Ventidue indagati dalla procura di Agrigento con le accuse di commercio di sostanze alimentari nocive (in questo caso acqua, ndr) e frode nell’esercizio del commercio. Le misure cautelari sono state eseguite dalla polizia di Canicattì, dalla Digos unitamente ai carabinieri.
Il provvedimento cautelare nasce dopo una lunga e complessa indagine coordinata dalla procura, svolta dagli investigatori in un periodo compreso tra marzo e aprile scorsi.
Le indagini
Le indagini sono iniziate dopo una serie di controlli del territorio eseguiti dai militari dell’Arma di Canicattì e dal locale commissariato: è stata accertata la sistematica presenza di autotrasportatori che, con autobotti e cisterne, portavano acqua destinata alla distribuzione nelle abitazioni private e in attività commerciali, ma in assenza dei prescritti titoli autorizzativi.
Le analisi dell’Asp e l’acqua “sporca”
Non sono mancati, nel corso delle indagini, campionamenti e analisi da parte di personale specializzato Asp che hanno accertato, in più occasioni, la presenza di batteri e microrganismi potenzialmente pregiudizievoli per la salute umana, circostanza che ha indotto l’autorità giudiziaria a disporre ulteriori approfondimenti investigativi.
Gli accertamenti hanno consentito di individuare le principali fonti di approvvigionamento utilizzate dagli indagati, identificate in due pozzi nel territorio di Canicattì, risultati privi di censimento e delle necessarie autorizzazioni amministrative. Secondo l’ipotesi accusatoria, allo stato condivisa dal giudice per le indagini preliminari ai fini dell’emissione dei provvedimenti cautelari, i siti in questione sarebbero stati utilizzati quotidianamente per il prelievo dell’acqua successivamente trasportata e distribuita mediante autobotti e cisterne.
Il quadro indiziario raccolto ha consentito di delineare un sistema completo, dalla raccolta dell’acqua, al trasporto fino alla commercializzazione e distribuzione destinata al consumo umano in assenza delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente e delle necessarie garanzie igienico-sanitarie, con potenziale pregiudizio per la salute pubblica.
Sequestrati anche i mezzi e i pozzi
In esecuzione dei provvedimenti, sono stati preventivamente sequestrati i mezzi utilizzati per il trasporto e la distribuzione dell’acqua, nonché dei pozzi individuati quali fonti di approvvigionamento.
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