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Messina, ancora caos in carcere: calci e sputi contro agente della penitenziaria

Messina, ancora caos in carcere: calci e sputi contro agente della penitenziaria
Carcere – foto d’archivio

La donna, sovrintendente della Polizia penitenziaria, stava cercando di aiutare un collega prima di essere aggredita da un detenuto

Nuovo episodio di violenza in un carcere a Messina, dove una sovrintendente della Polizia penitenziaria del posto è stata aggredita da un detenuto mentre cercava di aiutare un collega. L’episodio, naturalmente, accende ancora una volta il tema della sicurezza in carcera, con centinaia di migliaia di agenti che ogni giorno rischiano la propria incolumità sul posto di lavoro.

Messina, aggressione ad agente della Polizia penitenziaria: la ricostruzione

Secondo quanto emerso, con la denuncia fatta dal sindacato del settore, l’agente sarebbe stata aggredita e colpita da un detenuto mentre provava ad aiutare un collega. Una situazione critica, degenerata a causa dell’atteggiamento di un detenuto calabrese e già conosciuto in carcere per queste problematiche. Aggredita con violenza, calci e sputi al volto, la donna -protagonista in un intervento che avrebbe potuto causare delle gravi conseguenze per il collega – avrebbe riportato dalle lesioni all’avambraccio oltre che alla spalla.

La denuncia della Consipe: “Atto di puro coraggio della nostra agente”

Sul caso, l’ennesimo in Sicilia e nella struttura del carcere di Messina, con toni duri parla il presidente nazionale del Consipe, Mimmo Nicotra: “Siamo di fronte a un atto di puro coraggio da parte di una donna che, rivestendo il ruolo di Preposto, ha agito come baluardo di legalità. Questa Sovrintendente non solo ha subito lesioni fisiche, ma ha dimostrato una dedizione al servizio che merita, senza alcun dubbio, un pubblico riconoscimento e una proposta di ricompensa per il valore dimostrato. Non accetteremo che il suo gesto finisca nel dimenticatoio dei rapporti di servizio: il suo coraggio è il simbolo di una Polizia Penitenziaria che, nonostante l’abbandono e le carenze strutturali, resta l’unico vero argine alla violenza nelle carceri”.

L’appello e una situazione che non conosce ancora soluzioni: “Chiediamo trasferimento immediato del detenuto”

Nel corso del suo intervento di denuncia, anche l’appello verso le istituzioni: “E’ il momento di passare dalle parole ai fatti. La sicurezza non è una variabile dipendente, ma un diritto inalienabile. Chiediamo il trasferimento immediato e d’urgenza del detenuto aggressore e un’azione disciplinare esemplare. Non tollereremo che la nostra collega e il personale di Messina vengano lasciati soli. Se l’Amministrazione non è in grado di proteggere chi mette a rischio la propria incolumità per lo Stato, ci rivolgeremo alle sedi istituzionali competenti affinché venga disposta un’ispezione straordinaria. La dignità dei nostri uomini e delle nostre donne in divisa non è in svendita e il gesto della nostra Sovrintendente merita di essere onorato come esempio di abnegazione professionale”.

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