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Aerei, Iata: a giugno traffico passeggeri in calo dell’1,7%

Aerei, Iata: a giugno traffico passeggeri in calo dell’1,7%

Penalizzato da debolezza Cina, Usa e Giappone

Roma, 30 lug. (askanews) – Traffico passeggeri in calo a giugno. Secondo i dati diffusi dalla Iata (International Air Transport Association) lo scorso mese c’è stata una flessione della domanda, penalizzata soprattutto dalla debolezza dei mercati domestici di Cina, Stati Uniti e Giappone e dagli effetti persistenti delle tensioni in Medio Oriente.

La domanda complessiva, misurata in revenue passenger kilometers (RPK), è diminuita dell’1,7% rispetto a giugno 2025. Al netto del Medio Oriente, la flessione si riduce allo 0,6%. La capacità, misurata in available seat kilometers (ASK), è scesa dell’1,3% su base annua, mentre il load factor si è attestato all’84,2%, in calo di 0,4 punti percentuali.

La domanda internazionale è diminuita dello 0,9% rispetto a un anno prima; escludendo il Medio Oriente, ha invece registrato una crescita dell’1,1%. La capacità è scesa dello 0,6%, con un coefficiente di riempimento pari all’84,2%, in flessione di 0,2 punti percentuali. La domanda domestica ha segnato un calo del 3%, mentre la capacità si è ridotta del 2,4%. Il coefficiente di riempimento è sceso all’84%, in diminuzione di 0,5 punti percentuali rispetto a giugno 2025.

“La domanda globale di trasporto aereo è diminuita dell’1,7% a giugno rispetto allo scorso anno. Il risultato riflette principalmente la contrazione dei mercati domestici di Cina, Stati Uniti e Giappone e la persistente, seppur in miglioramento, debolezza della domanda internazionale per i vettori del Medio Oriente -ha dichiarato il direttore generale della IATA, Willie Walsh – se da un lato le performance delle compagnie mediorientali mostrano segnali di miglioramento, il riaccendersi delle tensioni nella regione rischia di rallentare la ripresa, mentre l’aumento dei prezzi del carburante continuerà a tradursi in tariffe aeree più elevate per i passeggeri. Le persone continuano a viaggiare, contribuendo in modo significativo alla crescita dell’economia globale. Tuttavia, non vi è dubbio che una stabilizzazione della situazione in Medio Oriente e il ritorno alla normalità nelle forniture di petrolio migliorerebbero le prospettive per compagnie aeree, economie e società in tutto il mondo”, ha concluso Walsh.