Home » Province » Catania » Acqua a Catania, l’Anac: “Sie è sotto controllo pubblico”. La società si rivolge al Tar

Acqua a Catania, l’Anac: “Sie è sotto controllo pubblico”. La società si rivolge al Tar

Acqua a Catania, l’Anac: “Sie è sotto controllo pubblico”. La società si rivolge al Tar
Rete idrica

L’autorità si è espressa sullo status della società che ha presentato ricorso dopo la risoluzione dell’Ati Il sindaco di Piedimonte: “No logiche privatistiche”. Ma l’azienda: “Richiamata giurisprudenza superata”

CALTANIA – “A seguito delle verifiche svolte dalla scrivente Autorità, è emerso che la società Sie presenta i requisiti – di governance e di svolgimento di attività di gestione di servizio pubblico – che ne consentono la riconducibilità alla categoria degli enti di diritto privato in controllo pubblico”. A dichiararlo è stata la settimana scorsa con una nota notificata ai sindaci che in primavera avevano chiesto all’Anac di pronunciarsi sullo status della società mista pubblico-privata a cui nel 2024, dopo una querelle giudiziaria durata vent’anni, è stata affidata la gestione unica del servizio idrico in provincia di Catania. Il pronunciamento dell’Autorità Anticorruzione è arrivato al termine di un’istruttoria durata diversi mesi e in una fase in cui Sie è stata esautorata dal ruolo di gestore unico, dopo che l’Assemblea territoriale idrica – l’organo che riunisce i sindaci – ha votato la risoluzione del contratto trentennale accusando la società di eccessiva inerzia nel subentro alle gestioni precedenti.

Gestione dell’acqua a Catania, il ricorso al Tar del Lazio

Sulla decisione di interrompere il rapporto pende un ricorso al Cga. Nell’attesa di capire se i giudici amministrativi di secondo grado, che nel 2022 imposero all’Ati di rinnovare la convenzione di metà anni Duemila con Sie, riterranno legittimo l’operato dell’Assemblea territoriale, al Tar del Lazio è stato depositato un altro ricorso firmato da un pool di avvocati incaricato da Sie di chiedere l’annullamento del pronunciamento di Anac. L’Anticorruzione era stata sollecitata dal sindaco di Piedimonte Etneo, Ignazio Puglisi, al quale si erano uniti i primi cittadini di Pedara, Mirabella Imbaccari, Zafferana Etnea, Aci Sant’Antonio, Caltagirone, Santa Venerina, Aci Catena, Acireale, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Catania, Gravina di Catania, Maletto, Angelo Pulvirenti, Ramacca, Riposto, San Giovanni la Punta, Sant’Agata li Battiati, Scordia, Viagrande.

Anac, i controlli sulla società Sie e il ruolo dei soci pubblici

L’iniziativa era partita dopo che il Consiglio di sorveglianza di Sie aveva sollevato una serie di criticità, anche in materia di trasparenza, nella gestione della società, il cui amministratore è l’imprenditore Sergio Cassar. Per l’Anac, se Sie è da considerarsi una società soggetta a controllo pubblico, lo stesso non può dirsi di Hydro Catania, la società che detiene il 49 per cento di Sie. “Appare qualificabile quale ente di diritto privato, con una partecipazione pubblica minoritaria, pari a circa il 17%, in cui il socio di maggioranza (al 68%) Consorzio Stabile Generali Infrastrutture (Csgi) è un ente di diritto privato”, si legge.

L’Anticorruzione ha escluso l’incompatibilità dell’incarico di amministratore di Cassar in Sie con il ruolo di presidente del Cda dallo stesso detenuto all’interno di Csgi, così come non ha ravvisato criticità nel fatto che Giovanni Rao figuri sia come direttore di Sie che amministratore unico di Csgi. Al contempo, scrive Anac, “potrebbero astrattamente venire in rilievo eventuali ipotesi di conflitto di interessi o di cumulo di incarichi, la cui valutazione è rimessa all’ente di appartenenza che, allo stato, le ha ritenute insussistenti con riferimento a entrambi i soggetti esaminati”.

Sie contesta la decisione dell’Anac sul controllo pubblico

Da parte di Sie c’è però il convincimento che l’Anac abbia commesso un errore nel definire la società soggetta a controllo pubblico. “Anac assume una determinazione contraddittoria o, quantomeno, non intellegibile rispetto all’attuale quadro giurisprudenziale che delinea in modo chiaro i requisiti previsti per l’attribuzione, o meno, della riferita qualifica di ente di diritto privato in controllo pubblico”, si legge nel ricorso presentato al Tribunale amministrativo regionale del Lazio. Nel mirino c’è la considerazione data dall’Anac alla presenza del pubblico nel capitale sociale di Sie. Nello specifico, i dati camerali dicono che il 51 per cento è ripartito tra la Città metropolitana e i 58 Comuni della provincia, in misura proporzionale al numero di abitanti. “L’Anac ha richiamato una giurisprudenza ormai superata secondo cui – scrivono i legali di Sie – la percentuale di capitale posseduta, direttamente o indirettamente, da soggetti pubblici, rilevi nel suo oggettivo ammontare, ove superiore al 50 per cento, a prescindere dal numero di soggetti tra cui la quota medesima è, eventualmente, frazionata”.

Acqua pubblica a Catania, la posizione dei sindaci

Le cose invece starebbero diversamente: “Secondo la giurisprudenza ormai prevalente, la partecipazione pubblica diffusa, frammentata e maggioritaria non costituisce ex se prova o presunzione legale dell’esistenza di coordinamento tra i soci pubblici, che deve invece essere accertata in concreto”. Tra i sindaci però c’è chi ritiene che quanto stabilito dall’Anac rappresenti la prova di come sia giusto pretendere che l’operato di Sie sia sottoposto ai controlli richiesti a qualsiasi società in cui il pubblico ha un’influenza non secondaria. “La pronuncia dell’Anac conferma quanto abbiamo denunciato da tempo. La gestione dell’acqua non può essere sottratta al controllo pubblico, il solo in grado di sottrarla alle logiche privatistiche di mercato. L’acqua è un bene essenziale, non una merce”, commenta al Quotidiano di Sicilia il sindaco di Piedimonte Etneo Ignazio Puglisi.