultimo momento. È una battaglia che porto avanti fin dal giorno del mio insediamento. E non lo dico io: lo testimoniano gli atti ufficiali, le relazioni del Rup del collettore fognario, l’ingegnere Marco Bonfissuto, e le dichiarazioni del direttore dei lavori, l’architetto Grillo, che hanno riconosciuto il ruolo svolto dal Comune e dalla mia amministrazione nel superare numerosi ostacoli. In questi anni abbiamo affrontato difficoltà enormi. Le autorizzazioni dei sottoservizi tardavano ad arrivare, gli enti competenti non rilasciavano i pareri necessari e il rischio di bloccare tutto era concreto. Nonostante il progetto interessasse quattro Comuni e il nostro non fosse la stazione appaltante, mi sono fatto carico di sollecitare ogni ente coinvolto, ho chiesto incontri in Prefettura, ho seguito personalmente ogni passaggio e, durante il periodo estivo, ho scelto di non fermare i lavori, pur sapendo che questo avrebbe comportato disagi per i miei concittadini. L’ho fatto perché ero convinto, e lo sono ancora oggi, che quell’opera fosse fondamentale per il futuro del nostro territorio”.
“Oggi – aggiunge Scandurra – ci troviamo di fronte a due problemi che devono essere affrontati e risolti. Il primo riguarda gli sversamenti a Scardamiano e sul Lungomare Galatea. È una situazione che i cittadini conoscono bene e che non può più essere tollerata. Il secondo riguarda il nodo tecnico del sifone Galatea, nel territorio del Comune di Catania, che secondo alcuni impedirebbe l’attivazione del collettore fognario. Io continuo a ritenere che questa criticità possa e debba essere superata. Da quanto ci è stato rappresentato e dagli elementi tecnici di cui disponiamo, la portata che oggi il collettore convoglierebbe verso Catania è molto inferiore a quella prevista dal progetto, che era di 270 litri al secondo: si parla di una quantità che si aggira intorno a un decimo di quella progettuale. Per questo riteniamo che il problema del sifone Galatea possa essere superato e che il collettore possa essere messo in funzione già adesso. Non possiamo permetterci di aspettare ancora anni per risolvere questa criticità, con il rischio di ritrovarci, anche il prossimo anno, a discutere dell’attivazione del collettore fognario. Parliamo di un’opera costata circa 20 milioni di euro….”.
Collettore fognario Acicastello, un groviglio di competenze
A parole sembrerebbe tutto facile ma anche il sindaco Scandurra sa bene che la vicenda collettore si allaccia con i problemi fognari di Catania e con l’ormai lungo braccio di ferro tra il commissario governativo per la depurazione, Fabio Fatuzzo, la Sie e l’Ati idrico che di recente ha votato per la risoluzione del contratto con la Sie. Proprio quest’ultima, prima della rescissione, non ha mai fatto mistero che avrebbe potuto prendere in considerazione la presa in carico della gestione dell’impianto castellese, a patto che venissero risolti i nodi di Catania.
L’ultimo vertice a marzo sul collettore fognario
Per capire di più di questa burocratica vicenda paradossale che tira in ballo Pirandello, Camilleri o Sciascia riavvolgiamo il nastro alla fine del 2025, – vertice in Comune tra le parti – e al marzo scorso quando in prefettura si è tenuto l’ultimo incontro ufficiale per discutere della messa in funzione del collettore fognario. Allora, il sindaco Scandurra uscendo dalla riunione con tutti gli attori invitati, dal Comune di Catania, alla Sie, al commissario Fatuzzo, alla Sidra… ebbe modo di dichiarare che la vicenda non può essere chiusa con un nulla di fatto. Era stato ancora più chiaro a fine 2025 quando al termine dell’ultima riunione in Comune aveva dichiarato: “Ma questi signori cosa pensano di lavarsene le mani? Tredici anni fa tutti votarono a favore della proposta del collettore fognario, ed oggi a pochi mesi dalla ultimazione dell’opera dicono che il progetto non è buono e fa acqua da tutte le parti…”. Dalla lettura del verbale dell’ultima riunione sull’opera fognaria, si evince che ancora oggi non ci sono i presupposti perché l’ente indicato decida di prendere in mano la gestione dell’opera.
Comunque, come appare evidente, che una simile opera faraonica rischiasse, una volta ultimata, di diventare una spina nel fianco per tutti lo sapevano anche i bambini che oggi fanno il bagno in una riviera dove i liquami, a secondo delle correnti, in certi periodi la fanno da padrone come in questi giorni con l’alga tossica. Certo, pensare che i reflui di Acicastello e di Acitrezza finissero senza intoppi a oltre 25 km di distanza, sino al depuratore di Pantano D’Arci nella piana di Catania, suonava come una nota stonata, perché prima bisogna attraversare la città di Catania e i vari ostacoli dei suoi allaccianti, compreso il sifone che si trova a piazza Galatea.
Ma gli intoppi non finiscono qui. Oltre al sifone Galatea, nel vecchio allacciante di Catania ci sarebbero altre emergenze, pendenze non rispettate e in taluni tratti un restringimento del diametro delle condotte, causato da detriti mai rimossi. Sul fronte castellese poi ci sarebbe da fare chiarezza anche sul nodo delle condotte periferiche, quelle che allacciano le frazioni e quelle che portano i liquami dalle stazioni di sollevamento sino alla condotta principale. Su questo fronte basta rileggere le parole del sindaco Scandurra rilasciate al QdS a inizio anno per capirne di più: “Sappiamo benissimo che il completamento del collettore in oggetto non potrà portare all’efficienza e funzionalità dell’intero sistema fognario del nostro territorio – aveva dichiarato Scandurra -, stante che parte di esso è sprovvisto delle reti secondarie e terziarie. Ma siamo anche a conoscenza che il commissario straordinario sta avviando quanto necessario per la realizzazione della rete Lotto 1 (Castello-Cannizzaro-Scogliera) e lotto 5 (frazioni di Cannizzaro e Ficarazzi). Viceversa la rete fognaria di Acitrezza e della collina di Vampolieri e parte della rete di Acicastello sono esistenti e quindi collegabili al realizzando sistema fognario per il convogliamento dei reflui a Pantano D’Arci attraverso il vecchio allacciante. A oggi mettendo in funzione il collettore di salvaguardia si potrebbe garantire che i reflui di Acitrezza e parte di Acicastello non sverserebbero più in mare… Il funzionamento del collettore, ancorché parziale, rappresenterebbe la risposta concreta agli sforzi di tutti gli enti pubblici che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera e ripagherebbe la nostra comunità dai disagi subiti…”.
Il prossimo passo per il collettore fognario di Acicastello
In questo scenario il commissario Fabio Fatuzzo sul QdS di ieri ha annunciato la notizia dell’attribuzione “alla Sidra del compito di redigere il bando che servirà ad affidare il servizio di verifica per stabilire se siano ancora necessari interventi sul vecchio allacciante che porta i reflui a Pantano D’Arci”. Fatuzzo mesi fa aveva anche dichiarato che i finanziamenti per la rete fognaria di Catania ammontavano a 120 milioni di euro. Fino a questo momento, anche per la guerra di carte bollate con la Sie, tutto sembrerebbe rimasto in alto mare. E i cittadini attendono…

