Milano, 9 lug. (askanews) – Mastroberardino mette a dimora a Mirabella Eclano (Avellino) un nuovo campo di piante madri del clone di Aglianico “VCR421 Antonio Mastroberardino”, destinato a custodire e rendere disponibile negli anni il materiale vegetale per la moltiplicazione della selezione clonale. L’impianto segna una nuova tappa in un percorso avviato dalla famiglia all’inizio degli anni Duemila sul recupero del patrimonio genetico dell’Aglianico irpino. Non si tratta di un vigneto produttivo in senso tradizionale ma di un impianto pensato per garantire continuità, tracciabilità e disponibilità futura di un clone nato dallo studio di vecchie vigne sopravvissute alla fillossera in terreni sabbiosi.
La ricerca prese avvio dall’osservazione di una vigna centenaria di Aglianico a piede franco e si concentrò sull’individuazione di biotipi capaci di esprimere caratteri agronomici ed enologici distintivi. Da una prima selezione di trenta biotipi, soltanto due superarono l’intero percorso di verifica sanitaria, genetica e agronomica. Tra questi, il VCR421 si è distinto per grappoli medio-piccoli e semi-spargoli, acini dalla buccia spessa, fertilità contenuta, buona dotazione zuccherina e acidità equilibrata. Nel febbraio 2021 il clone è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite con la denominazione “I-VCR 421 Antonio Mastroberardino”.
Il nuovo campo di piante madri serve ora a consolidare quel risultato sul piano viticolo. Da queste viti sarà infatti prelevato, nelle prossime campagne, il materiale necessario alla propagazione del clone, così da rendere stabile nel tempo una selezione che l’azienda considera una delle espressioni più identitarie dell’Aglianico irpino. “Con questo ulteriore impianto – dichiara Piero Mastroberardino – trasformiamo una ricerca nata dal desiderio di mio padre Antonio di ritrovare i caratteri più autentici dell’Aglianico in una responsabilità verso il futuro. Un campo di piante madri non produce soltanto barbatelle: conserva memoria, protegge biodiversità e mette a disposizione delle prossime generazioni di viticoltori un patrimonio che rischiava di andare perduto”.
Il clone è già alla base del “Redimore Irpinia Aglianico Doc”, nato dalle prime micro-vinificazioni sperimentali e diventato una delle etichette più riconoscibili del lavoro di recupero varietale dell’azienda. La sua storia produttiva comincia proprio a Mirabella Eclano, dove nel 2004 furono messe a dimora le prime barbatelle selezionate nel campo di selezione clonale della famiglia Mastroberardino, base agronomica e sperimentale per la successiva omologazione del clone e per le prime vinificazioni. Secondo il profilo tracciato dall’azienda, il vino ottenuto da questa selezione presenta colore rubino intenso, struttura e persistenza, ricchezza di antociani, note di fragola e lampone, richiami di cacao e liquirizia e una spiccata attitudine al medio-lungo affinamento. Tra gli elementi distintivi viene indicata anche una particolare morbidezza, percepibile già in gioventù, capace di accompagnare la struttura tannica dell’Aglianico con equilibrio ed eleganza.

