È scomparso a 93 anni Dean Tavoularis, rinomato scenografo statunitense vincitore di un Oscar, noto per la sua lunga collaborazione con il regista Francis Ford Coppola in ben 13 film, inclusi tutti i capitoli della saga de “Il Padrino”, “Apocalypse Now” e “Un sogno lungo un giorno”. La notizia della sua morte, avvenuta in un ospedale parigino per cause naturali, è stata confermata da Jordan Mintzer, scrittore e critico cinematografico di “The Hollywood Reporter”, che aveva collaborato con Tavoularis per il libro “Conversations With Dean Tavoularis”, pubblicato nel 2022.
L’omaggio di Coppola
Coppola ha reso omaggio al suo caro amico con un post su Instagram, dichiarando: “Il mio caro amico e collaboratore Dean Tavoularis è scomparso, una perdita profonda. Non sarei in grado di elencare i molti modi in cui ha arricchito il mio lavoro e la mia vita personale. Era uno zio affettuoso per i miei figli. Era un grande artista, un grande amico, un grande scenografo e un grande uomo.”
Per oltre vent’anni, Tavoularis è stato il direttore artistico di fiducia di Coppola, contribuendo in modo determinante all’estetica visiva di opere come “La conversazione”, “Apocalypse Now” (dove incontrò la sua futura moglie, l’attrice francese Aurore Clément), “Rusty il selvaggio” e “Tucker: un uomo e il suo sogno”. Il suo lavoro gli valse l’Oscar per la migliore scenografia nel 1975 per “Il Padrino – Parte II”, oltre a numerosi altri riconoscimenti, inclusi premi Bafta.
Chi era Tavoularis
Nato a Lowell, Massachusetts, il 18 maggio 1932 da genitori greci, Tavoularis è cresciuto a Los Angeles, dove si è formato in architettura e arti visive prima di entrare nel mondo del cinema. Ha iniziato la sua carriera alla Disney negli anni Cinquanta, lavorando su classici come “La bella e la bestia” e “Mary Poppins”, per poi passare a successi come “20.000 leghe sotto i mari” e “Il grande colpo di San Francisco”.
La svolta nella sua carriera è arrivata con “Gangster Story” (1967) di Arthur Penn, film che ha ridefinito l’estetica del cinema americano e ha consacrato Tavoularis come uno dei più innovativi art director della sua generazione. Ha collaborato con registi del calibro di Michelangelo Antonioni per “Zabriskie Point” (1970) e Roman Polanski, partecipando a film come “La nona porta” (1999) e “Carnage” (2011).
La collaborazione con Coppola
Il suo sodalizio con Coppola ha definito la sua eredità artistica. Dal 1972 al 1996, Tavoularis è stato l’architetto visivo dei film di Coppola, creando ambientazioni iconiche nella storia del cinema: dalle dimore dei Corleone alla New York degli anni Venti, fino alla giungla del Vietnam in “Apocalypse Now”. Nonostante il successo, la carriera di Tavoularis ha incontrato difficoltà, come dopo il fallimento commerciale di “Un sogno lungo un giorno”, che lo ha portato a lavorare lontano dai grandi set, dedicandosi alla pittura e ad altre attività artistiche. Il suo stile, caratterizzato da un’attenzione meticolosa al dettaglio storico e da una capacità di trasformare gli spazi in narrazione visiva, ha ridefinito il ruolo dello scenografo nel cinema contemporaneo. Negli ultimi anni, Tavoularis aveva ridotto le sue apparizioni nel cinema, mantenendo però legami con il mondo artistico e collaborando ancora con Coppola in progetti collaterali, come il design per le attività vinicole in California.
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