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In Sicilia la vera chimera è affittare casa, prezzi alle stelle e poca offerta a Catania e Palermo

In Sicilia la vera chimera è affittare casa, prezzi alle stelle e poca offerta a Catania e Palermo
Foto di Jakub Żerdzicki su Unsplash

Compravendite ai massimi storici, l’emergenza resta il caro affitti: il report su Catania e Palermo

Comprare casa continua a essere un obiettivo raggiungibile, ma trovare un’abitazione in affitto sta diventando sempre più difficile e costoso. È questa la fotografia che emerge dal secondo Osservatorio sul mercato immobiliare 2026 di Nomisma, dedicato a Palermo e Catania: due mercati che seguono percorsi in parte diversi, ma accomunati da un dato che riguarda direttamente migliaia di famiglie e consumatori.

Se il mercato delle compravendite continua a mostrare una buona tenuta, è quello delle locazioni a registrare le maggiori tensioni, con canoni in costante aumento e una domanda che continua a superare l’offerta. Per chi deve acquistare casa, il 2025 è stato un anno particolarmente positivo in entrambe le città. A Palermo le compravendite hanno raggiunto quota 7.140, il livello più alto dal 2007, mentre nel primo trimestre del 2026 il mercato ha continuato a crescere con un incremento del 6,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche Catania ha registrato un risultato storico, con 4.227 compravendite, in aumento del 9,1% sul 2024 e il volume più elevato degli ultimi 20 anni.

Case, tempi di vendita veloci: i dati di Palermo e Catania

Dietro questi numeri si nasconde un mercato che sta diventando più efficiente. A Palermo bastano in media 4 mesi per vendere un’abitazione, il tempo più basso degli ultimi vent’anni. A Catania servono invece 4,8 mesi, un dato comunque stabile e particolarmente favorevole. Anche la distanza tra il prezzo richiesto dal venditore e quello effettivamente pagato dall’acquirente continua a ridursi. Nel capoluogo siciliano lo sconto medio è sceso al 13%, mentre nella città etnea si attesta all’11,5%, il valore più contenuto degli ultimi 30 anni. Significa che domanda e offerta stanno trovando un equilibrio maggiore e che le trattative si chiudono con più facilità.

Sul fronte dei prezzi, però, le differenze iniziano a emergere. A Palermo continuano a crescere sia le abitazioni nuove o recentemente ristrutturate, che registrano un aumento vicino al 2% su base annua, sia quelle usate in buono stato, che salgono dell’1,8%. Gli incrementi risultano più evidenti nelle zone centrali e semicentrali, dove la domanda resta elevata. A Catania il quadro appare più articolato. Le abitazioni nuove o ristrutturate segnano una lieve flessione, con prezzi in calo dello 0,6% rispetto a un anno fa, mentre le case usate in buono stato, che rappresentano la fetta più consistente del mercato, continuano a rivalutarsi con un incremento dello 0,7%. Una dinamica che riflette una domanda concentrata soprattutto sugli immobili di fascia intermedia, più accessibili per le famiglie.

Mercato immobiliare in Sicilia, a Palermo e Catania affitti alle stelle

Il fenomeno che pesa maggiormente sul bilancio dei consumatori riguarda, però, il mercato degli affitti. In entrambe le città i canoni continuano a crescere con ritmi superiori rispetto ai prezzi delle compravendite. A Palermo l’aumento raggiunge il 4,9% su base annua e tocca addirittura il 5,7% nelle zone centrali, dove incidono anche la crescita del turismo e la diffusione degli affitti brevi. A Catania l’incremento medio è del 3,5%, con punte del 4,1% nelle aree di maggior pregio. Il motivo è sempre lo stesso: la domanda continua ad aumentare, mentre l’offerta di abitazioni disponibili resta insufficiente. Per chi vive in affitto questo significa destinare una quota sempre più elevata del reddito alla casa. Giovani coppie, studenti universitari, lavoratori fuori sede e famiglie che non possono permettersi un acquisto si trovano a competere per un numero limitato di immobili, con effetti che si riflettono direttamente sul costo della vita.

Anche il comparto non residenziale restituisce indicazioni interessanti sull’andamento dell’economia urbana. A Palermo il mercato degli uffici registra 198 compravendite nel 2025 e tempi di vendita ridotti a 6,5 mesi, mentre i prezzi continuano a diminuire leggermente. A Catania le compravendite degli immobili direzionali scendono a 44, ma il tempo necessario per vendere un ufficio cala a 7 mesi, il migliore risultato degli ultimi 15 anni. Buona anche la performance del settore commerciale. Palermo raggiunge 562 compravendite, il dato più elevato degli ultimi 25 anni, mentre Catania supera quota 400, stabilendo il record dall’inizio delle rilevazioni dell’Agenzia delle Entrate nel 2000. In entrambe le città, tuttavia, i prezzi dei negozi mostrano una lieve flessione, segnale di un comparto ancora alla ricerca di nuovi equilibri.

Le prospettive del 2026

Le prospettive per la seconda metà del 2026 raccontano due scenari differenti. A Catania gli operatori prevedono una leggera frenata delle compravendite, con prezzi sostanzialmente stabili, mentre gli affitti continueranno a crescere sia per numero di contratti sia per valore dei canoni. A Palermo, invece, le aspettative restano positive su entrambi i fronti, con un aumento previsto sia delle transazioni immobiliari, sia delle locazioni.

Per i consumatori il messaggio è chiaro. Il mercato della casa continua a offrire opportunità a chi compra, grazie a tempi di vendita ridotti e trattative più snelle. Ma il vero banco di prova resta quello degli affitti, dove la scarsità di immobili disponibili sta trasformando l’abitare in una delle principali voci di spesa per le famiglie. Una tendenza che, se non accompagnata da un aumento dell’offerta abitativa, rischia di incidere sempre di più sul potere d’acquisto e sulla qualità della vita nelle due principali città siciliane.

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