Rio de Janeiro, 7 giu. (askanews) – Le Americhe dispongono di un enorme potenziale di crescita per il trasporto aereo, ma per sfruttarlo pienamente saranno necessari investimenti nelle infrastrutture, una maggiore armonizzazione normativa e politiche pubbliche favorevoli alla connettività. È quanto emerge dal briefing regionale presentato dalla Iata, l’Associazione internazionale del trasporto aereo in durante l’82esima Assemblea generale annuale dell’associazione in corso a Rio de Janeiro.
Il turismo continua a rappresentare uno dei principali motori del settore. Nel 2025 il Messico ha accolto 47,8 milioni di visitatori internazionali, confermandosi la principale destinazione dell’America Latina, mentre il Brasile ha registrato un record di 9,3 milioni di arrivi internazionali. Per la Iata, nonostante la crescita registrata negli ultimi anni, la regione dispone ancora di ampi margini di sviluppo turistico.
La ripresa del traffico aereo dopo la pandemia procede però a velocità differenti. Colombia, Cile e Repubblica Dominicana hanno superato in maniera decisa i livelli del 2019 in termini di rotte, frequenze e capacità, mentre Brasile, Messico e Argentina restano ancora al di sotto dei livelli pre-pandemici. Per l’Associazione, il divario dimostra quanto le condizioni regolatorie e di mercato influenzino la crescita del settore.
Tra i fattori più incoraggianti c’è il rafforzamento della connettività intra-regionale. Nel primo semestre del 2026 la capacità all’interno delle Americhe ha raggiunto 211,6 milioni di posti, contro i 177,5 milioni del 2016, grazie all’apertura di nuove rotte verso città secondarie e all’impiego di aeromobili più efficienti. Questo sviluppo, osserva la Iata, rappresenta uno dei principali motori di crescita economica e turistica per il continente.
Le prospettive sono sostenute anche dall’aumento dei collegamenti da Europa, Canada e Cina verso l’America Latina, dalla riapertura di alcuni mercati come il Venezuela e dall’effetto traino che potrebbe derivare dai Mondiali di calcio FIFA del 2026, ospitati da Stati Uniti, Messico e Canada.
Non mancano tuttavia le criticità. Per la Iata tra i principali ostacoli alla crescita ci sono l’elevata pressione fiscale, la complessità normativa, la congestione aeroportuale e una proliferazione di proposte legislative ritenute penalizzanti per il settore. Nel 2025 sono state censite 159 iniziative regolatorie nelle Americhe, di cui 113 considerate potenzialmente negative per l’industria, comprese proposte di tetti tariffari, obblighi sui servizi ai passeggeri e restrizioni commerciali.
Particolarmente elevato risulta il peso delle tasse in America Latina e nei Caraibi, dove imposte e oneri rappresentano in media il 29% del prezzo di un biglietto aereo, contro il 15% del Nord America. La Iata avverte che ulteriori aumenti rischiano di ridurre l’accessibilità del trasporto aereo e frenare la domanda.
L’Associazione cita il caso del Brasile, dove l’ipotesi di applicare un’IVA del 26,5% sui biglietti potrebbe provocare una contrazione della domanda di circa il 30%, con un aumento medio delle tariffe internazionali di quasi 200 dollari per passeggero. Analogamente, l’introduzione di una nuova tassa sui transiti all’aeroporto di Lima avrebbe già determinato cancellazioni di rotte e una riduzione della capacità disponibile.
Il capitolo infrastrutture rappresenta è sicuramente un tema critico. Oltre il 54% dei voli dell’America Latina e dei Caraibi opera infatti da aeroporti congestionati o prossimi alla saturazione, tra cui San Paolo, Città del Messico, Bogotá, Lima e Cancún. La Iata sottolinea la necessità di accelerare gli investimenti e di adottare standard internazionali per la gestione degli slot aeroportuali.
Sul fronte giudiziario, il Brasile continua a rappresentare un caso particolare: il Paese conta circa il 98% delle cause legali mondiali contro le compagnie aeree. Per la Iata il contenzioso pesa per un ulteriore margine tra il 3% e il 10% sul costo dei biglietti e genera oneri superiori a 200 milioni di dollari l’anno.
Tra le opportunità emergenti figura il trasporto merci. La crescita dell’e-commerce e delle esportazioni ad alto valore aggiunto in Paesi come Brasile, Colombia, Ecuador, Cile, Perù e Messico sta rafforzando il ruolo strategico del cargo aereo nelle catene globali di approvvigionamento.
La sostenibilità rappresenta un’altra sfida cruciale. Secondo la Iata, le Americhe potrebbero arrivare a produrre quasi la metà dei carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) a livello mondiale entro il 2030, ma gli investimenti e la capacità produttiva attuale restano ancora insufficienti, soprattutto in America Latina. Le prospettive di lungo periodo restano comunque favorevoli. Tra il 2026 e il 2040 il traffico passeggeri in America Latina e nei Caraibi è atteso crescere in media del 3,7% l’anno, in linea con la media mondiale. Inoltre, il numero di viaggi aerei pro capite nella regione rimane nettamente inferiore a quello di Nord America ed Europa, segnalando un importante potenziale ancora inesplorato.
Secondo la Iata, il futuro del trasporto aereo nelle Americhe dipenderà dalla capacità di governi e industria di collaborare per migliorare la connettività, mantenere accessibili i costi di viaggio, sviluppare infrastrutture adeguate e sostenere una transizione ecologica economicamente sostenibile. Solo così, conclude l’associazione, il continente potrà diventare uno dei principali motori della crescita globale dell’aviazione nei prossimi decenni.

